Titolo: Odore di femmina, parte sesta
Autore: Lipsialove, Sokogirl
Paring: Francesco, Sergei e la vicina Alessandra
Rating: NC 17
WARRING: sesso senza protezione
Genere: erotico, romantico
Disclaimer: la fiction è liberamente ispirata a “Doppia Anima” ed è il seguito di altre fiction presenti nel blogdi questa autrice e di Sokogirl
Rating: NC 17
WARRING: sesso senza protezione
Genere: erotico, romantico
Disclaimer: la fiction è liberamente ispirata a “Doppia Anima” ed è il seguito di altre fiction presenti nel blogdi questa autrice e di Sokogirl
Qualche sera dopo, Francesco
tornò a casa più tardi del solito. Al locale aveva avuto un alterco con un
fornitore e aveva dovuto chiamare i buttafuori per cacciare un cliente troppo
invadente. Per tutto il tempo non aveva fatto altro che desiderare di essere a
casa, magari accoccolato sul divano tra Sergei e Alessandra. Preferiva le loro
serate tranquille a guardare la tv o a fare l’amore piuttosto che avere a che
fare con uomini arrapati e spogliarelliste dalle assurde pretese.
Appena varcata la soglia
cercò di non fare rumore. Erano passate le due e si rese conto che Alessandra
doveva essere già a letto, mentre il suo Sergei probabilmente lo stava
attendendo sul sofà, proprio come ogni sera. Ma quando accese la luce, ebbe una
brutta sorpresa, ad attenderlo c’era solo il divano vuoto. Chiedendosi dove
fosse il compagno aggrottò la fronte. Avanzò nella stanza, ovunque il segno del
passaggio del compagno: il cappotto nero sulla sedia e un bicchiere di rhum sul
tavolino.
Stupito si diresse verso
la loro camera e quando giunse davanti la porta appoggiò la testa al legno.
Dall’altra parte gli giunsero gemiti e cigolii. Sorridendo entrò. La luce della
lampada oscurata da una pashmina,
mentre tra le lenzuola, Sergei si muoveva sinuoso su Alessandra. La ragazza, le
braccia allungate dietro la testa e le mani strette alle sbarre della testiera
di ferro battuto, gemeva di piacere. Eccitato da quello spettacolo, il nuovo
arrivato si spogliò velocemente.
Senza voltarsi Sergei
gli parlò: “Finalmente! Ti davamo per disperso” nella voce poteva avvertirsi
disapprovazione.
“Scusa amore, ma ho
avuto delle rogne al locale” lanciò una scarpa dall’altra parte della stanza.
“Scommetto che ti sei
dato da fare con una delle tue spogliarelliste” finalmente si voltò a
guardarlo.
“Magari, almeno non
sarei così incazzato” e terminato di spogliarsi, raggiunse i due amanti.
“Che è successo,
cucciolo?”
“Niente di cui valga la
pena discutere ora” si sporse a baciare Alessandra: “Tesorino, Sergei ti sta
scopando per bene. Fatemi un po’ di posto” e ghignando scostò le lenzuola, ma
prima che potesse infilarsi, Sergei gli afferrò la nuca con una mano e lo attirò
in un bacio che lo travolse come uno tsunami.
Boccheggiando,
l’italiano si staccò: “Ammettilo! Ti sono mancato!” sapeva quanto il compagno
fosse refrattario alle dimostrazioni d’affetto, ma da quando stavano insieme,
lo aveva visto mutare, diventare più umano.
Invece di rispondere, il
russo tornò a cercargli la bocca.
“Sergei” boccheggiante Francesco
si staccò e con i polpastrelli mappò il torace villoso. Scese a sfiorare il
tatuaggio “Il tuo corpo è così maschio. Non mi stancherei mai di baciarlo e toccarlo”.
Leccandosi le labbra per
risentire il sapore di Sergei, un misto di rhum, umori femminili e su tutto il
suo aroma naturale, osservò il sesso entrare e uscire dalla spaccatura della
ragazza.
Un mix letale per
Francesco, il quale scese a cacciare il membro del russo dalla fessura intrisa
di umori.
Alessandra si lamentò
per quella perdita, ma Sergei lo sostituì con ben due dita. Le sforbiciò dentro
di lei curvandole verso l’alto come un uncino.
“Sì!” urlò la ragazza inarcando
la schiena.
“Ti piace bambolina? Il
tuo Sergei non ti lascia mai insoddisfatta”
“Sergei” alzò lo sguardo
verso il soffitto.
Abbassando la testa
verso Francesco, gli ordinò di succhiarlo, gli occhi scuri di lussuria e le
labbra atteggiate nella smorfia che ormai l’italiano conosceva fin troppo bene.
Senza farselo ripetere
due volte, Francesco lo leccò goloso. “Il mio gelato preferito” lasciò vagare
la lingua lungo l’intera erezione.
Sergei si morse il
labbro: “Lo sai che non c’è niente di più arrapante della tua espressione
quando lo succhi, piccolo. Devozione completa”
Francesco sorrise poi
ripeté l’operazione, leccandolo dalla radice alla punta scappellata. “Adoro il tuo
bel cazzo. Sergei” e lo spinse nuovamente nella fenditura gocciolante della
ragazza.
Il russo tornò a
muoversi dentro di lei, strappandole una serie di gridolini estatici, mentre
con le dita le solleticava il clitoride gonfio. Realizzando che era vicina al
rilascio, diminuì la violenza dei colpi e aumentò invece la pressione sul
bottoncino. In pochi istanti, lei venne così forte che non riuscì a trattenere
un urlo.
“Brava, bambolina” si
portò alle labbra le dita impiastricciate.
“Fortuna che accanto non
ci abita ancora nessuno” rise Francesco pensando che prima o poi gli inquilini
del piano di sotto avrebbero chiamato la polizia per tutto il baccano che
facevano.
“Si fottessero i vicini”
replicò Sergei cacciando l’asta stillante di umori per piantarla nella bocca a
suo parere talentuosa di Francesco.
L’imprenditore si stese
su di un fianco per stare più comodo, la bocca infarcita con l’enorme sesso del
compagno e le dita a titillarlo tra le natiche.
Alessandra ripresasi dal
violento orgasmo, si girò di lato affondando il viso tra le gambe di Francesco.
Si dedicò a compiacerlo fino a quando non lo vide aumentare di volume. Un’ultima
strusciata al suo leccalecca preferito e poi si mise in ginocchio, le dita a
titillarsi tra le gambe.
Attirato da quello
spettacolo, Sergei allungò la mano per invitarla a raggiungerli. Gattonando si unì
a Francesco nel succhiare il bastone dell’amante russo.
“Spettacolari” gemette
abbassando lo sguardo. Vedere le loro teste muoversi su di lui era per Sergei uno
spettacolo afrodisiaco. Soprattutto Francesco, gli sembrava non aver fatto
altro nella vita. Gli carezzò i capelli, spingendogli la testa verso il basso.
Francesco se lo ficcò completamente in gola emettendo dei versi che
contribuirono ad eccitarlo.
“Succhia, così!”
Alessandra attaccò le
palle, leccandole e succhiandole. Quando Sergei sentì vicino l’orgasmo indusse
Francesco ad andare più veloce fino a quando questi non gli inondò la bocca con
il suo seme caldo. Francesco ingoiò ogni stilla, leccando i residui dalla
punta.
“Sei un ingordo” lo
rimproverò Alessandra cercando ancora delle gocce.
“Scusa, piccola, ma non
ho resistito” e la baciò condividendo con lei quello che aveva raccolto.
Ansimando, Sergei si
abbassò a catturare le labbra di entrambi in un bacio colmo di passione.
“Ti amo, Sergei” mormorò
Francesco, attirandolo maggiormente a sé.
“Anche io, cucciolo”
sorrise con una dolcezza tale che l’imprenditore avvertì le farfalle nello
stomaco.
Francesco gli accarezzò
una guancia, poi la barba ruvida: “Dovresti rasarti”
“Scherzi? È così sexy!”
cacciò la lingua tra i denti.
“Non ne hai di certo
bisogno per esserlo, amore mio”
Sergei scoppiò a ridere:
“Ora, basta chiacchiere!”
“Cosa hai in mente?”
Francesco gli strizzò l’occhio.
“Tanto, tanto
divertimento, cucciolo” ghignò baciandogli il labbro inferiore.
“Sei un malandrino”
L’ex trafficante lo
spinse supino, carezzando il petto glabro: “Sei così bello, tesoro. Una vera
scultura” le dita viaggiarono lungo il suo corpo fermandosi a giocare con i
peli pubici.
“Sergei, non torturarmi”
trattenne il fiato.
Lui sorrise mostrando il
dente d’oro: “Ma se tu adori quando lo faccio”
“Ti voglio da
impazzire!” gli agguantò il gomito, ma Sergei che sembrava avere altri
programmi, si divincolò.
“Dopo. Ora, non fare i
capricci altrimenti dovrò punirti”
A quella minaccia
Francesco si leccò le labbra tumide, il cuore batteva impazzito e il corpo
fremeva nell’aspettativa. Stentava a credere che il desiderio per Sergei era forte come il primo giorno. Nulla era cambiato,
tranne le loro identità. Una carezza leggera al membro che ormai svettava sul
ventre, lo riscosse dai suoi pensieri. Sergei lo stava sfiorando con i
polpastrelli, gli occhi scuri fissi sul suo viso. Gli sorrise e per qualche
istante restarono immobili a guardarsi, poi come se anche il russo si fosse
destato dal torpore, si voltò verso Alessandra e le sussurrò qualcosa che lui
non sentì.
La vide annuire e
posargli un leggero bacio sulla bocca carnosa.
“Cosa state tramando?”
domandò osservando la ragazza gattonare verso di lui.
“Ti piacerà, vedrai,
amore”
Alessandra prese posto
sul suo grembo e quando si abbassò, il sesso di Francesco prese immediatamente
posto dentro di lei aderendo completamente come
un guanto.
Gemendo si mosse in
avanti, le mani appoggiate sul torace liscio dell’italiano, il quale le afferrò
i fianchi per darle il ritmo. Francesco buttò la testa all’indietro, la bocca
socchiusa in un lamento silenzioso.
Alessandra si sporse a
baciare il petto, leccò le gocce di sudore che scendevano dalla gola. “Amore
mio, mi riempi così bene”
Alle loro spalle, Sergei
si circondò il serpente con le dita tozze: “Che spettacolo arrapante”
“Francesco, ancora” il
sesso fu risucchiato completamente, sfiorando i suoi punti più sensibili.
Quando il piacere
divenne incontenibile, lei prese ad ondeggiare, mentre Sergei, non riuscendo a
tenersi in disparte, li raggiunse. Carezzò le natiche sode della ragazza, per
poi premere un dito all’interno. Lo mosse dentro e fuori aggiungendone anche un
secondo.
“Ancora, di più” lei si
morse il labbro.
“Ti do qualcosa di
meglio, piccola” e dopo essersi posizionato all’altezza del buchetto
posteriore, si spinse con decisione dentro di lei.
Per quella improvvisa
penetrazione, Alessandra urlò, ma non appena lo sentì muoversi dentro di lei,
il dolore si attenuò e i muscoli si adattarono all’enorme erezione del russo.
Sergei la sovrastò
spingendo con foga. I membri si muovevano all’unisono, facendole provare la
sensazione di essere spaccata in due.
“Ancora! non vi
fermate!” li supplicò con il cuore che le sembrava volesse schizzarle fuori dal
petto. Delle ciocche scivolarono davanti al viso, il sudore le imperlava il corpo
minuto.
Con le mani il russo le
allargò il sedere: “Piccola, adoro fotterti il culo”
“Sergei, mio dio, non ti
fermare! Sfondami!” lo incitò girando la testa a catturargli la bocca carnosa.
“Non ti dispiace se
anche il nostro cucciolo ha la sua razione, vero?” e uscì da lei per piantarsi
in Francesco. Per quella sera non lo aveva ancora profanato e sentiva la
mancanza dei suoi muscoli stretti intorno al cazzo.
Per la sorpresa l’italiano
gemette, ma quando l’amante cominciò a spingere, ondate di piacere lo
investirono con una tale violenza da disorientarlo. “Quanto mi sei mancato
oggi. Non vedevo l’ora che mi scopassi, Sergei!” e quando percepì con una
stilettata più forte dell’altra urlò alzando il bacino penetrando ancora più in
profondità nella spacca della fanciulla.
Alessandra lo sentì
entrare in lei fino alla radice: “Francesco, sì, scopami! Così! più forte!” dondolò.
Francesco le portò una
mano dietro la nuca e l’attirò in un bacio mozzafiato. “Sei stupenda,
bambolina” e sentendo sopraggiungere l’orgasmo, la indusse ad aumentare il
ritmo. Subito dopo venne con un grido soffocato, inondandola con il suo seme.
“Adoro questa
sensazione” sospirò Alessandra tornando a cercare le labbra dell’amante.
Lui sorrise: “Ti piace
quando ti vengo dentro, vero?”
Alessandra annuì
rispondendo al sorriso. Sergei le circondò il bacino con un braccio l’attirò
seduta su di sé. “Vieni piccola” il petto contro la schiena della ragazza. La
mano libera scese a solleticare il nucleo del suo piacere impiastricciato dai
loro umori. “Sei stupenda, ti scoperei per ore, bambina” affondò il viso nel
suo collo.
“Ti prego, fammi venire”
in estasi Alessandra piegò la testa di lato.
Francesco, ripresosi
dall’orgasmo, si avvicinò alla coppia, per poi abbassarsi tra le gambe della
ragazza. Ispirò il suo odore penetrante, per poi sfiorare con la lingua il solco
ormai fradicio.
Alessandra sospirò.
“Francesco”
“Adoro il tuo sapore
misto al mio, così appetitoso” tornò a leccare prima di spingersi all’interno
scopandola.
“Sì” gli afferrò la testa
per indurlo ad aumentare il contatto. “Mangiami, amore!”
“Così saporita, voglio
proprio divorarti” e allontanando la mano di Sergei si spostò sul pezzettino di
carne arrossato. “Il tuo grilletto gonfio” con il pollice lo solleticò
strappandole un gridolino.
“Divorami! Ti prego”
gridò quasi alle lacrime.
Francesco decise di
accontentarla, sostituendo il dito con la bocca. Succhiò il nocciolino
facendola gemere di piacere.
“Amore, sì, non ti
fermare”
L’imprenditore aumentò
il ritmò, gustando il sapore del suo miele, poi non soddisfatto, cacciò il
membro dell’amante dalla ragazza e lo succhiò prima di spingerlo di nuovo nella
spacca dilatata e umida.
“Sì, Sergei, sfondami da
entrambi i buchi” lo implorò buttando la testa all’indietro.
Il russo spostò il pene
nel sedere arrossato e spinse riempiendola completamente, poi lo estrasse
luccicante.
Ingordo Francesco si
avventò, leccandolo e succhiandolo, poi tornò a prendersi cura del bottoncino
di Alessandra che sembrava attirarlo come una calamita. Lo succhiò tirandolo
con i denti, poi lo titillò facendola urlare.
“Tesorino sei così
appetitosa”
Lei lo incitò a
continuare.
Incuriosito ed anche
molto eccitato quello spettacolo, Sergei l’osservò leccandosi il labbro
superiore: “Ti piace la sua fighetta vero, amore?”
“Potrei ingozzarmene per
ore” si leccò le labbra imbrattate.
“Ma ti piace tanto anche
questo!” e affondò l’uccello nella sua bocca calda ed accogliente.
“Sì, adoro il tuo bel
batacchio” l’italiano lo prese completamente quasi fino alle palle.
“Meraviglioso” chiuse
gli occhi per l’immenso piacere. “La tua bocca mi fa impazzire”
Francesco continuò a
dilettarsi con entrambi fino a quando Sergei gli inondò la gola con il suo seme
caldo, mentre Alessandra venne talmente forte da non riuscire a trattenere un
ennesimo urlo. Dopo aver degustato il suo nettare, Francesco si alzò a baciare
il compagno che assaporò il gusto inebriante dei loro umori uniti insieme.
Esausta Alessandra si
accoccolò tra le sue braccia e Sergei, dopo averle posato un bacio sulla fronte
umida, la adagiò tra le lenzuola. Francesco gli lanciò uno sguardo complice e i
due sgattaiolarono in bagno.
Le giornate
trascorrevano veloci. Alessandra si divideva tra i lavoro alla casa editrice e
i suoi due amanti, i quali più il tempo passava più diventavano esigenti e
possessivi nei suoi confronti. Le domeniche facevano delle gite o dei pic-nic
al parco, alle quali a volte partecipava anche Asia, la figlia di Francesco. Ma
il più delle volte si ritrovavano solo loro tre a bearsi del sole primaverile e
degli ottimi manicaretti preparati dall’italiano. Quel pomeriggio in
particolare. Sergei era in vena di provocazioni e si divertiva a punzecchiare
gli amanti con domande piccanti. In realtà, era seccato di non poter
trascorrere la giornata a letto, ma Francesco aveva così insistito per quel
pic-nic che non se l’era sentita di dirgli no. Era deciso però a fargliela
pagare. Ridacchiando, il russo spostò l’attenzione sul compagno: “Se dovessi
scegliere tra…” fece schioccare le labbra e attese fino a quando non ottenne la
sua completa attenzione. “ Gustare il fragrante sapore del nettare femminile e
quello più intenso, ma altrettanto appetitoso del seme di un bel maschione”
“Sergei sei malato!”
esclamò l’altro scuotendo la testa.
“Perché? È una domanda
come un’altra!” replicò serio. “Allora, che preferiresti?”
“Dipende”
“Da cosa? Dai, amore,
non fare il guastafeste” lo rimproverò
mentre Alessandra cercava di reprimere una risatina. “Rispondi!”
Francesco era paonazzo: “Non
si può scegliere!” la sua voce assunse un tono stridulo.
“Vuoi avere entrambi”
gli occhi brillarono. “Non vale, stai barando!”
Alessandra li osservò incuriosita, non era sicura di cosa avesse intenzione il suo amante bielorusso, ma la situazione la stava eccitando.
Alessandra li osservò incuriosita, non era sicura di cosa avesse intenzione il suo amante bielorusso, ma la situazione la stava eccitando.
“Non sto barando! Dico solo
che non mi va di scegliere perché mi piacciono entrambi!” replicò Francesco alzando
il tono.
“Non si può!”
“Allora, sentiamo
sapientone, tu cosa sceglieresti?” incrociò le braccia al petto.
“Semplice. Il nettare di
una fragola matura” e dal contenitore della frutta prese uno spicchio di mela.
“Davvero?” entrambi i
suoi interlocutori restarono a bocca aperta.
“Certo, diglielo,
tesorino quanto mi piace divorarti” e senza staccare gli occhi dalla ragazza
che gli era davanti, lasciò scivolare
la lingua sul pezzo di frutta, disegnando dei piccoli cerchi.
Avvertendo una vampata
di eccitazione, Alessandra cambiò colore, mentre Francesco scoppiò a ridere:
“Sempre lussurioso, amore”
“Sempre!” asserì
sporgendosi verso di lui. “Tocca a te. Chiedimi quello che vuoi!” agguantò una
fragola.
“Questo gioco mi ha
stancato, Sergei!”
“A me no! Dai, non fare
il guastafeste!”
Sbuffando Francesco si
rassegnò a fare come lui gli chiedeva: “Che posizione pre…”
Una smorfia da parte del
compagno, lo bloccò: “Che c’è?”
“E ti sembra una domanda
da fare questa? E poi, lo sai già! Prova ancora, sarai più fortunato!”
“Sergei” si lamentò, ma
la sua espressione risoluta lo indusse a desistere: “Okay, facciamo a modo tuo,
come sempre”
“Dai, cucciolo, vedrai
che ci divertiremo”
“Io saprei cosa
chiedere” ridacchiò Alessandra.
“Non infierire!” la
rimproverò Francesco lanciandole un’occhiataccia, poi tornò a concentrarsi sul
russo che sembrava sempre più annoiato. “Panna o miele?”
“Sei così banale,
cucciolo”
“Attivo o passivo?”
“Dipende” replicò
succhiandosi il pollice sporco di fragola.
“Da cosa?”
“Dal cazzo” e scoppiò a
ridere sguaiato. “Se è del tuo che stiamo parlando…” si leccò le labbra.
“No! È per capire perché
non ti fai più scopare come una volta, ma pretendi sempre di essere tu a condurre
i giochi!” puntualizzò Francesco.
“E con questo? Non farti
le seghe, tesoro, è solo che mi piace essere al comando. Dopo tutti questi
anni, dovresti averlo capito”
“Secondo me stai
mentendo!”
“Io non mento!” replicò Sergei. “Sei così dolce, amore quando fai quel faccino imbronciato” lo prese in giro. “Ora baciami! Voglio sentire il tuo dolce sapore” e gli intrappolò la bocca.
“Io non mento!” replicò Sergei. “Sei così dolce, amore quando fai quel faccino imbronciato” lo prese in giro. “Ora baciami! Voglio sentire il tuo dolce sapore” e gli intrappolò la bocca.
“Sei odioso, ma ti amo
da impazzire” Francesco gli morse il labbro inferiore, scendendo a lambire la
cicatrice semicelata dalla barba.
“Lo so” Sergei
approfondì il bacio, spingendo la lingua con irruenza.
Francesco si lasciò
sfuggire un gemito, poi cercando di ritrovare un briciolo di lucidità, lo
respinse appoggiando i palmi sul suo petto fasciato da una maglia rossa. “Sei
matto? Non dovremmo!”
Sergei sorrise,
prendendogli il mento con due dita. “Voglio baciare il mio uomo e lo faccio!”
“Perché non torniamo a casa?” insofferente
Alessandra si mosse sulla tovaglia. “Mi state facendo impazzire voi due”
“Ti sei eccitata,
bambolina?” il russo tornò a scherzare. “La verità è che non vedi l’ora di
correre a casa e fatti sbattere per bene dai tuoi due tori, ingorda!”
Sbattendo le folte
ciglia, annui e Sergei si alzò cominciando a raccogliere tutta la loro roba.
