Titolo: Odore di femmina, parte terza
Autore: Sokogirl
Paring: Francesco, Sergei e la vicina AlessandraRating: NC 17
WARRING: sesso senza protezione, slash
Genere: erotico, romantico
Disclaimer: la fiction è liberamente ispirata a “Doppia Anima” ed è il seguito di altre due fiction presenti nel blog di questa autrice e di Lipsialove.
Quel pomeriggio Alessandra era ritornata presto dal lavoro a causa dello sciopero. Stanca e affamata si preparò a degustare l’avanzo di macedonia rimasto nel frigo dalla sera prima. Voleva stare a dieta, come al solito si vedeva ingrassata e intendeva porre rimedio, almeno prima dell’estate.
Dopo aver consumato la merenda che aveva intenzione di essere pure una cena, decise di togliersi definitivamente le scarpe e buttarsi sul divano per leggere l’ultimo libro acquistato. Era una accanita lettrice e a volte faceva tardi pur di finire il suo racconto, o si addormentava con un volume sugli occhi e la luce accesa. A pagina centosessantatre alcuni rumori la fecero trasalire. “Che diamine…” le sfuggì e si tirò a sedere. Provenivano dall’appartamento dei suoi due amanti occasionali, una coppia gay dalla vita sessuale sfrenata. Intuì subito però che non si trattava della solita performance. Era abituata allo sbattere della testiera, alle urla di piacere, in particolare dell’uomo italiano. Ma questa volta tutto ciò sembrava raddoppiato. La festicciola durò per almeno tre ore, le quali lei le passò in completa frenesia. Alla fine, esasperata, si fece un bagno e come era sua abitudine quando non aveva un uomo, si auto gratificò con il tubo della doccia. Ebbe bisogno di ben due orgasmi per placare la sua voglia. Quando finalmente, sgocciolante e stanca, uscì dalla vasca, un silenzio che le parve irreale l’accolse. “Finalmente!” affamata rinunciò alla dieta e si sparò due bei pezzi di parmigiano con una fetta di pan carré.
Il giorno dopo, nel tardo pomeriggio, Alessandra sentì lo sbattere dell’ascensore e aprì la porta. Era abituata agli orari dei suoi vicini, per quello era certa di non sbagliarsi. “Francesco, sei tu, finalmente”
“Piccola” lui le regalò un sorriso dolcissimo. Portava un trench che lo faceva ancora più sexy e affascinante agli occhi di Alessandra. Sulle mani l’ombrello bagnato.
“Piccola” lui le regalò un sorriso dolcissimo. Portava un trench che lo faceva ancora più sexy e affascinante agli occhi di Alessandra. Sulle mani l’ombrello bagnato.
“Entri un attimo? Ho del vino aperto e non mi va di bere da sola” civettò.
“Mi fa davvero piacere. Sergei fa il pomeriggio e come sai non torna prima delle dieci passate” ammiccò e Alessandra rabbrividì di piacere. Decretò che si prospettava una serata piacevole per la sua ‘amichetta intima’.
“Ok”
Francesco buttò l’ombrello nel portaombrelli distrattamente. Si tolse il soprabito che appoggiò su una sedia. Bevvero il vino seduti sul divano in perfetta armonia.
“Sei uno schianto vestita così, cucciola” Francesco gli toccò la spallina del vestito rosso fuoco. Ma gli occhi erano sulle gambe fasciate in calze nere autoreggenti. “Quando mi sei accanto mi sovviene una gran voglia di patatina, chissà perché… ”
La mano grande s’insinuò sotto l’abito scoprendolo un poco. Alla vista della porzione di pelle nuda, Francesco sussultò. L’erezione premeva forte sui pantaloni. “Cazzo che visione, sei un bocconcino irresistibile”
“Ti piaccio davvero?” come sempre Ale era insicura. Non le pareva vero che un tale schianto d’uomo fosse così attratto da una sempliciotta come lei.
“Ti piaccio davvero?” come sempre Ale era insicura. Non le pareva vero che un tale schianto d’uomo fosse così attratto da una sempliciotta come lei.
“E me lo chiedi? Mi arrapi come pochi” la mano trovò le mutandine di pizzo, nere, come le calze.
“E qui? C’è qualcosa che conosco bene e che mi piace” con un dito pigiò sopra il sesso. Alessandra si lasciò sfuggire un gemito, chiaro segno che le attenzioni la stava inebriando.
“Conoscendoti ti sei già bagnata tutta, vero?”
“Tu sì che mi conosci” ansimò mentre le labbra maschili trovavano quelle femminili schiuse. Si baciarono con passione. Le lingue si leccavano vicendevolmente affamate. I denti sbattevano e così i menti. Con l’altra mano, la destra, Francesco accarezzò i boccoli tagliati corti. L’annusò: “Mi eccita l’odore dei tuoi capelli, soprattutto dopo una giornata fuori, quasi quanto quello della tua deliziosa fragolina matura e succosa”
“Sei pazzo! Dovrei lavarli, ieri ho fatto il bagno ma ho dimenticato di lavarmeli”
“Tu sì che mi conosci” ansimò mentre le labbra maschili trovavano quelle femminili schiuse. Si baciarono con passione. Le lingue si leccavano vicendevolmente affamate. I denti sbattevano e così i menti. Con l’altra mano, la destra, Francesco accarezzò i boccoli tagliati corti. L’annusò: “Mi eccita l’odore dei tuoi capelli, soprattutto dopo una giornata fuori, quasi quanto quello della tua deliziosa fragolina matura e succosa”
“Sei pazzo! Dovrei lavarli, ieri ho fatto il bagno ma ho dimenticato di lavarmeli”
Con il medio, lui superò il cordolo dello slip per introdursi tra le piccole labbra intime. Fu accolto da un’essenza gelatinosa. “Sei zuppa. Mi piace troppo” tirò fuori il dito e prima lo annusò, inebriato come se fosse una lasagna appena sfornata, poi lo assaggiò. “Cazzo piccola, senti cosa mi fa” le prese la mano e se la portò sul pacco pieno.
“Francesco scoppi”
“Puoi giurarci”
“Puoi giurarci”
Fu in quel momento, mentre lui le diceva di spostarsi in camera da letto, che Alessandra ricordò il vero motivo dell’incontro. “Ma ieri c’è stata una specie di festa? Ho sentito un gran casino. Soprattutto sembrava un’orgia” ridendo, l’uomo finì di togliere il vestito da sopra la sua testa.
“Non ti sfugge niente vedo. Beh sì, io e Sergei ci siamo concessi un piccolo baccanale”
“E non mi avete invitata” Alessandra atteggiò un broncio agli occhi di Francesco adorabile.
“E non mi avete invitata” Alessandra atteggiò un broncio agli occhi di Francesco adorabile.
“Piccola” le aggiuntò una natica. “Non saresti stata di troppo, anzi… i due stalloni con i quali ci siamo intrattenuti avrebbero amato la tua pesca matura e saporita”
“Due uomini? Cavolo non pensavo che…”
“Si tratta di due amici speciali” precisò tornando ad assaltare con le dita le pieghe della femminilità. “Ogni due mesi vengono qui, almeno da quando io e Sergei siamo stati a Rimini per, come dire… ampliare i loro orizzonti”
“Sono una coppia?”
“Sì, ora basta chiacchierare, sdraiati e mettiti un cuscino sotto, all’altezza dei reni. Voglio ingozzarmi con la tua bella passera unta”
“Non preferisci che mi dia una lavata? È da stamattina che…”
“Scherzi piccola. Rinunciare al tuo meraviglioso sapore naturale per uno squallido sapone? Mai”
“Si tratta di due amici speciali” precisò tornando ad assaltare con le dita le pieghe della femminilità. “Ogni due mesi vengono qui, almeno da quando io e Sergei siamo stati a Rimini per, come dire… ampliare i loro orizzonti”
“Sono una coppia?”
“Sì, ora basta chiacchierare, sdraiati e mettiti un cuscino sotto, all’altezza dei reni. Voglio ingozzarmi con la tua bella passera unta”
“Non preferisci che mi dia una lavata? È da stamattina che…”
“Scherzi piccola. Rinunciare al tuo meraviglioso sapore naturale per uno squallido sapone? Mai”
Alessandra ridacchiò: “Tra te e Sergei non so chi sia più maiale”
“Abbiamo gli stessi gusti” sogghignò. “Solo che a me piace prenderlo nel culo molto più che a lui” si abbassò fino a che non sfiorò il ventre piatto con le labbra. “Sempre più magra”
“Abbiamo gli stessi gusti” sogghignò. “Solo che a me piace prenderlo nel culo molto più che a lui” si abbassò fino a che non sfiorò il ventre piatto con le labbra. “Sempre più magra”
“Non è vero! Diventerò obesa se continuo a mangiare fuori”
“Sei uno spettacolo. Deliziosa” tolse lo slip lentamente. Alessandra era sfibrata da quella lentezza.
“Sei uno spettacolo. Deliziosa” tolse lo slip lentamente. Alessandra era sfibrata da quella lentezza.
“Cazzo Francesco”
“Non essere impaziente” una volta nelle sue mani, Francesco si portò lo slip umido alla bocca. “Umh… questo odore farebbe risvegliare i morti dal sonno eterno” lo leccò e non contento lo succhiò rumorosamente. “Per non parlare del sapore, ma sai che c’è? Preferisco abbeverarmi alla fonte” e così dicendo si abbassò. Solleticò la fitta peluria con il naso e la bocca e individuato il bottoncino di carne, lo prese tra le labbra.
“Non essere impaziente” una volta nelle sue mani, Francesco si portò lo slip umido alla bocca. “Umh… questo odore farebbe risvegliare i morti dal sonno eterno” lo leccò e non contento lo succhiò rumorosamente. “Per non parlare del sapore, ma sai che c’è? Preferisco abbeverarmi alla fonte” e così dicendo si abbassò. Solleticò la fitta peluria con il naso e la bocca e individuato il bottoncino di carne, lo prese tra le labbra.
“Il mio grilletto preferito. Sempre gonfio e bisognoso di attenzioni” fissandolo estasiato, lo carezzò con i polpastrelli facendo dei giri circolari. Alessandra si contorceva e d’istinto spalancò le cosce ancora di più. “Sei così ricettiva, puttanella, non mi stancherei mai di farti godere”
“Ora basta parlare! Mangiami”
“Ora basta parlare! Mangiami”
“Come siamo impazienti” Francesco era D’annunziano, cioè pensava che l’attesa del piacere fosse piacere stesso, da prolungare fino a snervarsi. E la vista del clitoride tra le labbra già molto ingrossate e umide, gli procurava un senso di felicissimo appetito. “Prima di appagare il gusto, voglio appagare la vista, la visione della tua passera è il paradiso”
“Fammi venire ti prego” gridò lei.
“E dopo la vista, l’olfatto. Altro senso che stimola il piacere” l’annusò come un cane da tartufo. “Divino… così naturale, selvaggio!”
“Non resisto più” Alessandra si lamentò ormai isterica e Francesco capì che non poteva più continuare a rimandare. “Ok, se siamo proprio al pronto intervento” rise maligno per poi tuffarsi sulla vulva così ben esposta. Iniziò tamburellando la lingua sul cappuccio. Poco dopo prese a succhiare con dolcezza e vigore.
“Oh, ancora, sì ancora! Di più!” Francesco le tenne ferme le gambe. Quel dimenarsi lo eccitava, ma allo stesso tempo voleva averla passiva sotto di sé. “Sei in mio potere, io detengo la decisione di farti godere o meno. Anche se il sapore della tua patatina mi sta facendo uscire di testa” ammise liberando finalmente la fastidiosa erezione che sgusciò fuori dai pantaloni. “Mi piacerebbe venire insieme a te. Mischiare in nostri liquidi”
“Preferirei mi scopassi” ammise lamentandosi per essere privata delle carezze non meno delle ciucciate.
“Preferirei mi scopassi” ammise lamentandosi per essere privata delle carezze non meno delle ciucciate.
“A tempo debito” l’ex infiltrato tornò a succhiare il sesso, aggiungendo però due dita all’interno della vagina.
“In quel punto mi piace di più, ti prego… più veloce!”
“Qui?” Francesco premette con indice e medio contro il piccolo promontorio. Sapeva che si trattava del punto G, era un esperto lui.
“Sì!” Alessandra lo gridò e lui iniziò a frizionare con solerzia finché non la sentì irrigidirsi. Qualche istante dopo lei gridava e lui si godeva le abbondanti secrezioni solcare la lingua e atterrare sulla gola.
“Qui?” Francesco premette con indice e medio contro il piccolo promontorio. Sapeva che si trattava del punto G, era un esperto lui.
“Sì!” Alessandra lo gridò e lui iniziò a frizionare con solerzia finché non la sentì irrigidirsi. Qualche istante dopo lei gridava e lui si godeva le abbondanti secrezioni solcare la lingua e atterrare sulla gola.
“Il cibo degli idei. Sergei lo chiama così” blaterò. Non era riuscito a venire. Pensò che si sarebbe rifatto una volta sprofondato nelle viscere più segrete della ragazza.
“Ho una voglia di scoparti che non ti dico. Senti come è duro” le prese la mano. Ale non riusciva ancora riprendersi dalla contrazioni. “Sì, è… così duro”
“Mettiti a quattro zampe. Voglio farti venire di nuovo stimolando quel nocciolino che hai là dentro. È così eccitante quando si gonfi a e lo sento sulla cappella”
“Per me di più” Alessandra si voltò e una volta con il culo all’aria, attese di essere piacevolmente giustiziata.
“Mettiti a quattro zampe. Voglio farti venire di nuovo stimolando quel nocciolino che hai là dentro. È così eccitante quando si gonfi a e lo sento sulla cappella”
“Per me di più” Alessandra si voltò e una volta con il culo all’aria, attese di essere piacevolmente giustiziata.
“Il tuo culetto pure è adorabile” glielo accarezzò intorno all’entrata.
“Infilaci un dito”
“Sì, prima lubrifichiamolo però nella tua bella pesca sugosa” lo introdusse nella vagina ancora tesa, il dito ne uscì stillante come se lo avesse infilato in un barattolo di marmellata molto sciolta.
“Sì, prima lubrifichiamolo però nella tua bella pesca sugosa” lo introdusse nella vagina ancora tesa, il dito ne uscì stillante come se lo avesse infilato in un barattolo di marmellata molto sciolta.
“Non smetti più di buttare fuori. Sei una vera fonte inesauribile di nettare. Per questo ti amo piccola”
Alessandra vibrò. Non riusciva a credere a quelle parole. Francesco l’amava? E Sergei? Forse dice per dire. Decise.
Alessandra vibrò. Non riusciva a credere a quelle parole. Francesco l’amava? E Sergei? Forse dice per dire. Decise.
“Non mi ami davvero. Ti piace fare sesso con me. È diverso”
“Perché pensi sia diverso?” Francesco avvicinò la bocca al suo orecchio: “Sei una creatura deliziosa che mi fa provare piacere. Questo basta e avanza per amarti” le tirò una ciocca di capelli, poi, senza alcun preavviso, sprofondò in lei. Alessandra buttò la testa all’indietro. “Ancora!” gridò. Francesco continuò a spingersi in maniera decisa. Lei lo sentiva possente, il pene sbattere ritmicamente il suo punto speciale. Ormai era pronta alla seconda esplosione della serata.
“Perché pensi sia diverso?” Francesco avvicinò la bocca al suo orecchio: “Sei una creatura deliziosa che mi fa provare piacere. Questo basta e avanza per amarti” le tirò una ciocca di capelli, poi, senza alcun preavviso, sprofondò in lei. Alessandra buttò la testa all’indietro. “Ancora!” gridò. Francesco continuò a spingersi in maniera decisa. Lei lo sentiva possente, il pene sbattere ritmicamente il suo punto speciale. Ormai era pronta alla seconda esplosione della serata.
“Cazzo Francesco, quell’angolo, sì”
“Questo?” lui corresse un po’ la direzione e la punta del batacchio e andò ad urtare proprio dove lei voleva. In lacrime per lo sforzo e per il piacere, Alessandra venne di nuovo. Il corpo scosso da contrazioni violente e le guance sporche di pianto.
“Questo?” lui corresse un po’ la direzione e la punta del batacchio e andò ad urtare proprio dove lei voleva. In lacrime per lo sforzo e per il piacere, Alessandra venne di nuovo. Il corpo scosso da contrazioni violente e le guance sporche di pianto.
“Mio Dio” si sdraiò esausta. Francesco le accarezzò la fenditura ma lei le chiese di non farlo, provava fastidio. “Mi piace così tanto dopo che sei venuta. Sembra la bocca di un grosso fiore, un fiore carnivoro”
“Che scemo, poetico ma scemo” Alessandra si girò e lui si piegò per baciargli le labbra. “Ora mettiti di fianco, voglio venire con te questa volta”
“Ti prego Francesco! Se continuo a venire mi tornerà la cistite” si lagnò.
“Ti prego Francesco! Se continuo a venire mi tornerà la cistite” si lagnò.
“Mi sembrava di aver capito che ti piaceva quel genere di cistiti” appoggiò la punta all’entrata e poi la violò. Era ancora stretta per il precedente orgasmo. “Come me lo strizzi bene piccola” le bacio il collo. “Ti ho già detto che ti amo?” Tornò a leccarle l’orecchio e lei si lamentò.
“Non prenderti gioco di me. Tu ami il tuo uomo e a me va benissimo così”
“Ma è quello che provo quando sono dentro di te. Amore” con la bocca arrivò a trovare quella di lei. Si scambiarono un bacio infuocato. Gli assalti continuavano implacabili. Alessandra tendeva i fianchi verso quelli dell’amante per sentirlo meglio. Di nuovo il membro urtava la sua zona erogena.
“Ma è quello che provo quando sono dentro di te. Amore” con la bocca arrivò a trovare quella di lei. Si scambiarono un bacio infuocato. Gli assalti continuavano implacabili. Alessandra tendeva i fianchi verso quelli dell’amante per sentirlo meglio. Di nuovo il membro urtava la sua zona erogena.
“Spiegami come fai…”
“Come faccio cosa?”
“A trovarlo sempre”
Francesco sogghignò prima di rispondere: “Avrò un radar. No ma è così gustoso sentirlo contro di me. Hai davvero una fighetta deliziosa” le accarezzò il clitoride. “Verremo insieme ora, e tu avrai il doppio piacere. Clitorideo e vaginale”
Alessandra era esterrefatta: “Perché conosci così bene le donne? Chi ti ha insegnato?”
“Amo fare le cose per bene. Le cose che amo le faccio bene e adoro far godere le donne e gli uomini. Così conosco il corpo di chi amo in maniera perfetta. E tu piccola mia sei una continua scoperta. Mi inciti a volerti sempre di più”
“Come faccio cosa?”
“A trovarlo sempre”
Francesco sogghignò prima di rispondere: “Avrò un radar. No ma è così gustoso sentirlo contro di me. Hai davvero una fighetta deliziosa” le accarezzò il clitoride. “Verremo insieme ora, e tu avrai il doppio piacere. Clitorideo e vaginale”
Alessandra era esterrefatta: “Perché conosci così bene le donne? Chi ti ha insegnato?”
“Amo fare le cose per bene. Le cose che amo le faccio bene e adoro far godere le donne e gli uomini. Così conosco il corpo di chi amo in maniera perfetta. E tu piccola mia sei una continua scoperta. Mi inciti a volerti sempre di più”
“Amore” Alessandra si lasciò finalmente andare, era ormai prossima al suo terzo orgasmo e sapeva che Francesco sarebbe venuto con lei. “Ti amo Francesco, voglio sentirti venire dentro di me” le parole sfuggirono ma non se ne pentì, il piacere era tale da farle perdere la ragione.
“Dolcezza sei sicura? A me piacerebbe ma tu non usi contraccettivi e forse non siamo pronti per avere un figlio”
“Forse io lo sarei ma non è quello. Ti prego Francesco, vienimi dentro”
Quelle suppliche non meno la deliziosa frizione dei muscoli vaginali sul suo sesso, portarono Francesco al rilascio. Eruttò una quantità di sperma nell’attimo in cui l’utero si contraeva in un orgasmo multiplo dal quale Alessandra non si sarebbe ripresa subito
“Forse io lo sarei ma non è quello. Ti prego Francesco, vienimi dentro”
Quelle suppliche non meno la deliziosa frizione dei muscoli vaginali sul suo sesso, portarono Francesco al rilascio. Eruttò una quantità di sperma nell’attimo in cui l’utero si contraeva in un orgasmo multiplo dal quale Alessandra non si sarebbe ripresa subito
“Fantastica, sei fantastica” l’abbracciò. Baciò la peluria dell’ascella poi il seno. Alessandra respirava a fatica. “Non è stato mai così intenso. E tutto questo perché volevo sapere di ieri”
“La mia adorabile curiosona” la prese in giro giocosamente. “Meriti di esserci la prossima volta, la mia donna merita di godere in ogni modo possibile” le infilò un dito tra le labbra e lei lo leccò.
“La mia adorabile curiosona” la prese in giro giocosamente. “Meriti di esserci la prossima volta, la mia donna merita di godere in ogni modo possibile” le infilò un dito tra le labbra e lei lo leccò.
“È quello che sono? La tua donna?” Era emozionata.
“Lo sei piccola, ti amo davvero. Dopo mia moglie non ho più amato nessun’altra come amo te”
“E Sergei?” lei attese con gli occhi imploranti.
“E Sergei?” lei attese con gli occhi imploranti.
“Anche lui ti ama sai? Non come ti amo io, per lui sei più che altro un delizioso giocattolo del piacere. Ma io sono andato oltre. Mi piace il tuo corpo. È una droga fare sesso con te. Ma mi piace soprattutto la tua dolcezza e ti sono venuto dentro…” s’interruppe. “Non è un caso. Non l’avrei fatto mai con una che non conta tantissimo”
“Dunque se io restassi incinta… ”
“Non ci sarebbero problemi a patto che…” ridacchiò.
“Dunque se io restassi incinta… ”
“Non ci sarebbero problemi a patto che…” ridacchiò.
“Spara”
“Il piccolo o la piccola avrebbe due padri e una deliziosa madre”
“Il piccolo o la piccola avrebbe due padri e una deliziosa madre”
“A quel punto tanto varrebbe buttare giù quel muro” scherzò ma quando lo vide serio Alessandra temette di aver esagerato. “Non dico davvero”
“Invece mi piacerebbe” ammise.
“Invece mi piacerebbe” ammise.
“Cosa?”
“Ne parlerò con Sergei. Noi amiamo la nostra intimità ma tu potresti farne parte. Ormai sono quasi tre mesi che facciamo sesso ogni settimana. È vero che Sergei e io ogni tanto avremmo voglia di stare soli ma davvero, l’idea di vivere tutti insieme mi piace tantissimo”
“Questa casa me l’hanno regalata i miei. Non so cosa ne penserebbero… ”
“Magari potresti affittarla e venire a stare da noi”
Alessandra strabuzzò gli occhi: “Pensi che Sergei sarà d’accordo?” Avvampò. Pensò a quanto sarebbe stato bello. Farsi scopare ogni notte dall’uno e dall’altro. Crescere un figlio tutti e tre insieme.
“Ne parlerò con Sergei. Noi amiamo la nostra intimità ma tu potresti farne parte. Ormai sono quasi tre mesi che facciamo sesso ogni settimana. È vero che Sergei e io ogni tanto avremmo voglia di stare soli ma davvero, l’idea di vivere tutti insieme mi piace tantissimo”
“Questa casa me l’hanno regalata i miei. Non so cosa ne penserebbero… ”
“Magari potresti affittarla e venire a stare da noi”
Alessandra strabuzzò gli occhi: “Pensi che Sergei sarà d’accordo?” Avvampò. Pensò a quanto sarebbe stato bello. Farsi scopare ogni notte dall’uno e dall’altro. Crescere un figlio tutti e tre insieme.
“Lo sarà. Ora che ne dici se ci prepariamo due spaghetti? Questa ginnastica mi ha messo fame”
“Ma io sono a dieta”
“Hai smaltito pure tu dunque niente scuse”
Alessandra mise il broncio per finta e Francesco le baciò il naso. “Sono pazzo di te piccola, mi hai stregato” entrambi nudi si alzarono e andarono a cincischiare in cucina. Vederla solo con il reggicalze però turbava Francesco che una volta finito di mangiare, pretese di scoparla sul tavolo della cucina. Le grida e i rumori scomposti attirarono l’attenzione di Sergei, rincasato dopo le otto ore di turno all’ospedale. Francesco sentì il telefono di casa della ragazza trillare e si allungò per agguantare la cornetta.
“Ma io sono a dieta”
“Hai smaltito pure tu dunque niente scuse”
Alessandra mise il broncio per finta e Francesco le baciò il naso. “Sono pazzo di te piccola, mi hai stregato” entrambi nudi si alzarono e andarono a cincischiare in cucina. Vederla solo con il reggicalze però turbava Francesco che una volta finito di mangiare, pretese di scoparla sul tavolo della cucina. Le grida e i rumori scomposti attirarono l’attenzione di Sergei, rincasato dopo le otto ore di turno all’ospedale. Francesco sentì il telefono di casa della ragazza trillare e si allungò per agguantare la cornetta.
“Alessandra è occupata ora” al di sotto i gemiti di lei che pensava fosse pazzo.
“Amore sono io, vi sento da qui. Perché non mi aprite? Non voglio perdermi lo spettacolino” era Sergei ovviamente.
“Mi scoccia un po’ togliermi da dentro questa bella passera sugosa ma per te lo farò. Anche perché dobbiamo parlare. Alessandra ed io abbiamo un certo progetto”
“Spero che questo progetto aggradi anche il mio uccello voglioso”
“Lo farà a breve e a lungo termine” ridacchiò. Il tempo di scusarsi con la sua donna e Francesco andò ad aprire all’amante, il quale fu estasiato dalla visione del suo uomo nudo con l’erezione ben visibile sotto la lanugine.
“Spero che questo progetto aggradi anche il mio uccello voglioso”
“Lo farà a breve e a lungo termine” ridacchiò. Il tempo di scusarsi con la sua donna e Francesco andò ad aprire all’amante, il quale fu estasiato dalla visione del suo uomo nudo con l’erezione ben visibile sotto la lanugine.
“Amore sei uno schianto”
“Vieni dentro” si baciarono. Qualche istante dopo Francesco era di nuovo dentro il corpo di Alessandra che stantuffava con passione. Sergei, seduto su di una sedia, si accarezzava i pantaloni lascivo.
“Vieni dentro” si baciarono. Qualche istante dopo Francesco era di nuovo dentro il corpo di Alessandra che stantuffava con passione. Sergei, seduto su di una sedia, si accarezzava i pantaloni lascivo.
“Raccontami, da quanto tempo state scopando come animali?
“Da ore amore. L’ho fatta venire già più di una volta, e indovina? Le sono venuto dentro” ansimò.
“Da ore amore. L’ho fatta venire già più di una volta, e indovina? Le sono venuto dentro” ansimò.
“Cazzo piccolo” si strizzò il sesso tra le mani. “Questo è così eccitante. Sapevo che volevi un altro figlio e Alessandra è ben disposta a quanto vedo”
Lei si sentì tirata dentro e si girò: “Perché stai da una parte? Baciami, accarezzami. Mi mancano le tue labbra”
“Per ora piccola preferisco guardare”
“Invece stavo per chiederti di incularmi” disse con voce lamentosa lui. Alla sola idea il sesso guizzò e Alessandra se ne rese conto. Sergei si alzò. A quella prospettiva la volontà di continuare a guardare soltanto perse consistenza e abbassati pantaloni e boxer, esponendo una vistosa erezione, fu alle spalle del suo ragazzo.
“Amore, sbattimelo dentro sennò impazzisco” squittì con voce femminea e il russo lo accontentò subito. Non servì nemmeno lubrificare, Francesco era più che pronto.
Alessandra percepì subito l’erezione farsi più consistente. Lo sbattere di Sergei si percuoteva su quello più feroce dell’altro uomo.
“Cazzo amore, è favoloso. Ti sento così bene” disse l'italiano in estasi.
“Il mio piccolo italiano rotto in culo. Come amo chiavarti piccola puttana”
“Dimmelo ancora, ti prego, dimmi che sono la tua baldracca. Amo sentirtelo dire”
“Sei una grandissima troia piccolo, la più puttana di tutte le puttane che mi sono sbattuto. E tu sai che sono parecchie” sghignazzò mostrando il dente d’oro. Alessandra era sulle spine. Se da una parte la situazione la eccitava, dall’altra si domandò se fosse razionale pensare di mettere su famiglia con una coppia gay. Concepire un figlio con un uomo effeminato e schiavo del cazzo. Ma se lui diceva di amarla, lei aveva intenzione di andare fino in fondo. Se doveva affondare voleva farlo per bene. Per colpa di quei dubbi questa volta Alessandra non venne mentre i due uomini sì. Entrambi. Dopo si gettarono come animali l’uno addosso all’altro. Baciandosi violentemente.
“Il mio piccolo italiano rotto in culo. Come amo chiavarti piccola puttana”
“Dimmelo ancora, ti prego, dimmi che sono la tua baldracca. Amo sentirtelo dire”
“Sei una grandissima troia piccolo, la più puttana di tutte le puttane che mi sono sbattuto. E tu sai che sono parecchie” sghignazzò mostrando il dente d’oro. Alessandra era sulle spine. Se da una parte la situazione la eccitava, dall’altra si domandò se fosse razionale pensare di mettere su famiglia con una coppia gay. Concepire un figlio con un uomo effeminato e schiavo del cazzo. Ma se lui diceva di amarla, lei aveva intenzione di andare fino in fondo. Se doveva affondare voleva farlo per bene. Per colpa di quei dubbi questa volta Alessandra non venne mentre i due uomini sì. Entrambi. Dopo si gettarono come animali l’uno addosso all’altro. Baciandosi violentemente.
“Che accoglienza. Dovresti farlo ogni sera”
“Andare a scoparmi la vicina?”
“Andare a scoparmi la vicina?”
“Certo. Perché no. La nostra Alessandra adorabile” le fece un buffetto ma lei nervosa e preferì andarsi a vestire. “Le ho chiesto di venire a stare da noi”
A Sergei brillarono gli occhi: “Piccolo ti amo. È un’idea formidabile. La metteremo incinta. Non mi dispiacerebbe un piccolo bielorusso per casa”
“Sapessi a me” tornarono a baciarsi.
A Sergei brillarono gli occhi: “Piccolo ti amo. È un’idea formidabile. La metteremo incinta. Non mi dispiacerebbe un piccolo bielorusso per casa”
“Sapessi a me” tornarono a baciarsi.
Quando Alessandra uscì dalla doccia, li trovò abbracciati sul divano. Si coccolavano teneramente. Pensò se sarebbe mai davvero entrata a far parte di quel nucleo famigliare così collaudato. Ma il pensiero a un domani fatto di orgasmi a non finire e della gioia della maternità, le mise addosso un’enorme euforia. Decise che avrebbe smesso di provare dubbi, godendosi solo il futuro, che si prospettava fantastico più che mai.

Nessun commento:
Posta un commento