domenica 2 giugno 2013

Odore di femmina 6



Titolo:   Odore di femmina, parte sesta
Autore: Lipsialove, Sokogirl
Paring: Francesco, Sergei e la vicina Alessandra
Rating: NC 17
WARRING: sesso senza protezione
Genere: erotico, romantico

Disclaimer: la fiction è liberamente ispirata a “Doppia Anima” ed è il seguito di altre fiction presenti nel blogdi questa autrice e di Sokogirl


Qualche sera dopo, Francesco tornò a casa più tardi del solito. Al locale aveva avuto un alterco con un fornitore e aveva dovuto chiamare i buttafuori per cacciare un cliente troppo invadente. Per tutto il tempo non aveva fatto altro che desiderare di essere a casa, magari accoccolato sul divano tra Sergei e Alessandra. Preferiva le loro serate tranquille a guardare la tv o a fare l’amore piuttosto che avere a che fare con uomini arrapati e spogliarelliste dalle assurde pretese.
Appena varcata la soglia cercò di non fare rumore. Erano passate le due e si rese conto che Alessandra doveva essere già a letto, mentre il suo Sergei probabilmente lo stava attendendo sul sofà, proprio come ogni sera. Ma quando accese la luce, ebbe una brutta sorpresa, ad attenderlo c’era solo il divano vuoto. Chiedendosi dove fosse il compagno aggrottò la fronte. Avanzò nella stanza, ovunque il segno del passaggio del compagno: il cappotto nero sulla sedia e un bicchiere di rhum sul tavolino.
Stupito si diresse verso la loro camera e quando giunse davanti la porta appoggiò la testa al legno. Dall’altra parte gli giunsero gemiti e cigolii. Sorridendo entrò. La luce della lampada oscurata da una  pashmina, mentre tra le lenzuola, Sergei si muoveva sinuoso su Alessandra. La ragazza, le braccia allungate dietro la testa e le mani strette alle sbarre della testiera di ferro battuto, gemeva di piacere. Eccitato da quello spettacolo, il nuovo arrivato si spogliò velocemente.
Senza voltarsi Sergei gli parlò: “Finalmente! Ti davamo per disperso” nella voce poteva avvertirsi disapprovazione.
“Scusa amore, ma ho avuto delle rogne al locale” lanciò una scarpa dall’altra parte della stanza.
“Scommetto che ti sei dato da fare con una delle tue spogliarelliste” finalmente si voltò a guardarlo.
“Magari, almeno non sarei così incazzato” e terminato di spogliarsi, raggiunse i due amanti.
“Che è successo, cucciolo?”
“Niente di cui valga la pena discutere ora” si sporse a baciare Alessandra: “Tesorino, Sergei ti sta scopando per bene. Fatemi un po’ di posto” e ghignando scostò le lenzuola, ma prima che potesse infilarsi, Sergei gli afferrò la nuca con una mano e lo attirò in un bacio che lo travolse come uno tsunami.
Boccheggiando, l’italiano si staccò: “Ammettilo! Ti sono mancato!” sapeva quanto il compagno fosse refrattario alle dimostrazioni d’affetto, ma da quando stavano insieme, lo aveva visto mutare, diventare più umano.
Invece di rispondere, il russo tornò a cercargli la bocca.
“Sergei” boccheggiante Francesco si staccò e con i polpastrelli mappò il torace villoso. Scese a sfiorare il tatuaggio “Il tuo corpo è così maschio. Non mi stancherei mai di baciarlo e toccarlo”.
Leccandosi le labbra per risentire il sapore di Sergei, un misto di rhum, umori femminili e su tutto il suo aroma naturale, osservò il sesso entrare e uscire dalla spaccatura della ragazza.
Un mix letale per Francesco, il quale scese a cacciare il membro del russo dalla fessura intrisa di umori.
Alessandra si lamentò per quella perdita, ma Sergei lo sostituì con ben due dita. Le sforbiciò dentro di lei curvandole verso l’alto come un uncino.
“Sì!” urlò la ragazza inarcando la schiena.
“Ti piace bambolina? Il tuo Sergei non ti lascia mai insoddisfatta”
“Sergei” alzò lo sguardo verso il soffitto.
Abbassando la testa verso Francesco, gli ordinò di succhiarlo, gli occhi scuri di lussuria e le labbra atteggiate nella smorfia che ormai l’italiano conosceva fin troppo bene.
Senza farselo ripetere due volte, Francesco lo leccò goloso. “Il mio gelato preferito” lasciò vagare la lingua lungo l’intera erezione.
Sergei si morse il labbro: “Lo sai che non c’è niente di più arrapante della tua espressione quando lo succhi, piccolo. Devozione completa”
Francesco sorrise poi ripeté l’operazione, leccandolo dalla radice alla punta scappellata. “Adoro il tuo bel cazzo. Sergei” e lo spinse nuovamente nella fenditura gocciolante della ragazza.
Il russo tornò a muoversi dentro di lei, strappandole una serie di gridolini estatici, mentre con le dita le solleticava il clitoride gonfio. Realizzando che era vicina al rilascio, diminuì la violenza dei colpi e aumentò invece la pressione sul bottoncino. In pochi istanti, lei venne così forte che non riuscì a trattenere un urlo.
“Brava, bambolina” si portò alle labbra le dita impiastricciate.
“Fortuna che accanto non ci abita ancora nessuno” rise Francesco pensando che prima o poi gli inquilini del piano di sotto avrebbero chiamato la polizia per tutto il baccano che facevano.
“Si fottessero i vicini” replicò Sergei cacciando l’asta stillante di umori per piantarla nella bocca a suo parere talentuosa di Francesco.
L’imprenditore si stese su di un fianco per stare più comodo, la bocca infarcita con l’enorme sesso del compagno e le dita a titillarlo tra le natiche.
Alessandra ripresasi dal violento orgasmo, si girò di lato affondando il viso tra le gambe di Francesco. Si dedicò a compiacerlo fino a quando non lo vide aumentare di volume. Un’ultima strusciata al suo leccalecca preferito e poi si mise in ginocchio, le dita a titillarsi tra le gambe.
Attirato da quello spettacolo, Sergei allungò la mano per invitarla a raggiungerli. Gattonando si unì a Francesco nel succhiare il bastone dell’amante russo.
“Spettacolari” gemette abbassando lo sguardo. Vedere le loro teste muoversi su di lui era per Sergei uno spettacolo afrodisiaco. Soprattutto Francesco, gli sembrava non aver fatto altro nella vita. Gli carezzò i capelli, spingendogli la testa verso il basso. Francesco se lo ficcò completamente in gola emettendo dei versi che contribuirono ad eccitarlo.
“Succhia, così!”
Alessandra attaccò le palle, leccandole e succhiandole. Quando Sergei sentì vicino l’orgasmo indusse Francesco ad andare più veloce fino a quando questi non gli inondò la bocca con il suo seme caldo. Francesco ingoiò ogni stilla, leccando i residui dalla punta.
“Sei un ingordo” lo rimproverò Alessandra cercando ancora delle gocce.
“Scusa, piccola, ma non ho resistito” e la baciò condividendo con lei quello che aveva raccolto.
Ansimando, Sergei si abbassò a catturare le labbra di entrambi in un bacio colmo di passione.
“Ti amo, Sergei” mormorò Francesco, attirandolo maggiormente a sé.
“Anche io, cucciolo” sorrise con una dolcezza tale che l’imprenditore avvertì le farfalle nello stomaco.
Francesco gli accarezzò una guancia, poi la barba ruvida: “Dovresti rasarti”
“Scherzi? È così sexy!” cacciò la lingua tra i denti.
“Non ne hai di certo bisogno per esserlo, amore mio”
Sergei scoppiò a ridere: “Ora, basta chiacchiere!”
“Cosa hai in mente?” Francesco gli strizzò l’occhio.
“Tanto, tanto divertimento, cucciolo” ghignò baciandogli il labbro inferiore.
“Sei un malandrino”
L’ex trafficante lo spinse supino, carezzando il petto glabro: “Sei così bello, tesoro. Una vera scultura” le dita viaggiarono lungo il suo corpo fermandosi a giocare con i peli pubici.
“Sergei, non torturarmi” trattenne il fiato.
Lui sorrise mostrando il dente d’oro: “Ma se tu adori quando lo faccio”
“Ti voglio da impazzire!” gli agguantò il gomito, ma Sergei che sembrava avere altri programmi, si divincolò.
“Dopo. Ora, non fare i capricci altrimenti dovrò punirti”
A quella minaccia Francesco si leccò le labbra tumide, il cuore batteva impazzito e il corpo fremeva nell’aspettativa. Stentava a credere che il desiderio per Sergei era forte come il primo giorno. Nulla era cambiato, tranne le loro identità. Una carezza leggera al membro che ormai svettava sul ventre, lo riscosse dai suoi pensieri. Sergei lo stava sfiorando con i polpastrelli, gli occhi scuri fissi sul suo viso. Gli sorrise e per qualche istante restarono immobili a guardarsi, poi come se anche il russo si fosse destato dal torpore, si voltò verso Alessandra e le sussurrò qualcosa che lui non sentì.
La vide annuire e posargli un leggero bacio sulla bocca carnosa.
“Cosa state tramando?” domandò osservando la ragazza gattonare verso di lui.
“Ti piacerà, vedrai, amore”
Alessandra prese posto sul suo grembo e quando si abbassò, il sesso di Francesco prese immediatamente posto dentro di lei aderendo completamente come un guanto.
Gemendo si mosse in avanti, le mani appoggiate sul torace liscio dell’italiano, il quale le afferrò i fianchi per darle il ritmo. Francesco buttò la testa all’indietro, la bocca socchiusa in un lamento silenzioso.
Alessandra si sporse a baciare il petto, leccò le gocce di sudore che scendevano dalla gola. “Amore mio, mi riempi così bene”
Alle loro spalle, Sergei si circondò il serpente con le dita tozze: “Che spettacolo arrapante”
“Francesco, ancora” il sesso fu risucchiato completamente, sfiorando i suoi punti più sensibili.
Quando il piacere divenne incontenibile, lei prese ad ondeggiare, mentre Sergei, non riuscendo a tenersi in disparte, li raggiunse. Carezzò le natiche sode della ragazza, per poi premere un dito all’interno. Lo mosse dentro e fuori aggiungendone anche un secondo.
“Ancora, di più” lei si morse il labbro.
“Ti do qualcosa di meglio, piccola” e dopo essersi posizionato all’altezza del buchetto posteriore, si spinse con decisione dentro di lei.
Per quella improvvisa penetrazione, Alessandra urlò, ma non appena lo sentì muoversi dentro di lei, il dolore si attenuò e i muscoli si adattarono all’enorme erezione del russo.
Sergei la sovrastò spingendo con foga. I membri si muovevano all’unisono, facendole provare la sensazione di essere spaccata in due.
“Ancora! non vi fermate!” li supplicò con il cuore che le sembrava volesse schizzarle fuori dal petto. Delle ciocche scivolarono davanti al viso, il sudore le imperlava il corpo minuto.
Con le mani il russo le allargò il sedere: “Piccola, adoro fotterti il culo”
“Sergei, mio dio, non ti fermare! Sfondami!” lo incitò girando la testa a catturargli la bocca carnosa.
“Non ti dispiace se anche il nostro cucciolo ha la sua razione, vero?” e uscì da lei per piantarsi in Francesco. Per quella sera non lo aveva ancora profanato e sentiva la mancanza dei suoi muscoli stretti intorno al cazzo.
Per la sorpresa l’italiano gemette, ma quando l’amante cominciò a spingere, ondate di piacere lo investirono con una tale violenza da disorientarlo. “Quanto mi sei mancato oggi. Non vedevo l’ora che mi scopassi, Sergei!” e quando percepì con una stilettata più forte dell’altra urlò alzando il bacino penetrando ancora più in profondità nella spacca della fanciulla.
Alessandra lo sentì entrare in lei fino alla radice: “Francesco, sì, scopami! Così! più forte!” dondolò.
Francesco le portò una mano dietro la nuca e l’attirò in un bacio mozzafiato. “Sei stupenda, bambolina” e sentendo sopraggiungere l’orgasmo, la indusse ad aumentare il ritmo. Subito dopo venne con un grido soffocato, inondandola con il suo seme.
“Adoro questa sensazione” sospirò Alessandra tornando a cercare le labbra dell’amante.
Lui sorrise: “Ti piace quando ti vengo dentro, vero?”
Alessandra annuì rispondendo al sorriso. Sergei le circondò il bacino con un braccio l’attirò seduta su di sé. “Vieni piccola” il petto contro la schiena della ragazza. La mano libera scese a solleticare il nucleo del suo piacere impiastricciato dai loro umori. “Sei stupenda, ti scoperei per ore, bambina” affondò il viso nel suo collo.
“Ti prego, fammi venire” in estasi Alessandra piegò la testa di lato.
Francesco, ripresosi dall’orgasmo, si avvicinò alla coppia, per poi abbassarsi tra le gambe della ragazza. Ispirò il suo odore penetrante, per poi sfiorare con la lingua il solco ormai fradicio.
Alessandra sospirò. “Francesco”
“Adoro il tuo sapore misto al mio, così appetitoso” tornò a leccare prima di spingersi all’interno scopandola.
“Sì” gli afferrò la testa per indurlo ad aumentare il contatto. “Mangiami, amore!”
“Così saporita, voglio proprio divorarti” e allontanando la mano di Sergei si spostò sul pezzettino di carne arrossato. “Il tuo grilletto gonfio” con il pollice lo solleticò strappandole un gridolino.
“Divorami! Ti prego” gridò quasi alle lacrime.
Francesco decise di accontentarla, sostituendo il dito con la bocca. Succhiò il nocciolino facendola gemere di piacere.
“Amore, sì, non ti fermare”
L’imprenditore aumentò il ritmò, gustando il sapore del suo miele, poi non soddisfatto, cacciò il membro dell’amante dalla ragazza e lo succhiò prima di spingerlo di nuovo nella spacca dilatata e umida.
“Sì, Sergei, sfondami da entrambi i buchi” lo implorò buttando la testa all’indietro.
Il russo spostò il pene nel sedere arrossato e spinse riempiendola completamente, poi lo estrasse luccicante.
Ingordo Francesco si avventò, leccandolo e succhiandolo, poi tornò a prendersi cura del bottoncino di Alessandra che sembrava attirarlo come una calamita. Lo succhiò tirandolo con i denti, poi lo titillò facendola urlare.
“Tesorino sei così appetitosa”
Lei lo incitò a continuare.
Incuriosito ed anche molto eccitato quello spettacolo, Sergei l’osservò leccandosi il labbro superiore: “Ti piace la sua fighetta vero, amore?”
“Potrei ingozzarmene per ore” si leccò le labbra imbrattate.
“Ma ti piace tanto anche questo!” e affondò l’uccello nella sua bocca calda ed accogliente.
“Sì, adoro il tuo bel batacchio” l’italiano lo prese completamente quasi fino alle palle.
“Meraviglioso” chiuse gli occhi per l’immenso piacere. “La tua bocca mi fa impazzire”
Francesco continuò a dilettarsi con entrambi fino a quando Sergei gli inondò la gola con il suo seme caldo, mentre Alessandra venne talmente forte da non riuscire a trattenere un ennesimo urlo. Dopo aver degustato il suo nettare, Francesco si alzò a baciare il compagno che assaporò il gusto inebriante dei loro umori uniti insieme.
Esausta Alessandra si accoccolò tra le sue braccia e Sergei, dopo averle posato un bacio sulla fronte umida, la adagiò tra le lenzuola. Francesco gli lanciò uno sguardo complice e i due sgattaiolarono in bagno.


Le giornate trascorrevano veloci. Alessandra si divideva tra i lavoro alla casa editrice e i suoi due amanti, i quali più il tempo passava più diventavano esigenti e possessivi nei suoi confronti. Le domeniche facevano delle gite o dei pic-nic al parco, alle quali a volte partecipava anche Asia, la figlia di Francesco. Ma il più delle volte si ritrovavano solo loro tre a bearsi del sole primaverile e degli ottimi manicaretti preparati dall’italiano. Quel pomeriggio in particolare. Sergei era in vena di provocazioni e si divertiva a punzecchiare gli amanti con domande piccanti. In realtà, era seccato di non poter trascorrere la giornata a letto, ma Francesco aveva così insistito per quel pic-nic che non se l’era sentita di dirgli no. Era deciso però a fargliela pagare. Ridacchiando, il russo spostò l’attenzione sul compagno: “Se dovessi scegliere tra…” fece schioccare le labbra e attese fino a quando non ottenne la sua completa attenzione. “ Gustare il fragrante sapore del nettare femminile e quello più intenso, ma altrettanto appetitoso del seme di un bel maschione”
“Sergei sei malato!” esclamò l’altro scuotendo la testa.
“Perché? È una domanda come un’altra!” replicò serio. “Allora, che preferiresti?”
“Dipende”
“Da cosa? Dai, amore, non fare il guastafeste”  lo rimproverò mentre Alessandra cercava di reprimere una risatina. “Rispondi!”
Francesco era paonazzo: “Non si può scegliere!” la sua voce assunse un tono stridulo.
“Vuoi avere entrambi” gli occhi brillarono. “Non vale, stai barando!”
Alessandra li osservò incuriosita, non era sicura di cosa avesse intenzione il suo amante bielorusso, ma la situazione la stava eccitando.
“Non sto barando! Dico solo che non mi va di scegliere perché mi piacciono entrambi!” replicò Francesco alzando il tono.
“Non si può!”
“Allora, sentiamo sapientone, tu cosa sceglieresti?” incrociò le braccia al petto.
“Semplice. Il nettare di una fragola matura” e dal contenitore della frutta prese uno spicchio di mela.
“Davvero?” entrambi i suoi interlocutori restarono a bocca aperta.
“Certo, diglielo, tesorino quanto mi piace divorarti” e senza staccare gli occhi dalla ragazza che gli era davanti,  lasciò scivolare la lingua sul pezzo di frutta, disegnando dei piccoli cerchi.
Avvertendo una vampata di eccitazione, Alessandra cambiò colore, mentre Francesco scoppiò a ridere: “Sempre lussurioso, amore”
“Sempre!” asserì sporgendosi verso di lui. “Tocca a te. Chiedimi quello che vuoi!” agguantò una fragola.
“Questo gioco mi ha stancato, Sergei!”
“A me no! Dai, non fare il guastafeste!”
Sbuffando Francesco si rassegnò a fare come lui gli chiedeva: “Che posizione pre…”
Una smorfia da parte del compagno, lo bloccò: “Che c’è?”
“E ti sembra una domanda da fare questa? E poi, lo sai già! Prova ancora, sarai più fortunato!”
“Sergei” si lamentò, ma la sua espressione risoluta lo indusse a desistere: “Okay, facciamo a modo tuo, come sempre”
“Dai, cucciolo, vedrai che ci divertiremo”
“Io saprei cosa chiedere” ridacchiò Alessandra.
“Non infierire!” la rimproverò Francesco lanciandole un’occhiataccia, poi tornò a concentrarsi sul russo che sembrava sempre più annoiato. “Panna o miele?”
“Sei così banale, cucciolo”
“Attivo o passivo?”
“Dipende” replicò succhiandosi il pollice sporco di fragola.
“Da cosa?”
“Dal cazzo” e scoppiò a ridere sguaiato. “Se è del tuo che stiamo parlando…” si leccò le labbra.
“No! È per capire perché non ti fai più scopare come una volta, ma pretendi sempre di essere tu a condurre i giochi!” puntualizzò Francesco.
“E con questo? Non farti le seghe, tesoro, è solo che mi piace essere al comando. Dopo tutti questi anni, dovresti averlo capito”
“Secondo me stai mentendo!”
“Io non mento!” replicò Sergei. “Sei così dolce, amore quando fai quel faccino imbronciato” lo prese in giro. “Ora baciami! Voglio sentire il tuo dolce sapore” e gli intrappolò la bocca.
“Sei odioso, ma ti amo da impazzire” Francesco gli morse il labbro inferiore, scendendo a lambire la cicatrice semicelata dalla barba.
“Lo so” Sergei approfondì il bacio, spingendo la lingua con irruenza.
Francesco si lasciò sfuggire un gemito, poi cercando di ritrovare un briciolo di lucidità, lo respinse appoggiando i palmi sul suo petto fasciato da una maglia rossa. “Sei matto? Non dovremmo!”
Sergei sorrise, prendendogli il mento con due dita. “Voglio baciare il mio uomo e lo faccio!”
 “Perché non torniamo a casa?” insofferente Alessandra si mosse sulla tovaglia. “Mi state facendo impazzire voi due”
“Ti sei eccitata, bambolina?” il russo tornò a scherzare. “La verità è che non vedi l’ora di correre a casa e fatti sbattere per bene dai tuoi due tori, ingorda!”
Sbattendo le folte ciglia, annui e Sergei si alzò cominciando a raccogliere tutta la loro roba.



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