Titolo: La visita
WARRING: VM 18: vietato ai minori per esplicite descrizioni sessuali
Quando Agata varcò la soglia dello studio del dottor Laudrup, non sapeva cosa aspettarsi. Aveva appena compiuto trentasei anni, che a quell’epoca, gli anni settanta, voleva dire essere una donna già ‘avanti’. Una matura. Era stato proprio suo marito ad esortarla a fare la visita. Dopo tutto, diceva lui, non era ancora tardi per loro, per avere un figlio. “Mia madre mi ha avuto quando aveva quarantatre anni!” andava apostrofando. A quella lei era solerte rispondere: “Sì ma ne aveva già avuti tre!” avrebbe preferito che lui l’accompagnasse, ma da quando Tonio era stato assunto alla Seat come direttore commerciale, il tempo che passava con lei si era drasticamente ridotto.
Di questo medico misterioso, un ginecologo, cosa mal vista a quei tempi, dopotutto che opinione si può avere di un dottore che si guadagna da vivere frugando nelle vagine? Dopotutto Agata non aveva nessuna opinione, sapeva solo che aveva origini straniere, null’altro. Prese posto nella sala d’attesa e... attese. Finché la porta si spalancò. Una giovane donna con una bella pancia da settimo - ottavo mese, ringraziò sorridendo e, fattura tra le dita, salutò e se ne andò. Risollevandosi, Agata si ricompose il vestito di lana che si era alzato. “Lei è la signora Gualtieri?” esordì lo scienziato studiandola con due occhi celesti da brivido.
“Sì, avevo appuntamento per le quattro”
“Mi scusi per il ritardo, si accomodi pure” e la esortò a farsi avanti. Pur titubante la donna entrò nella stanza. A colpirla di più furono i due ferri posti ai lati del lettino da visita, intuì subito che avrebbe dovuto appoggiare i polpacci là. Si sentì quasi svenire all’idea che un estraneo, qualcuno che non era Tonio, l’avrebbe vista così nuda. “Può spogliarsi dietro il separé” lo indicò. Solo quando Agata fu nuda dalla cintola in giù e di fronte al lettino si rese conto di quanto fosse giovane il dottor Laudrup. Trenta, massimo trentacinque anni. Non aveva mai visto un medico tanto giovane. Forse, pensò, era una caratteristica dei ginecologi, essendo una categoria relativamente nuova, la giovane età. “Prima volta che si fa visitare da un ginecologo?”
“Sì”
“La sento rigida, non si deve preoccupare. Non sentirà nulla di spiacevole essendo lei sposata” sorrise dolcemente. Agata realizzò che fosse l’uomo più bello che le fosse capitato di vedere da quando era bambina. Da quando un ufficiale tedesco amico di suo padre, l’aveva presa in braccio e fatta volare. Anche all’epoca aveva pensato che lui fosse un angelo o qualcosa del genere. Forse era un suo debole l’uomo nordico, alto, biondo, occhi blu. Per sicurezza però aveva scelto un normalissimo uomo italiano, alto il giusto, moro con occhi castani molto scuri e profondi. Amava suo marito e si era sempre trovata bene nell’intimità con lui. Anche se non aveva assolutamente idea di cosa fosse l’orgasmo.
“Mi scusi per il ritardo, si accomodi pure” e la esortò a farsi avanti. Pur titubante la donna entrò nella stanza. A colpirla di più furono i due ferri posti ai lati del lettino da visita, intuì subito che avrebbe dovuto appoggiare i polpacci là. Si sentì quasi svenire all’idea che un estraneo, qualcuno che non era Tonio, l’avrebbe vista così nuda. “Può spogliarsi dietro il separé” lo indicò. Solo quando Agata fu nuda dalla cintola in giù e di fronte al lettino si rese conto di quanto fosse giovane il dottor Laudrup. Trenta, massimo trentacinque anni. Non aveva mai visto un medico tanto giovane. Forse, pensò, era una caratteristica dei ginecologi, essendo una categoria relativamente nuova, la giovane età. “Prima volta che si fa visitare da un ginecologo?”
“Sì”
“La sento rigida, non si deve preoccupare. Non sentirà nulla di spiacevole essendo lei sposata” sorrise dolcemente. Agata realizzò che fosse l’uomo più bello che le fosse capitato di vedere da quando era bambina. Da quando un ufficiale tedesco amico di suo padre, l’aveva presa in braccio e fatta volare. Anche all’epoca aveva pensato che lui fosse un angelo o qualcosa del genere. Forse era un suo debole l’uomo nordico, alto, biondo, occhi blu. Per sicurezza però aveva scelto un normalissimo uomo italiano, alto il giusto, moro con occhi castani molto scuri e profondi. Amava suo marito e si era sempre trovata bene nell’intimità con lui. Anche se non aveva assolutamente idea di cosa fosse l’orgasmo.
“Comoda?” domandò Laudrup quando lei ebbe posizionato i polpacci sui ferri.
“Abbastanza” mentì lei. Il dottore indossò dei guanti di lattice.
Poi le si avvicinò: “Non è comoda, preferisco togliere questi” e allontanò i due ferri. Una volta che Agata fu di nuovo seduta normalmente, strinse le cosce tra loro.
“Devo chiederle cortesemente di divaricare le gambe, signora”
“Ma certo” schiva aprì piano le cosce. Penserà che sono peggio di una verginella. Considerò mordendosi il labbro inferiore. Pazientemente il dottore raggiunse la sua femminilità con la punta delle dita. “Si rilassi, non sentirà nulla di male le assicuro” sorrise sensuale. Agata sentì il cuore martellare e temette di nuovo di perdere i sensi. Le era successo già un paio di volte quando la chiesa era piena. Le dita dello scienziato la penetrarono sapientemente, favorite dall’umidità della vagina, che, nonostante l’agitazione, aveva subito il fascino del bel ginecologo. Sentirsi frugare così non era qualcosa di tanto piacevole, pensò Agata razionalmente, allora perché vampate di calore e un piacere incontrollato sembrarono investirla come un tornado?
“Devo chiederle cortesemente di divaricare le gambe, signora”
“Ma certo” schiva aprì piano le cosce. Penserà che sono peggio di una verginella. Considerò mordendosi il labbro inferiore. Pazientemente il dottore raggiunse la sua femminilità con la punta delle dita. “Si rilassi, non sentirà nulla di male le assicuro” sorrise sensuale. Agata sentì il cuore martellare e temette di nuovo di perdere i sensi. Le era successo già un paio di volte quando la chiesa era piena. Le dita dello scienziato la penetrarono sapientemente, favorite dall’umidità della vagina, che, nonostante l’agitazione, aveva subito il fascino del bel ginecologo. Sentirsi frugare così non era qualcosa di tanto piacevole, pensò Agata razionalmente, allora perché vampate di calore e un piacere incontrollato sembrarono investirla come un tornado?
“Tutto assolutamente nella norma” decretò Laudrup continuando la sua dolce tortura. Quando il dito medio che spingeva verso l’altro trovò un punto particolarmente erogeno, la donna non riuscì più a trattenere un urlo e proruppe in un violento orgasmo. Non essendole mai capitato nulla del genere in tutta la sua esistenza, pensò che fosse un effetto della visita. Laudrup, basito dalle contrazioni attorno alla sua mano, la ritirò come scottato. Agata, ansimante, cercava di riprendersi.
“Tutto bene signora?”
“Ho avuto una sensazione mai provata. Sarò malata?” gli occhi le si inumidirono.
“Nulla di tutto questo, davvero mai provata? Suo marito non la tocca mai così?”
“No”
“Nemmeno durante il coito?”
“Prego?” non aveva mai inteso quel termine.
“Durante il sesso, quando vi congiungete carnalmente”
“No”
“Nemmeno durante il coito?”
“Prego?” non aveva mai inteso quel termine.
“Durante il sesso, quando vi congiungete carnalmente”
Agata arrossì violentemente. “No mai, perché dovrebbe capitare?”
“A mia moglie capita” ammiccò arrossendo a sua volta. “Una donna in buona salute dovrebbe avere orgasmi ogni settimana. Volendo anche una volta al giorno”
“Penso di non conoscere questo termine scientifico”
“Penso di non conoscere questo termine scientifico”
Sospirando Laudrup si rese conto che, nonostante i modi raffinati da signora per bene, la sua paziente era d’un ignoranza in materia assolutamente avvilente!
“Forse dovrei parlare con suo marito e non con lei, in ogni caso ora passiamo alla palpazione del seno”
Lei si tolse il sopra sempre intimidita. Quando la camicia fu completamente sbottonata e tolto pure il reggipetto, il ginecologo iniziò a tastare il seno.
“Nessun ingrossamento o nodulo” decretò. “Ora si metta di spalle, voglio controllare anche l’ano”
Agata ubbidì non sapendo assolutamente che controllare l’ano significasse ritrovarsi due dita nello sfintere!
Agata ubbidì non sapendo assolutamente che controllare l’ano significasse ritrovarsi due dita nello sfintere!
“Ahy” si lamentò quando lui profanò.
“Rilassata, non si preoccupi” il dottor Laudrup inorridì. Per la prima volta da quando esercitava il mestiere, si era eccitato. Un’enorme erezione premeva sui pantaloni mentre le dita sforbiciavano dentro l’orifizio. Come era possibile? Certo, quella donna era attraente. Non aveva mai avuto un orgasmo se non grazie a lui, e il suo culetto intatto, graziato dalle manie maschili di deflorare tutto ciò che è deflorabile, lo portarono a stimare il signor Gualtieri.
“Suo marito non l’accarezza mai qui?”
“Perché dovrebbe?” rispose lei a tono.
“Perché dovrebbe?” rispose lei a tono.
“A molte donne piace e anche gli uomini trovano piacevole penetrare le loro signore in questa maniera”
“Ma non fa male? Alla salute intendo?”
“Perché mai, se si usano le accortezze igieniche” tolse le dita. Doveva ammetterlo, per quanto amasse sua moglie, per quella donna avrebbe potuto perdere la testa. “Si alzi ora, mani contro il muro” l’accompagnò lui stesso. Completamente in balia del demone dell’eros, il dottor Laudrup stava buttando via anni di studi e di professionalità per le lusinghe della carne, la bramosia della lussuria. Ignara di tutto ciò, Agata ubbidì. “Appoggi bene le mani e divarichi leggermente le gambe. Voglio controllarla da così” lei accettò. E di nuovo si ritrovò le dita di Laudrup a mapparla nel suo posticino più segreto. “Si bagna con facilità e il suo punto speciale e rintracciabile da questa posizione. Dovrebbe chiedere a suo marito di deflorarla da così”
“Per il concepimento?” ansimò lei di nuovo in balia del piacere.
“Ma non fa male? Alla salute intendo?”
“Perché mai, se si usano le accortezze igieniche” tolse le dita. Doveva ammetterlo, per quanto amasse sua moglie, per quella donna avrebbe potuto perdere la testa. “Si alzi ora, mani contro il muro” l’accompagnò lui stesso. Completamente in balia del demone dell’eros, il dottor Laudrup stava buttando via anni di studi e di professionalità per le lusinghe della carne, la bramosia della lussuria. Ignara di tutto ciò, Agata ubbidì. “Appoggi bene le mani e divarichi leggermente le gambe. Voglio controllarla da così” lei accettò. E di nuovo si ritrovò le dita di Laudrup a mapparla nel suo posticino più segreto. “Si bagna con facilità e il suo punto speciale e rintracciabile da questa posizione. Dovrebbe chiedere a suo marito di deflorarla da così”
“Per il concepimento?” ansimò lei di nuovo in balia del piacere.
“Certo! Durante l’orgasmo la donna risucchia lo sperma e la punta del pene è ben più vicina al collo dell’utero”
“Cos’è quest’orgasmo dottore? Io non capisco! È una così bella parola, difficile ma bella”
“Sì, bella. È il paradiso l’orgasmo. Il francesi la chiamano piccola morte, è perdersi e ritrovarsi nell’oblio assoluto”
“Voglio... o sì... ancora” gemette Agata. Laudrup aveva preso di mira il piccolo dosso con le dita, e Agata era prossima a raggiungere un altro picco. Ma ormai in balia di se stesso, il dottore si sbottonò i pantaloni, lasciando sgusciare fuori il sesso eretto luccicante, e nel tempo di uno starnuto, lo sostituì alle dita. Fu dentro di lei. “Questo dovrebbe provare con suo marito” le confidò con la bocca attaccata al suo orecchio. “Davvero? È così bello!” rispose lei in estasi. Per non gridare dovette poggiare la bocca sul muro. Laudrup la scopò con forza ed impegno fino a portarla ad un nuovo orgasmo clamoroso, più forte e più violento. Super eccitato, venne anche lui imbrattandole la natica e una coscia. Prima di staccarsi le baciò dolcemente i capelli. “Mai sentito così bene una donna!” commentò togliendosi. Dopo averla ripulita dai residui con della carta assorbente, tornò dietro la scrivania e, come se niente fosse, le prescrisse delle vitamine.
“Cos’è quest’orgasmo dottore? Io non capisco! È una così bella parola, difficile ma bella”
“Sì, bella. È il paradiso l’orgasmo. Il francesi la chiamano piccola morte, è perdersi e ritrovarsi nell’oblio assoluto”
“Voglio... o sì... ancora” gemette Agata. Laudrup aveva preso di mira il piccolo dosso con le dita, e Agata era prossima a raggiungere un altro picco. Ma ormai in balia di se stesso, il dottore si sbottonò i pantaloni, lasciando sgusciare fuori il sesso eretto luccicante, e nel tempo di uno starnuto, lo sostituì alle dita. Fu dentro di lei. “Questo dovrebbe provare con suo marito” le confidò con la bocca attaccata al suo orecchio. “Davvero? È così bello!” rispose lei in estasi. Per non gridare dovette poggiare la bocca sul muro. Laudrup la scopò con forza ed impegno fino a portarla ad un nuovo orgasmo clamoroso, più forte e più violento. Super eccitato, venne anche lui imbrattandole la natica e una coscia. Prima di staccarsi le baciò dolcemente i capelli. “Mai sentito così bene una donna!” commentò togliendosi. Dopo averla ripulita dai residui con della carta assorbente, tornò dietro la scrivania e, come se niente fosse, le prescrisse delle vitamine.

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