martedì 25 ottobre 2011

Attrazione incontenibile

Autore: Lipsialove
Pairing: Alessandra- Gabriel Merz
Seguito di 'Insaziabile'
NC 17 vietato ai minori di 18 anni
Gabriel Merz non mi appartiene affatto, è tutto finalizzato ad un puro divertimento, non è a scopo di lucro


La giornata è calda e assolata. Sulla spiaggia i bagnanti si crogiolano al sole. Alessandra percorre il bagnasciuga, ai piedi degli zoccoletti rossi. Alla vita un pareo del medesimo colore. Indossa un bikini nero a triangolino. Ha solo un’ora di pausa e desidera trascorrerla su un lettino a sorseggiare un Mojito anche se da quando ha conosciuto Gabriel Merz non pensa altro che a cercare un pretesto per stare con lui. Rassegnata a trascorrere quel tempo libero da sola, si avvia verso l’ombrellone, ma giunta nei pressi delle cabine, due braccia forti e muscolose l’afferrano trascinandola all’interno. Scalciando cerca di liberarsi, ma una mano le tappa la bocca “Shh, sei una gatta selvaggia” riconoscendo l’accento tedesco avverte un languore al basso ventre e immediatamente il costume s’inumidisce.
“Gabriel” lo rimprovera una volta soli.
“Ciao tesorino” le sorride cacciando la lingua tra i denti. “Ti sono mancato?”
“Mi hai fatto morire di paura!” gli sferra uno scahiaffetto sul petto nudo.
“Povero il mio tesoro” l’attira in un abbraccio. “Il tuo Gabriel si farà perdonare” le bacia il collo.
“Smettila!” mormora senza convinzione.
“Fatti vedere! Sei uno splendore” indietreggia di un passo per osservarla, lasciandosi poi andare ad un fischio di approvazione. “Che tentazione. Vieni da me”
“Gabriel, se ci scoprono…”
“Alexa, ti piace se ti chiamo così, vero?” si avvicina spingendola contro la parete di legno. “Quando imparerai ad osare?” le scosta i capelli dal collo
“Gabri” ansima, anche il solo contatto con il suo corpo la rende infiammabile.
“Lo sento che mi vuoi” la blocca allargandole le gambe con il ginocchio “e non vedo l’ora di mostrarti quanto mi sei mancata” la mano scivola lungo il fianco, accarezzando il bordo del pareo.
Alessandra trattiene il fiato, tirando indietro il ventre.
“Sei così desiderabile” con estrema lentezza scioglie il nodo che lega l’indumento, che immediatamente cade al suolo.
Lei gli accarezza il petto villoso, soffermandosi sui peli, poi prosegue verso il capezzolo scuro. “Cavolo, sempre più sexy. Questa abbronzatura poi ti rende ancora più bello” con il dito percorre la peluria fino al costume bloccandosi a giocare con il laccetto.
“Lo sai che detesto quando fai così?”
“Ma io sono cattivella, voglio farti soffrire” sbatte le ciglia.
“Ah, è così?” ghignando, le blocca le braccia sopra la testa, poi la bacia con violenza. I loro ansiti si diffondono nella piccola cabina di legno. Allacciandogli una gamba alla vita lo avvicina a sé. I corpi strusciano l’uno all’altro. A dividere la loro pelle accaldata e umida un sottile tessuto. Il desiderio li consuma rendendoli impazienti. Gabriel la libera, scendendo a vezzeggiare il collo. Lo lambisce con la punta della lingua, gustando il sapore della salsedine mista a quella del suo bagnoschiuma alla frutta.
“Voglio proprio scoparti!” le sussurra sentendola vibrare sotto il suo tocco.
“Non ho pensato ad altro!” confessa la cameriera chiudendo gli occhi.
“Anche io, alla tua ciliegina succosa, che non vedo l’ora di gustare e al tuo culetto sodo nel quale affondare”
“Non perdere tempo!”
Gabriel scosta lo slip solleticando le labbra esterne che si schiudono a mostrare il bottoncino duro per l’eccitazione. Lo cattura tra le dita torcendolo, per poi spingere il medio nella fessura grondante.
Alessandra muove il bacino per incontrare il suo tocco, ma quando sente di non resistere più, gli abbassa il costume cacciando l’enorme erezione. La massaggia con la mano, poi se la porta vicino alla spaccatura pronta ad accoglierlo.
“Prendimi! Fammi sentire quanto mi vuoi!”
Con un colpo deciso è in lei, la riempie completamente. Senza lasciarle neanche il tempo di abituarsi a quell’intrusione, comincia a muoversi come una furia, un animale feroce.
Il corpo possente la schiaccia contro la sottile parete di legno escoriandole il sedere, ma quasi non se ne rende conto con quel pezzo di carne che si spinge violento nei meandri della sua femminilità.
Il piacere è immenso, lo incita a darle di più, a farle sentire tutta la sua potenza. Allaccia anche l’altra gamba ai fianchi. Gabriel la solleva mantenendola per le natiche. Alessandra alza le braccia per tenersi all’attaccapanni.
“Sei un toro, Gabriel! Scopami!” lo incita inappagabile. Ogni colpo la manda in estasi.
“Shhh” le tappa la bocca con un bacio “non vorrai mica farci scoprire”
Gemendo senza controllo, si spinge contro Gabriel circondandogli la schiena con le braccia.
“Sei una bambolina insaziabile” entra ed esce da lei.
Per non urlare, Alessandra affonda il volto nella spalla mordendola.
Gabriel fa una smorfia di dolore poi si muove verso la panca trascinando la ragazza con sé. “Cavalcami!” siede.
“Com’è bello” geme lei aumentando il ritmo. “Sì, adoro il tuo modo di fare l’amore, così animalesco” succhia il labbro inferiore, poi scende a lambire la cicatrice celata dalla barbetta, raggiungendo il mento. “Non mi stancherei mai del tuo sapore”
“Così stretta e ricettiva. Sembri fatta per il mio cazzo”sussurra accendendola.
“Parla ancora! Dimmi qualcosa!”
“Lo prendi così bene! Voglio scoparti anche qui!” scostato il costume, solletica il buchino tra i glutei che si contrae. Spinge il dito facendola ansimare.
“Mi farai impazzire!” si alza, posizionando il membro tra le natiche per poi prenderlo fino in fondo.
Una mano di Gabriel scivola tra le gambe a stimolarla “Sei una tigre, piccola!”
Un fremito la pervade “Adoro le tue dita” muove il bacino per incontrare il suo tocco. “Sanno sempre dove sfiorarmi” Sentendo sopraggiungere l’orgasmo, inarca la schiena. “Ci sono quasi”
“Mi piaci quando godi” aumenta il ritmo fino a quando lei non viene con un gemito soffocato.
Boccheggiante si stringe a lui “È stato fantastico, Gabriel”
Il tedesco cerca le labbra affamato, poi alzatosi ribalta le posizioni facendola sedere sul bordo della panca.
“Che hai in mente?” vogliosa Alessandra lascia vagare lo sguardo lungo il corpo sudato ed eccitato dell’amante.
“Di farti godere come meriti” inginocchiatosi, le sfila lo slip. Allargandole le gambe, giocherella con i peli del pube ormai fradici dei suoi umori. Le dita scivolano nella femminilità scostando le labbra esterne. La penetra con due dita, sforbiciando dentro e fuori.
Per non urlare lei si morde la lingua. L’ultima cosa che vuole è essere sorpresa in atteggiamenti equivoci con un cliente, anche se ormai, non può più considerarlo tale. I loro incontri si susseguono da parecchi giorni.
Quando avverte la sua bocca su di lei, un calore immenso l’attraversa “Ancora” lo supplica.
Gabriel assapora il nucleo del suo piacere, succhiandolo vorace. Si nutre goloso dei succhi che ormai gli inondano la lingua.
“È meraviglioso” mormora in preda all’estasi “ma non possiamo continuare a vederci così”
“Perché? Lo rende ancora più eccitante” agguanta il bottoncino ciucciandolo.
“Mi manderai al manicomio” gli infila le dita nei ricci tirandogli le ciocche.
“Io sono già pazzo di te, gattina” confessa passando la lingua lungo la fenditura.
Fremendo gli spinge la testa per indurlo ad aumentare il ritmo dei suoi attacchi. “Gabriel” mormora ondeggiando. L’orgasmo è vicino, ma lei tenta di allontanarlo per godere ancora della sua bocca carnosa. “Divorami!”
“Sei così appetitosa!” senza smettere il suo trattamento, alza lo sguardo verso di lei. In quel momento, l’estasi la coglie. Socchiude le labbra, le gote sono arrossate e il corpo velato da un sottile strato di sudore. Le gambe si contraggono, ma lui tenendole ferme, affonda in lei come un’ape in un fiore per catturare il polline.
Leccatosi le labbra imbrattate, si sporge verso di lei. La bacia allacciando la lingua alla sua. Sembra quasi che il desiderio invece di affievolirsi, aumenti d’intensità. I corpi bruciano e la voglia di amarsi esplode prepotente.
Sorridendo Alessandra lo attira a sé e lasciate scivolare le dita sull’asta ancora perfettamente eretta, la solletica.
“Così piccola.” Geme.
“Alzati! Mettiti in piedi davanti a me! Voglio vederti!” ordina lei.
Gabriel obbedisce ergendosi in tutta la sua prestanza. Alessandra lo guarda vogliosa.
“Amore” solletica il membro per poi avvicinare il viso.
Sentendole usare quel termine, lui sorride stranito.
Alessandra si rende conto di averlo turbato “Mi è scappato, scusa”
“No, piccola” si abbassa a prenderle il viso tra le mani “non scusarti. È questo che mi piace di te, sei così impulsiva e piena di sorprese”
“Davvero?”
“Ne dubiti?” e la bacia con dolcezza “Mi fai sentire bene, piccola” le lambisce il mento con piccoli baci risalendo di nuovo verso la bocca socchiusa.
“Meriti un premio” ridacchia maliziosa.
“Ci speravo” avvicina il membro eccitato al volto di lei “Eccoti il lecca lecca, tesorino”
circondatolo con le dita, sfiora il prepuzio con la punta della lingua.
Sentendolo fremere di piacere, lo lecca lungo tutta la superficie risalendo poi verso l’alto.
Impaziente Gabriel si morde il labbro. “Sei grandiosa! Prendilo tutto!”
“Adoro il tuo tronchetto, Gabriel” lo accoglie tra le labbra “così grosso, lungo e saporito” assapora il gusto salato dei loro umori.
“Sì, così! Me lo sai succhiare così bene” chiudendo gli occhi butta la testa all’indietro.
Lei lo spinge fino in gola, ciucciandolo con foga. Gabriel le artiglia i ricci premendole la testa verso il basso.
“La tua bocca è una fornace, gattina. Non ti fermare” la supplica ansimando.
Alessandra prosegue il suo pompino, giocherellando con i testicoli. È decisa a farlo impazzire di piacere, di regalargli uno dei più grandiosi orgasmi della sua intera esistenza.
“Mi farai morire” e quando lei viola il suo buchino tra le natiche, lui muove il bacino all’indietro per assecondare il suo tocco.
Sorpresa da quella reazione, lei aggiunge un secondo dito e sempre senza smettere di succhiare, le sforbicia all’interno.
Gabriel geme e un attimo i glutei si contraggono, segno che sta per venire. Alessandra invece di scostarsi, lascia che lui le inondi la gola con il suo seme. Lo ingoia vorace, per poi pulire l’uccello dai residui vischiosi.
“Sai di buono, Gabriel” gli dice perdendosi nei suoi occhi scuri.
Il tedesco la tira su, abbracciandola “Sei stata favolosa, piccola” incontra le sue labbra, assaggiando il suo stesso sapore “Dove hai imparato quella cosa con le dita? È stupendo sentirsi violare.”
“Ma le dita non sono grosse come il tuo…” la mano scende a sfiorare il membro “cazzo”
“Ottimo argomento, ma una volta di queste potremmo provare, non so…” la bacia dietro l’orecchio “qualcosa di diverso”
“A cosa pensavi? Sai che mi piace sperimentare” gli porta le braccia alle spalle attirandolo più vicino.
“Vedrai” dice vago, deciso a mantenere il più completo riserbo.
“Non vuoi anticiparmi proprio niente?” mette il broncio.
“Non fare i capricci” Gabriel la fa voltare. Alessandra appoggia la schiena contro il suo torace scolpito e si lascia andare. Lui le posa una scia di piccoli baci sulla nuca, percorrendo la colonna vertebrale “Ti desidero ogni momento di più. Mi ha lanciato un incantesimo”
“Gabri” ansima “devo tornare a lavoro”
“No” protesta lui circondandole la vita per timore che possa scappare via. “Non sono ancora pronto a lasciarti andare, micetta” torna a lambirle il collo.
“Mio dio” geme.
“Stanotte ho un programmino che ti farà perdere la testa” le comunica mordicchiando la pelle.
“Sei fortunato, non lavoro!”
“Lo so”
Si lascia coccolare. “Mi spii forse?”
“Ho le mie fonti” la mano scivola tra le gambe stimolando il clitoride arrossato per i continui assalti.
“Gabriel” le spalanca per concedergli maggiore accesso. “Di più”
“Sei sempre bagnata” portatosi il dito alle labbra succhia il suo nettare.
“Solo per te. Non vuoi anticiparmi nulla?”
”Sappi solo che ti porterò in un posto che ti piacerà da matti”
“Ora mi stuzzichi” caccia la lingua tra i denti.
“Preparati perché ti terrò occupata tutta la notte” le sussurrò all’orecchio “mi dirai tutto quello che vuoi che ti faccia”
“Sembra interessante”
“Voglio conoscere ogni tua fantasia” continua accendendola. “anche la più proibita”
“Non ne vedo l’ora, Gabriel” si districa dalla sua stretta e indossato lo slip, stringe il pareo alla vita.
“Che fai?” lui aggrotta la fronte.
“Devo lavorare, tesoro” si alza in punta di piedi e gli stampa un rumoroso bacio sulla bocca “Sai che il mio capo mi detesta. Scommetto che non aspetta altro una mia mossa falsa per mandarmi via”
Gabriel sorride malizioso “Anche dopo quel piccolo menage a trois?” la voce la calda ha sempre il potere di farla rimescolare dentro.
“Soprattutto. Credo sia gelosa che tu abbia scelto me!”
“Preferisco le more” l’agguanta prima che possa avvicinarsi alla porta. La bacia con ardore spingendola contro la parete. “Quanto sei bella Alexa! Eccitante e soprattutto insaziabile”
“Vorrei essere molto di più per te”
“Lo sei. Sappi che tra noi c’è molto più del sesso” le confessa mandandola in confusione.
Imbarazzata da quella confessione inaspettata, abbassa la testa “Che cialtrone sei” si blocca poi aggiunge “ma tanto dolce”
Piegando la testa di lato Gabriel sfiora le labbra con le sue. Alessandra le socchiude lasciandolo entrare.
Il bacio si prolunga per qualche secondo, poi a malincuore, la lascia andare “A stasera, passerotto”
Alessandra cerca di rendersi presentabile, poi esce dalla cabina. Nessuno la nota, almeno così pensa. Si avvia verso l’hotel, le gambe le tremano leggermente per quella sessione prolungata di ginnastica.
“Ma bene!” una voce femminile a lei familiare la costringe a voltarsi.
Riconoscendo Erika, la sua superiore s’irrigidisce.
“Posso fare qualcosa per lei?” cerca di sembrare il più naturale possibile.
La bionda le si avvicina scrutandola con attenzione “Ti sei fatta scopare per bene, a quanto vedo e sento” l’annusa “odore di sesso e maschio”
“Ero in pausa. Nel mio tempo libero posso fare e farmi chi voglio!” risponde a tono, detesta l’aria di sufficienza con cui la tratta.
“No, se chi ti scopi è un cliente!” replica incrociando le braccia al petto.
“Non mi sembra ti sia interessato quando era il momento di darti da fare” sussurra lanciandole un’occhiata densa di significati. “Hai goduto numerose volte o sbaglio?”
Erika si schiarisce la gola “Era una situazione estrema e…” gli occhi fiammeggiano “ in ogni caso, la pausa è finita da dieci minuti”
“Certo” sorride maliziosa, ma quando fa per allontanarsi, il suo capo la blocca. “Deve dirmi qualcos’altro?”
“Quell’uomo è un dio del sesso, vorrei tanto fare un altro giro!”
“Spiacente, è occupato e non ho intenzione di dividerlo” la guarda sentendosi finalmente superiore a lei.
“Perché non lo facciamo decidere a lui?”
“Mi ha fatto capire fin troppo bene chi vuole!”
“Che sgualdrina!” la fissa con una smorfia.
“Non credo di dover giustificare le mie azioni con lei!” Alessandra replica piccata.
“Posso licenziarti!”
“E io raccontare quello che è successo e il comportamento poco professionale tenuto da un mio superiore. Non mi minacci, non le conviene!” da quando ha cominciato la relazione con Gabriel il suo carattere si è rafforzato, ha cacciato una grinta che non credeva neanche di possedere.
“Il sesso con quello stallone ti ha fottuto il cervello!”
Alessandra alza le spalle “Mi ha reso diversa” e si avvia verso l’albergo, avvertendo il suo sguardo colmo d’ira su di lei.
“Non credere che rinunci a lui!” quando l’avvertimento la raggiunge, lei continua per la sua strada senza curarsene.



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