Menage a trois nell'hamman
ASSOLUTAMENTE NC 18 per scene ad alto contenuto erotico e sesso senza protezione
Fece giusto in tempo a terminare di aggiustare i ricci ribelli con del gel che sentì suonare il campanello. Quando spalancò la porta non era pronto allo spettacolo che gli si parò davanti. Ingrid in compagnia di una mora con due occhi verdi da gatta e un corpicino formoso, fasciato in un vestitino rosso e nero che a stento riusciva a contenere la quarta abbondante di seno.
Miguel la fissò a bocca aperta, poi in attesa di una spiegazione, spostò lo sguardo sulla sua ragazza. “Ti piace la mia sorpresa, amore?” Ingrid avanzò per salutarlo come meritava.
Afferratole la vita sottile, Miguel la baciò con ardore. “Non capisco, pensavo dovessimo festeggiare” le sussurrò dopo essersi staccato dalle sue labbra.
“Lei fa parte dei festeggiamenti, le ho parlato così tanto di te che ha insistito per conoscerti. Non sei contento?”
Realizzando finalmente cosa intendeva, Miguel sgranò gli occhi e una strana frenesia s’impadronì di lui “Io credevo fossi gelosa delle altre donne e ora…”
“Non te ne intendi molto di psicologia femminile, ma ora non pensarci.” E gli scoccò un altro bacio sulla bocca socchiusa.
Abbracciandola, spostò lo sguardo sulla mora che li osservava ammaliata, negli occhi una strana luce.
“Allora, mi presenti la tua ‘amica’?” e di proposito pose l’accento sull’ultima parola.
“Certo, tesoro, lei è Yelena, lavora come traduttrice al Consolato” allungò una mano invitandola ad avvicinarsi. “Yelena lui è il mio Miguel”
“Ciao, Ingrid mi ha parlato tanto di te” sorrise mostrando una dentatura perfetta. “Mi sembra già di conoscerti”
“Dove lo tenevi nascosto un simile bocconcino?” Il giovane baciò galante il palmo, stringendo le dita affusolate nelle sue “Non sapevo che Ingrid avesse delle amiche così sexy” la scrutò con interesse.
“Smettila!” gli pizzicò il rotolino che sporgeva dai pantaloni “Cavolo, amore, devi metterti a dieta”
“Con tutta l’attività fisica che faccio devo nutrirmi per due” si leccò le labbra lascivo e lei sentì le mutandine inumidirsi al pensiero di quello che era in grado di farle con la bocca.
“Ora, andiamo altrimenti faremo tardi” annunciò lei prendendolo per mano.
“Andiamo dove? Io ho pensato restassimo a casa” mise il broncio.
“No, piccolo, questa è solo la prima parte della sorpresa” e quando le due ragazze si lanciarono uno sguardo complice Miguel avvertì un languore al basso ventre.
“Non chiedere niente, amore!” ridacchiò Ingrid prendendolo per mano.
Senza avere il tempo di replicare fu trascinato via.
Arrivati alla loro meta, Miguel restò interdetto. Lesse l’insegna “Piaceri d’oriente”
“Vedrai, amorino, ne resterai estasiato” gli sussurrò catturandogli poi il lobo “ho un programmino eccitante”
“Ma che posto è?”
“Un Hammam, amore”
“Sarebbe?” non era avvezzo a quei termini.
“Bagno turco, ma fanno ogni genere di trattamenti e io ho prenotato qualcosa di davvero speciale”
“Che stiamo aspettando?” disse impaziente.
Una volta all’interno, Miguel si guardò intorno incuriosito. gli sembrava di trovarsi ad Istambul: lampade marocchine, divani tappezzati con sete multicolori e fanciulle vestite come odalische.
“Ti piace?”
Con lo sguardo fisso su una coppia che coperta con solo due asciugamani, si avviava lungo il corridoio, si limitò ad annuire. Furono indicati loro gli spogliatoi, a sinistra quelli per gli uomini e a destra quelli per le donne. Miguel, dopo essersi tolto gli abiti, si strinse un accappatoio intorno la vita.
Certo, una volta uscito, di ritrovare le sue compagne d’avventura, restò deluso quando un omaccione barbuto lo condusse in una stanzetta vuota ad eccezione di un lettino. Sperò ardentemente che non fosse lui a massaggiarlo, ma il buon umore stava comunque scemando. Aveva immaginato di trascorrere la serata con Ingrid e invece era relegato da solo in un buco. Ancora perso nei suoi pensieri non si accorse della porta che si apriva.
“Sera signore”
Una voce femminile lo riportò alla realtà. Si voltò a guardare quella fanciulla dai lunghi capelli neri e gli occhi di un castano con pagliuzze dorate, la pelle olivastra e i lineamenti delicati.
“Ciao” mormorò senza riuscire a smettere di fissarla. La trovava davvero intrigante, poi lui aveva avuto sempre un debole per le ragazze mediorientali.
“Si prepari per il massaggio” gli ordinò con tono professionale, ma la ragazza sembrò piacevolmente sorpresa dal trovarsi davanti uno prestante come lui.
“Agli ordini!” Miguel sorrise strappando un piccolo sorriso anche a lei.
Quando si fu steso pancia in sotto, lei si versò dell’olio sulle mani per poi cominciare il trattamento.
Partì dai polpacci, toccandolo con decisione. Miguel gemette.
“È molto teso, signore” gli disse risalendo verso le cosce.
“Ho bisogno di rilassarmi” chiuse gli occhi godendosi le mani esperte della bella massaggiatrice “Come ti chiami?” le chiese poi.
“Aylin”
“Splendido nome” l’adulò.
Una volta che il massaggio ebbe termine, coperto solo dall’asciugamano all’inguine, Miguel si diresse verso la zona dei bagni. Le mani della bella Aylin lo avevano rimesso a nuovo, si sentiva forte, rilassato e soprattutto terribilmente eccitato. Appena entrato, il calore proveniente dalla piscina e dall’ambiente circostante gli provocò un lieve capogiro. Si mosse alla ricerca di Ingrid e della sua amica. Si disse che non era di certo andato in quel luogo per restare da solo tutta la sera. Le acque sembravano deserte, almeno a giudicare dal silenzio che vi regnava, in quanto i vapori non gli rendevano possibile vedere a grandi distanze.
Si mosse lungo il bordo e fu in quel momento che avvertì delle voci femminili e riconobbe quella squillante della sua ragazza. Le due ragazze erano nell’acqua, i lunghi capelli che galleggiavano. Non appena le intercettò, si rese conto che si stavano sollazzando senza di lui, Yielena aveva le braccia intorno alle spalle di Ingrid sussurrandole qualcosa nell’orecchio. Ingrid scostandole una ciocca dal volto rideva divertita.
Sentendo i passi, si voltarono verso di lui “Finalmente, amore” lo accolse la rossa.
“Sì, finalmente. Questo posto è un labirinto. Ci ho messo una vita per trovarvi!” si lamentò mostrando un adorabile broncio. “Mi avete abbandonato da solo per più di un’ora!”
“Tesorino, non te la prendere. Faceva parte del trattamento un bel massaggio”.
“Noi abbiamo provato quello al cioccolato” gli comunicò l’altra ragazza posando gli occhi da gatta su di lui.
“Ma davvero! Cioccolato!” leccandosi le labbra voglioso, Miguel si sentì fremere di desiderio. Le mani dell’orientale lo avevano davvero fatto rinascere, si era pronto per ogni genere di trasgressione.
“Perché non ci raggiungi?” Ingrid si staccò da Yielena e nuotò verso di lui.
Miguel lasciò cadere l’asciugamano sul pavimento e si mostrò in tutta la sua fierezza. Scesi i due scalini che lo separavano dall’acqua, si ritrovò immerso nella piscina bollente. “Cazzo” imprecò sentendo la sua pelle diventare sensibile.
Ingrid lo accolse tra le braccia baciandolo come se non lo vedesse da giorni e non da ore. Miguel si avvinghiò a lei, pressandola contro di sé. Le mani scesero lungo la schiena sinuosa percorrendo la spina dorsale, i suoi gemiti lo spinsero a continuare il suo cammino. Raggiunse la linea tra le natiche. Gli piaceva passarci il dito, solleticarla e poi risalire, ma quella volta non si fermò. Il dito scivolò tra le pieghe della sua femminilità.
“Miguel!” squittì sorpresa.
“Bambolina, sei una tentazione, già bagnata e pronta per me” mosse il medio dentro e fuori strappandole una serie di lamenti. “Sei così ricettiva, gattina”
“Sei un birichino” chiudendo gli occhi affondò il volto nella sua spalla “non farmi venire ancora” allargò le gambe per permettergli un maggiore accesso.
“Il tuo nocciolino è una pietruzza, amore” le disse accendendola. “Voglio proprio succhiarlo”
Yelena intanto si era tenuta in disparte, lo sguardo fisso sui due amanti, le mani nascoste nell’acqua, che, ma a giudicare dalla sua espressione, Miguel comprese che si stava dando piacere.
“La tua amica apprezza il nostro spettacolino” le sussurrò lappando il lobo “diamole qualcos’altro da vedere” e la sospinse verso il bordo della vasca.
“Sali e spalanca le cosce” le ordinò, gli occhi scuri di lussuria.
Restando sempre alle spalle di Miguel la mora si avvicinò, spostandosi in modo di avere una completa visuale di quello che stava accadendo.
Ingrid si stese appoggiandosi sui gomiti e si posizionò con le gambe aperte e la testa sollevata per osservare le prodezze del suo fidanzato. Voleva guardarlo mentre la divorava.
Trattenendo a stento la saliva, Miguel avvicinò la bocca al sesso di lei. Con un pollice solleticò prima il cappuccio, scendendo verso la fessura bagnata.
“Mangiami!” lo supplicò mordendosi il labbro.
“Quanto sei bella, passerotto” vi passò la lingua assaporando il gusto del cioccolato misto a quello naturale di lei. “Saporita”
“Non cazzeggiare!” lo rimproverò.
“Vedrai che presto mi supplicherai di smettere” ghignò maligno prima di spingere la lingua dentro la fenditura.
Ingrid emise un gridolino e lui la martellò per qualche istante facendole dire parole inconsulte e prive di senso. Ingordo passò alla sua ciliegina sugosa, catturandola tra le labbra.
“Sì, così” lo incitò in preda al piacere più assoluto.
Quando cominciò a succhiare, la ragazza impazzì ripetendo senza sosta il suo nome.
Miguel si dedicò con solerzia ad accontentarla. adorava prendersi cura di una donna e lo faceva con estrema impegno, ma soprattutto con golosità. Si nutriva dell’essenza stando attento a non perderne neanche una goccia e in questo si sentiva molto simile a Jan. Pensando al suo amante ghignò. Decise che gli avrebbe raccontato ogni particolare di quella notte solo per vederlo gemere e spillare su di lui. Sapeva quanto Jan amasse i racconti delle sue performance con Ingrid e già immaginava come avrebbe reagito.
“Amore, più veloce” lo incitò lei inarcando la schiena.
Miguel l’accontentò più che volentieri “Cavolo quanto mi piace il tuo sapore, bambolina. Dai, inondami del tuo nettare” e aiutandosi con le dita, la stimolò fino a quando non la sentì vibrare e il sesso contrarsi. Gli inondò la bocca e la mano con i suoi umori che lui si affrettò a raccogliere e a nutrirsene.
Ansimante, Ingrid lo guardò con gli occhi lucidi, le gote arrossate e il respiro affannoso, poi spostò la sua attenzione sull’amica che a giudicare dall’espressione estatica doveva essere vicina al rilascio. Le sorrise e un attimo dopo la sentì gemere a sua volta.
Anche Miguel si voltò a guardarla, poi sorridendole malizioso, le porse una mano che lei si affrettò a stringere. Lui l’attirò a sé avvolgendola con le braccia. Il suo corpo formoso bagnato aderì al suo villoso.
“Ti è piaciuto, piccola?” le chiese con voce calda, lo sguardo scivolò sul il seno prosperoso così diverso da quello della sua ragazza.
“Non ho resistito” sorrise maliziosa
“Ti sei sgrillettata, vero?” una mano scese tra le gambe a solleticarla. La sentì lamentarsi e lui continuò “Sì, che meraviglia”.
“Che fai?” serrò le cosce di colpo “Mi da fastidio”
“Vedrai, bambolina, ti piacerà talmente che dopo non riuscirai a farne a meno” e in quel momento avvertì le dita sfiorare l’asta. Sorrise. Che piccola intraprendente. “Hai paura? Toccalo per bene”
Lei obbedì avvolgendo la mano intorno al sesso eccitato “Ingrid mi ha detto che eri dotato, ma non pensavo…” per la sorpresa socchiuse la bocca carnosa.
“Il mio Miguel è un vero toro! Non solo il suo cazzo è enorme, ma sa anche dove toccarti per farti godere” intervenne la rossa rientrando di nuovo in acqua e raggiungendoli.
Si addossò al fidanzato baciandogli il collo, spostandosi verso la nuca scoperta. La lambì lasciando una scia umida, le mani percorsero la schiena muscolosa scendendo verso il basso.
Miguel si voltò a cercarle le labbra, le solleticò con la lingua, poi fece lo stesso con Yelena. Lei si lasciò sfuggire un gemito e lui ne approfittò per spingersi nella sua bocca calda e umida.
La ragazza si staccò in cerca d’aria e fu a quel punto che Ingrid si sporse oltre la spalla di Miguel e cercò la bocca tumida dell’amica.
Miguel osservò estasiato quel bacio saffico e il pene ebbe un guizzo. “Siete davvero arrapanti” le spinse verso gli scalini. “Voglio proprio ingozzarmi con la tua patatina, piccola” e indusse Yelena ad uscire dall’acqua. Lei si mise di spalle, le mani appoggiate sul bordo della piscina, il sedere all’altezza della bocca del moro e le gambe larghe. Lo sguardo verso l’amica e negli occhi una muta richiesta.
Come attratta da una forza invisibile, Ingrid si mosse a raggiungerla e dopo averle sfiorato di nuovo la bocca con la propria, si stese davanti a lei. Sorpreso da quella iniziativa, Miguel spalancò la mascella. Non avrebbe mai pensato che la sua fidanzata avesse tendenze lesbo, ma non ne era per niente dispiaciuto, anzi. Dopo l’inizio della relazione con Jan la capiva fin troppo bene. Perché accontentarsi del cioccolato quando si può avere anche la fragola?
I gemiti di Ingrid lo indussero a sbirciare, Yelena aveva la bocca affondata tra le cosce della rossa, la lingua saettava lungo la fenditura, per poi spostarsi verso il buchetto posteriore e ritornare di nuovo verso l’alto. Ingrid si titillava i capezzoli, incitandola di leccarla. Ogni sospiro, ogni incitamento suonava per Miguel come un dolce canto. Eccitato, ma anche leggermente geloso che quel piacere non glielo stesse provocando lui, si sfiorò. Ad un ennesimo grido si afferrò l’asta, muovendo la mano su e giù, con sempre maggiore vigore.
Quando i loro occhi s’incontrarono, Ingrid sorrise, le gote arrossate e le gocce d’acqua che scivolavano dalle curve del suo corpo.
Miguel si concentrò sulla ragazza davanti a lui, pronta ad essere soddisfatta e senza smettere di masturbarsi, immerse la bocca nella sua spaccatura. Avvertendo il tocco, Yelena fece un leggero scatto, ma l’imbarazzo durò solo per un attimo perché subito dopo stava supplicandolo di non fermarsi. Miguel la solleticò con la lingua, poi risalì verso il fulcro del suo piacere. Catturò il sassolino tra i denti e lo tirò, cominciando poi a succhiare con una lentezza che a lei sembrò quasi snervante.
“Più veloce” lo incitò voltandosi verso di lui e quando obbedì, Yelena si lasciò andare ad una serie di piagnucolii.
“Visto com’è bravo il mio Miguel? Nessuno me l’ha mai divorata come lui” disse Ingrid stimolandosi il bottoncino roseo, mentre l’amica spingeva due dita nella fessura ormai zuppa. Quando il corpo della rossa fu scosso da un tremito, Yelena aumentò il ritmo fino a quando non la portò all’apice.
Singhiozzando Ingrid raggiunse un orgasmo talmente potente da farle schizzare ovunque i suoi umori. Dopo averli raccolti, Yelena si leccò le dita, portandoglieli alle labbra. Ingrid succhiò ingorda, poi la spinse a farlo di nuovo. Avvertendo una nuova penetrazione, gridò e l’amica sforbiciò dentro di lei, sollevando le punte ad uncino.Il piacere era immenso, Ingrid la incitò ad andare più veloce. Non ne avrebbe mai avuto abbastanza. Gli occhi si puntarono su Miguel, la bocca affondata nella pesca matura e sugosa della mora, una mano lungo l’asta e l’altra a stimolare il buchetto tra le natiche di Yelena. La giornalista lo trovò così eccitante che non fu più in grado di guardare altrove. Senza smettere di toccarsi, osservò il suo ragazzo ingozzarsi della sua migliore amica, la quale sembrava più che apprezzare quelle attenzioni.
In estasi, Yelena allargò ancora di più le gambe e spinse il sedere all’indietro. “Mangiami! Divora la mia patatina”
Il suo accento russo inebriò Miguel che fu più generoso di sempre. Succhiò le labbra esterne del suo sesso, poi approfondì il contatto non tralasciando alcun punto. La voleva completamente e desiderava nutrirsi di ogni stilla del suo dolce miele. Velocizzò il ritmo e quando la sentì contrarsi invece di ritrarsi, affondò ancora più profondamente in lei in modo da essere inondato dai suoi succhi. Se ne dissetò ingordo, fino a quando non ne ebbe raccolta l’ultima stilla. Adorava sentire l’essenza scivolargli sulla lingua, la sua consistenza gelatinosa, il suo gusto particolare di cui non sarebbe mai stato sazio.
“E ora, bambolina…” salì i gradini che lo separavano dalle due fanciulle e si addossò a Yelena facendole percepire la sua erezione. “Io non sono una lesbica! C’è il pezzo forte per te” Garantì sfiorando con la punta, le labbra più grandi della sua femminilità.
Yelena vibrò nell’attesa di averlo dentro di sé. Fin dalla prima volta che Ingrid le aveva parlato del suo stallone di origini spagnole aveva desiderato ardentemente di farci un giro, di provare sulla sua pelle quelle meraviglie che lei tanto decantava. Non avrebbe mai pensato che l’occasione si sarebbe presentata così presto. Impaziente, allungò la mano all’indietro e se lo portò all’entrata.
Senza attendere oltre, Miguel le afferrò i fianchi spingendosi dentro. La sentì gemere e un attimo dopo il suo cazzo era seppellito in profondità.
“Scopami! Mio dio, sì”
I colpi di Miguel sembravano quasi volessero spaccarla in due. La verga si muoveva dentro di lei implacabile toccando ogni volta il suo punto più sensibile.
Osservandoli incantata, Ingrid continuò a titillarsi. Miguel era davvero un piacere per gli occhi con il suo corpo maestoso, i peli umidi e luccicanti di sudore e olio, l’asta profondamente sepolta nella fenditura di Yelena e i movimenti sinuosi di un felino. Sorrise a quel paragone. Sì. Decise che il suo Miguel poteva essere paragonato ad una pantera fiera e fatale, ma anche ad un gattone arruffato e bisognoso d’affetto. Nell’ambiente risuonavano solo le grida di Yelena sotto i colpi implacabili dello stallone iberico. Stanca di trastullarsi da sola, Ingrid, gattonando, raggiunse Miguel, il quale continuava a colpire l’altra ragazza con una serie di colpi profondi e decisi.
Sedette a gambe larghe, le dita a solleticarsi la femminilità ormai arrossata per i continui assalti della moretta “Amore, quando ti dedicherai a me?” Protestò gelosa delle attenzioni che stava rivolgendo da troppo tempo ad un’altra donna.
Ghignando, Miguel si voltò a guardarla “La faccio venire e sono da te”.
Ingrid mise il broncio e Miguel le sfiorò la bocca corrucciata con un dolce bacio. “Non ho mai lasciato una donna insoddisfatta e non accadrà di certo qui e ora”.
A quell’uscita che suonava allo stesso tempo spaccona, tenera, e dannatamente sexy perché veritiera, Ingrid si morse il labbro. “Ne sono convita. Sei un toro da monta!” Sotto di loro la russa si contorceva di piacere. “Okay, ma fa presto” gemette l’altra donna.
Ghignando Miguel cambiò angolazione alla penetrazione in modo da battere il punto G della donna in maniera meno diretta ma più mirata. Era un trucco che gli aveva insegnato l’esperienza. Anche le donne più restie all’orgasmo vaginale, in quel modo esplodevano come una bottiglia di coca maneggiata troppo! Contemporaneamente solleticò con il pollice il clitoride. Come da lui provvisto, in pochi istanti Yelena, urlando raggiunse il picco inondandogli la mano e il pene “Così, bambolina” infoiato continuò a colpirla, malgrado sapesse che lei avrebbe provato fastidio e che comunque non avrebbe potuto farla godere più di così. Ma un misterioso desiderio, come di rivincita, lo esortava a non fermarsi ed, infatti, prima di togliersi attese che le contrazioni fossero completamente placate e la ragazza mezza svenuta ai suoi piedi.
Un ultimo colpo e uscì, la verga completamente eretta e luccicante e nello sguardo una luce famelica che provocò in Ingrid un brivido di eccitazione.
“Gattina, ora il tuo Miguel ti renderà felice” si stese su di lei baciandole la bocca morbida. Le lingue giocarono a rincorrersi.
“Cazzo Miguel, sei un dio del sesso! Non ho mai visto uno spettacolo del genere
“Piaciuta la performance?” Gli sfuggì un sorrisetto storto.
“Puoi giurarci piccolo” Ingrid lasciò scivolare i palmi sui peli unti. “Adoro il tuo corpo così maschio. Per non parlare del tuo cazzo immenso sempre a disposizione”
Lui le leccò il collo: “Sai di cioccolato e di cocco” lambì il mento, scendendo lungo la gola candida. “Mi piace assaporarti” percorse la clavicola per poi planare su un seno e succhiare il capezzolo.
Ingrid gemette “Ti voglio da impazzire, Miguel!” e allacciando le braccia dietro la nuca lo attirò a sé. Quando gli avvolse le gambe alla vita, l’asta dura come il marmo le sfiorò il centro del suo godimento facendola fremere di impazienza. “Se non mi scopi subito credo che morirò”
“Non aspetto altro che essere dentro di te, mio fiorellino, ma abbi un po’ di pazienza”
“Dovresti sapere che la pazienza non è il mio forte” gli occhi fiammeggiarono.
Miguel scoppiò a ridere “Lo so, bambolina, ora il tuo Miguel ti accontenta” con le dita le stimolò il bocciolo che si aprì al suo tocco. “Sei così ricettiva, amore, la tua fighetta non ha segreti per me”
“Voglio il tuo tronchetto. Affonda le radici nel terreno!” mosse il bacino per incitarlo ad andare più veloce.
Dopo averla stimolata per bene, avvicinò la cappella alla sua fenditura e senza indugi, si spinse con forza.
Ingrid lo accolse come a casa. “Che bello” strinse le gambe ai suoi fianchi “Scopami! Così!”
Una volta dentro di lei, si mosse lentamente, penetrando fino in fondo.
Yelena, ripresasi dallo spossante orgasmosi era avvicinata all’amica per stuzzicarle i capezzoli dritti come piccoli chiodi. Li solleticò prima con le dita, poi con la bocca. Buttando la testa indietro Ingrid gemette.
“Bambolina, sei così bella quando godi e come mi piace quando la tua deliziosa passera si contrae attorno al mio cazzo” da quando stava con Jan aveva rivalutato la conversazione durante il sesso. Lo faceva arrapare da matti quando diceva cosa fargli e come portarlo all’orgasmo in maniera più piacevole e completa.
“Più forte, amore. Sfondami!” lo supplicò, mentre la mano delicata di Yelena scivolava a solleticare il bocciolo.
Miguel si spinse con violenza, il sudore gocciolava dal mento e dal torace nerboruto, ma non era minimamente stanco. Ogni colpo colpiva punti sensibili che strappavano alla giovane giornalista delle urla estatiche. Miguel si chiese se quel posto fosse insonorizzato altrimenti era certo che tutti gli altri clienti avrebbero assistito alla loro performance senza volerlo.
“Più forte! Spaccami in due come una noce di cocco” il pene entrava e usciva dall’apertura ormai grondante.
Leccandosi le labbra, Yelena continuò a solleticare il bottoncino ormai duro e quando la sentì tremare comprese che era ormai prossima all’orgasmo. Aumentò il ritmo e lo stesso fece Miguel dentro di lei.
Ingrid venne con un lungo lamento e Miguel avvertì il muscolo contrarsi intorno al suo sesso.
Yelena si spostò posizionandosi, di spalle, a cavalcioni sul viso di Ingrid e anche ad una minima distanza da quello di Miguel. Desiderava essere leccata da entrambi nello stesso momento. Titillandosi mosse il bacino e Ingrid cacciò la lingua percorrendola intorno alle pieghe setose e ricoperte da una lieve peluria bruna.
Ingolosito (non era ingelosito? Avrò sbagliato a scrivere!), ma anche tremendamente eccitato, anche Miguel si sporse verso l’invitante femminilità e affondò la bocca in quel paradiso profumato.
Assaltata da entrambi, Yelena non trattenne un grido. Con le mani allargò le natiche in modo da consentire loro un maggiore accesso. Il piacere era così intenso che non riusciva a ragionare. Miguel la divorò succhiando e leccando ogni angolo della sua intimità, mentre Ingrid spingeva la lingua dentro di lei penetrandola con forza.
“Sì, così” per aumentare il contatto spinse il bacino verso il basso “Miguel, divorami”
Senza smettere di scopare Ingrid, l’ispanico continuò ad assaltare la ciliegia dell’altra ragazza, a gustare ogni goccia del suo dolce nettare.
Avvertendo l’orgasmo imminente, sferzò un ultimo colpo per poi ritrarsi. Con un grido soffocato spillò il seme sul ventre della rossa.
Bastò un piccolo tocco della lingua di Ingrid e anche Yelena raggiunse il picco. Spossata dall’immenso orgasmo le gambe cedettero costringendola a sedere sul viso dell’amica che si affrettò a raccogliere ogni goccia dei suoi umori.
Miguel si stese accanto alla fidanzata, la quale dopo essersi deliziata con il miele della mora, lo baciò dolcemente.
“Com’è inebriante” mormorò Miguel gustando il sapore dell’altra donna su di lei.
“Fammi venire ancora, amore”
Miguel l’accontentò. Con il pene perfettamente eretto, strofinò il clitoride per poi spingersi nuovamente in lei. Nonostante fosse appena venuto, Ingrid costatò che l’erezione era ancora consistente. “Muoviti così!” Gemé roteando i fianchi. Miguel affondò in lei piegando la punta verso il piccolo addossamento e pochi secondi dopo sentì il sesso di Ingrid contrarsi per l’ennesimo orgasmo.
Yelena si chinò a leccare il seme di Miguel dal ventre dell’amica e dal modo in cui lo rastrellava, lui comprese che doveva esserne ghiotta. Proprio come Jan! Se solo ci fosse stato anche lui…
“A che pensi?” Ingrid lo riscosse dai suoi pensieri.
“A niente. Devo ancora ricollegare il cervello, gattina. Mi avete completamente distrutto” le catturò il labbro inferire coi denti, poi si sporse a baciare anche Yelena. Lei gli passò delle stille del proprio sperma e Miguel lo deglutì ingordo “Non ne hai altro per me?”
Piacevolmente sorpresa da quella richiesta, la russa ridacchiò “Prova a cercare” e indicò la pancia umida di Ingrid che si alzava e abbassava al ritmo del respiro affannato.
Miguel si chinò e percorse il ventre con la bocca, la lingua si mosse veloce scivolando verso l’ombelico. All’interno erano rimaste delle gocce e lui le lappò via, continuando il suo cammino fino a quando non ebbe raccolto anche l’ultimo residuo.
“Non credevo ti piacesse” commentò Ingrid accarezzandogli i ricci bagnati.
“Lo adoro” si lasciò sfuggire pentendosene immediatamente. Se gli avesse chiesto spiegazioni, non avrebbe saputo cosa rispondere, ma per fortuna gli orgasmi multipli avevano abbassato la soglia di concentrazione della giovane donna tanto che non aggiunse altro.
Yelena si accoccolò accanto ad Ingrid e boccheggiante mormorò “Penso che abbia apprezzato il tuo regalo, tesoro”
“Decisamente” replicò Miguel risalendo verso il seno.
“Restiamo ancora un po’?” propose la moretta baciando l’amica “Voglio nuotare” e senza aggiungere altro, si tuffò spingendosi lontano.
Miguel prese per mano la fidanzata e insieme raggiunsero la ragazza.
Una volta usciti dall’Hamman, Miguel e Ingrid riaccompagnarono la russa fino alla sua abitazione. Erano ormai le undici passate quando si fermarono sotto casa della giornalista. Miguel si lasciò sfuggire uno sbadiglio.
“Sei stanco tesoro?”
“No macché, è stato molto divertente” la baciò dietro l’orecchio. Guardandola con amore, confidò:”Mi hai spiazzato sai?”
“Che intendi?” Ma lei sapeva benissimo cosa intendeva.
“Di solito le donne sono gelose di me, ci tengono che lo stallone iberico si occupi solo della loro giovenca. Portarmi una ragazza, così carina poi...”
Ingrid sospirò di piacere: “Te lo meritavi”
“Cosa?” Miguel alzò un sopracciglio.
“Sei un uomo meraviglioso. Non chiedi mai nulla e ti dai generosamente. Io ultimamente ti ho trascurato per il mio lavoro e le ultime volte che abbiamo fatto l’amore sembravi un po’ distante, così ho voluto catturare di nuovo la tua attenzione”
Miguel si morse un unghia. Era a causa di Jan che il desiderio per Ingrid aveva subito un piccolo calo, ma di certo lui non poteva dirlo! Era certo che lei non avrebbe capito. Era moderna sì, ma quello sarebbe stato un ostacolo insormontabile.
Ridendo Ingrid continuò: “Ammetto che poi le cose a tre mi eccitano da morire! Vederti con un’altra, la mia migliore amica per giunta, è stato pazzesco”
“E per me vedervi insieme, ci date dentro anche quando siete sole?” domandò restando a bocca schiusa in attesa di una risposta, che non sapeva se sperare positiva o negativa.
“Certo cucciolo. Farlo con una ragazza avvenente è davvero arrapante. Prima di te non avevo mai conosciuto un uomo che sa fare quei lavoretti con la bocca come i tuoi, tanto da poterti paragonare a una lesbica. Le lesbiche devono compensare la mancanza del cazzo. Tu oltretutto puoi contare su un uccello ben sviluppato e servizievole” sorrise. Notando la sua espressione contrita, domandò: “Ci sei rimasto male?”
“Beh, il tema dell’omosessualità lo fai facile tu, la notizia che sei bisessuale mi fa un po’ strano” osò rivelare, sapeva di essere il più falso dei giuda!
“Tesoro io non sono bsx! Non nel senso classico. Non ho mai amato una donna o voluto una donna. Posso fare sesso con una ragazza, questo sì. Se in presenza di un uomo è anche meglio, ma questo non fa di me una lesbica amore. Sono perfettamente etero!” squittì.
“Non lo so, e allora io?” domandò di botto diventando rosso. “Se ti dicessi che mi diletto pure con l’uccello?” si sentì rispndere da una risata argentina.
“Ma figurati, impossibile!” lui restò in silenzio e lei continuò: “Tu sei terribilmente carino e arrapante proprio perché così normale! Sei un bravo ragazzo, assolutamente eterosessuale. Vederti in azione con due ragazze mi ha tramortita pure per questo, sai?”
“Non capisco”
“Quello che intendo dire è che tu non sei il classico sbruffone che se la tira perché riesce a far godere due donne contemporaneamente. Ti sei buttato su questa storia con naturalezza. Senza dover ostentare niente. E anche quando mi fai l’amore, hai sempre quell’aria tranquilla, non te la tiri come dovresti, dall’alto dei tuoi ventiquattro centimetri di cazzo e per come duri, ben al di sopra della media maschile” fece l’occhiolino. “Dunque non provare ad intaccare questa immagine che ho di te. se anche mi giurassi che ti piacciono pure i maschi, io non ti crederei!” garantì. “Sei troppo normale piccolo mio e mi piaci proprio per questo” si attaccò al suo braccio strofinando la guancia sul braccio. “Ti amo Miguel”
“Ok, ti amo anch’io dolcezza. Però chiariamo: non intendo dividerti con un altro uomo, nel caso ti venisse in mente un altro regalo del genere”
Lei rise di gusto: “Il mio cucciolo è geloso” gli baciò la guancia barbuta. “Cosa mi fai Miguel... se non mi avessi distrutto di orgasmi ti chiederei di salire”
“E se salissi solo per dormire abbracciato a te?” gli occhi di Miguel furono grandi e accoglienti.
“Ti amo troppo, sei così tenero” poi però tossicchiò: “Ma dubito che riusciremmo a dormire molto. Sicuro dopo un po’ ci tornerebbe voglia di scopare” dopo un ultimo bacio lei fece per uscire, ma prima di sbattere la portiera, si abbassò per chiarire: “Potremmo replicare con Yelena”
“Perché no?” si limitò a dire Miguel un po’ geloso. Qualche minuto dopo sgommò verso casa. Dunque non provare ad intaccare questa immagine che ho di te. se anche mi giurassi che ti piacciono pure i maschi, io non ti crederei. Quelle parole risuonavano nella sua mente come una condanna. Se Ingrid avesse scoperto di Jan lo avrebbe lasciato. All’idea di perdere la sua donna, si sentì mancare il respiro. Allo stesso tempo però non voleva rinunciare a Jan. Cazzo che situazione. Sbuffò. Una volta parcheggiato, scese e si lanciò correndo verso il suo appartamento. Solo quando fu sdraiato sul letto senza niente addosso, tutta la stanchezza per quel tour de force si abbatté su di lui. E si addormentò più stravolto che rilassato.