Insaziabile
Autore: Lipsialove-Sokogirl
Vietato ai minori di 18 anni
Isola di Minorca.
Gabriel Merz è steso al sole a bordo di una bellissima piscina in quell’Hotel a cinque stelle. Mentre si accarezza sensuale il ventre arrotondato dal troppo alcol, le pietanze gustose spagnole e l’ozio, nota dalle retrovie una misteriosa cameriera che lo guarda con cupidigia. Si avvicina a lui con un telefono cordless, pensa che forse è l'occasione che attendeva da un po’.
“Signor Merz, una telefonata per lei” il tedesco si abbassa gli occhiali lanciando sulla mora uno sguardo carico di desiderio. Alessandra si chiede come sia possibile che in mezzo a quelle avvenenti signorine in bikini, lui riservi uno sguardo tanto caldo a lei, vestita di tutto punto. Forse ha un debole per le cameriere. Sogna già il momento in cui lo rincontrerà, magari un tete a tete. “La ringrazio seniorita” fa in un pessimo spagnolo. Ale non sorride, avvampa. Gli occhi luccicano mentre le mani nello scambiarsi il telefono si sfiorano. Un brivido percorre la schiena dell’italiana che nel mentre si domanda: e se mi fa questo effetto una semplice carezza, cosa succederebbe se... non fa in tempo a domandarselo che dopo aver liquidato la telefonata in pochi minuti, Gabriel si abbassa su di lei. “Mi porterebbe un drink alcolico? Un Margarita magari”
“Certo”
“Ma non qui... in camera... fa troppo caldo per restare in piscina”
Alessandra teme di cadere dai propri tacchi. Le scarpe alte fanno parte della divisa. “Non... ehm... non sono autorizzata”
“La mia stanza è appena qui sopra, si autorizzi. Vedrà... Alessandra” sbircia il cartellino appuntato sul petto. Sentendogli pronunciare il suo nome con quell’accento tedesco così sexy, ha quasi un mancamento. Il cuore accelera i battiti. “Io…” balbetta non riuscendo a trovare un motivo valido per rifiutare.
“Ma non qui... in camera... fa troppo caldo per restare in piscina”
Alessandra teme di cadere dai propri tacchi. Le scarpe alte fanno parte della divisa. “Non... ehm... non sono autorizzata”
“La mia stanza è appena qui sopra, si autorizzi. Vedrà... Alessandra” sbircia il cartellino appuntato sul petto. Sentendogli pronunciare il suo nome con quell’accento tedesco così sexy, ha quasi un mancamento. Il cuore accelera i battiti. “Io…” balbetta non riuscendo a trovare un motivo valido per rifiutare.
“Non se ne pentirà, anzi ne porti uno anche per lei, pago io”. La giovane donna si allontana incredula. Non riesce a capacitarsi. Il suo sogno si sta avverando. L’uomo dei suoi desideri la vuole nella sua stanza! Con un sorriso di trionfo si procura i due cocktail e con fare deciso torna in albergo sperando di non essere notata dalle maestranze interne. Per sua fortuna nessuno bada a lei e a quei due drink che ondeggiano sul cabaret. Cammina piano per il timore di farli cadere o di cadere ella stessa. Appena sente i passi avvicinarsi, Gabriel Merz spalanca la porta della sua stanza. A vestirlo solo un asciugamano appuntato alla vita. “Era ora Alessandra! Sono assetato”
A quello spettacolo, lei resta a bocca aperta, la gola si secca. Ma intimorita, resiste a stento alla tentazione di scappare via.
“Mi scusi l’attesa” si giustifica arrossendo vistosamente.
“Mi scusi l’attesa” si giustifica arrossendo vistosamente.
“Non fa niente, sono propenso a perdonarla” così dicendo afferra il bicchiere e se lo tracanna in pochi secondi. “Mettiti comoda” passa ad un pratico tu.
“Beh... io...” vedendola titubante l’attore le afferra un braccio e la infila di prepotenza nella stanzetta. “Tranquilla. Nessuno si accorgerà se per qualche ora non ti fai vedere in giro”
Alessandra s’indispettisce, anche se l’eccitazione la sfianca: “Non posso, mi dispiace!”
Lui la guarda languido, gli occhi scuri sembrano volerla spogliare.
Le gambe della ragazza tremano: quell’uomo l’ha attratta fin da quando l’ha visto nella hall.
Gabriel si avvicina e le sfiora la manica della giacca “Vieni, sembri accaldata. Bevi qualcosa”
“Signor Merz, io...” balbetta.
“Chiamami Gabriel, tesorino!” l'attira a sé cosicché lei gli sbatte contro il petto umido. Come bruciata dalla sua pelle, si stacca immediatamente.
Lui scoppia a ridere “Guarda che non mordo mica.” Si volta e preso il drink dal vassoio, glielo porge.
Quando le dita si sfiorano, un calore improvviso le attraversa il corpo. Lo sorseggia cercando di non incontrare i suoi occhi, ma sono quasi una calamita. È la prima cosa che ha notat.
“Lo sai che sei proprio graziosa?” le va vicino. Gioca con un ricciolo “E hai dei capelli così morbidi” li annusa “profumano di frutta”
“Signor Merz…Gabriel” si corregge “io devo proprio andare” appoggia il bicchiere.
“E perché?” le circonda la vita con un braccio, impedendole di sfuggire.
“Devo lavorare, mi licenzieranno” abbassa lo sguardo e nota l’erezione fuoriuscire dall’asciugamano. Arrossendo imbarazzata, cerca di sfuggire alla sua stretta.
“Sai ti ho notata subito”.
“Davvero?” gli occhi le brillano.
“Sì, eri diversa dalle altre. Te ne stavi in disparte, mentre tutte tentavano di attirare la mia attenzione”
“Ero intimorita”
“Da me?”
“Sì, sei un attore famoso, mentre io sono una semplice cameriera. Tu puoi avere qualunque ragazza tu voglia, modella o attrice”
“Io voglio te” Gabriel le alza il volto con un dito.
Lo guarda “Vuoi me?”
Lui annuisce e abbassandosi la bacia.
Dopo un attimo d’incertezza lei si lascia andare. Pensa che va ben oltre le sue aspettative.
Senza smettere di baciarla, il tedesco le sfila la giacca, poi passa a sbottonarle la camicia, un bottone dopo l'altro.
Ale appoggia i palmi sul suo petto, accarezzando il ciuffetto di peli.
Gabriel si stacca solo per un attimo, poi torna a reclamare la sua bocca. Lasciando cadere la camicia sul pavimento, la cameriera indietreggia verso il letto sfatto.
Si siede e lo guarda vogliosa, è talmente bello da non riuscire a capacitarsi che abbia scelto lei. Lasciando vagare lo sguardo lungo il suo corpo, lo osserva per qualche istante. Sulle braccia muscolose, il petto tonico e quell'accenno di pancetta che lo rende ancora più sexy ai suoi occhi. Con un dito lo sfiora. Scendendo verso il ventre, segue la scia di peluria scura che sparisce nell'asciugamano.
Gabriel la spinge supina e stesosi su di lei, torna a baciarla. Le labbra si spostano sulla guancia, poi scendono a lambire il mento, giù fino al collo. Ale geme sommessamente, mentre il tedesco le abbassa le spalline del reggiseno di pizzo. Bacia la spalla: “Sei davvero stupenda” scopertole i piccoli seni, ne sfiora uno con il dito, sollecitando il capezzolo con movimenti rotatori.
“Come piacciono a me, piccoli e sodi. Perfetti” prende i due seni a coppa.
“Vorrei fossero un po’ più grandi” confessa la ragazza arrossendo di vergogna. Non le è mai piaciuto il suo corpo, l’ha sempre considerato brutto e inadeguato.
“Perché? Sono adorabili” ne bacia prima uno e poi l’altro; “Non cambiare niente del tuo fisico!”
Rassicurata dai suoi complimenti, lei sorride e annuendo, si lascia andare ai suoi baci ardenti.
Gabriel le slaccia l’indumento e ricomincia a vezzeggiare un capezzolo roseo. Lo mordicchia sentendolo indurirsi.
“Stupendo” sussurra Alessandra buttando la testa all’indietro.
Mentre lei si contorce sotto di lui, Gabriel ripete la stessa tortura anche all’altro capezzolo, succhiandolo vorace.
Gabriel scivola lungo il suo corpo, lasciandole una scia umida fino al ventre.
Le alza la gonna mostrando le mutandine. Quando la sfiora attraverso la biancheria, lei geme e per lui è un invito a continuare “Ti piace, vero, gattina?”
Ale annuisce, la sua inesperienza, la porta a voler scoprire tutto ciò che lui può farle. Desidera che sia lui, uno degli uomini più affascinanti che abbia mai visto, a insegnarle a fare l’amore. Quando Gabriel l’accarezza scostando la stoffa, non riesce a reprimere un gemito.
Gabriel sorride, i suoi lamenti sono sinfonia per le sue orecchie. Con il dito medio e l'anulare solletica le labbra esterne, le stuzzica lentamente. Eccitata, Alessandra allarga le gambe: “Ancora” lo supplica.
Lui poggia la mano sul monte di Venere per stimolare il clitoride, lo picchietta e poi muove le dita avanti e indietro.
Grida di piacere, invitandolo a continuare. “Mi stai facendo morire, Gabriel!” mentre una scarica elettrica si propaga lungo la schiena.
Ghignando maligno, scivola su di lei e alzandole una gamba le bacia l’interno coscia. “Ti farò impazzire, gattina”
Risale fino alla femminilità e appoggia il naso sull’intimo, solleticandola attraverso la biancheria. Con i denti abbassa lo slip “Voglio proprio assaggiarti”
L’italiana trattiene il respiro e quando la sua bocca si posa sulla sua femminilità, si lascia sfuggire un gridolino: “Oh, sì” appoggia i gomiti ai cuscini, mentre Gabriel la gusta con entusiasmo, come se stesse succhiando una pesca succulenta. Con le labbra tira il clitoride, titillandolo anche con un dito. Si sposta verso la vagina e, una volta raggiunta, spinge la lingua all’interno. “Non mi stancherei mai di mangiarti” confessa lui mentre riprende fiato un attimo.
Affondando le dita nel lenzuolo, lei butta la testa all'indietro. Lo supplica di continuare, di non fermarsi.
Gabriel aumenta il ritmo aiutandosi anche con le dita, vuole davvero farla impazzire. Renderle quell’esperienza indimenticabile.
Sentendo prossimo l’orgasmo, gli afferra i ricci e li stringe fino a fargli male “Sto venendo!” urla in italiano. La lingua tedesca la conosce, ma in quel momento non saprebbe dire neanche il suo nome. Gli inonda la bocca con i suoi succhi. Lui se ne disseta avidamente fino a quando non ne è satollo.
“Non credevo mi sarebbe piaciuto tanto” sussurra lei. Gabriel alza la testa e le rivolge un sorriso maligno.
Leccandosi le labbra voglioso, risale lungo il suo corpo e quando si trova ad un soffio dalla sua bocca socchiusa la bacia facendole assaggiare il suo stesso sapore. Le accarezza la lingua con la sua.
Con una mano si libera dell’asciugamano, insinuandosi tra le sue gambe dischiuse.
“Sei pronta a godere ancora e ancora, piccola?” affonda il viso nel suo collo, lambendolo con la punta della lingua.
Ale annuisce e quando Gabriel si scosta, lei ha una perfetta visuale dell’enorme sesso eretto.
Intimorita dalle dimensioni e soprattutto dalla sua completa inesperienza, lei si blocca.
“Ora voglio farti godere come meriti!” le sussurra, abbassandole la gonna.
Una volta che l’ha nuda sotto di lui, Gabriel prende posto tra le sue gambe. La mano scivola a solleticarla e quando sente che è pronta ad accoglierlo, si spinge in lei. Gemendo per quell’intrusione improvvisa, s’irrigidisce. Gabriel la guarda interdetto, ma lei gli sorride facendogli cenno di continuare. Lui comincia a muoversi, andando sempre più a fondo. Per il dolore Ale si morde il labbro e solo quando il pene tocca un punto sensibile, il piacere subentra al dolore. “Sì, stupendo!” lo attira a sé circondandogli le spalle con le braccia.
Gabriel più che felice di accontentarla, si muove con vigore. La ragazza lascia scivolare le braccia fino alle natiche. Le agguanta approfondendo la penetrazione, il piacere sembra sommergerla. Lo sente possente dentro di lei e abbassato lo sguardo, lo vede entrare e uscire dal suo corpo. Eccitata all’inverosimile, porta in avanti il bacino a incontrare le sue spinte.
Non sapendo di preciso come comportarsi, Ale si lascia guidare dal suo istinto. Gabriel Merz è il suo sogno erotico e intende approfittarne il più possibile. Non le interessa che sia un cliente e che rischi il licenziamento. In quel momento pensa solo a lui e al piacere che le fa provare.
Gabriel l’attira seduta e cerca le labbra. “Tutto bene?” le ricopre il volto di baci delicati.
“Sì, non ti fermare!” incrociando i suoi occhi scuri, Ale avverte un tonfo al cuore. Allunga una mano e gli sfiora la bocca, soffermandosi sulla cicatrice che in un primo momento non aveva notato perché coperta dalla barba. “E questa?” vi passa il dito.
“Un’aggressione tempo fa”
“Ti da un’aria da duro” gli sorride Gabriel scoppia a ridere.
“Incute timore?”
“No, è sexy, ma questo lo saprai già!”
Un colpo particolarmente violento le strappa un grido “Mi spiace, so che è tutto nuovo per te, non volevo essere così irruento prima, ma…”
Non riesce a terminare la frase perché lei lo zittisce con un ennesimo bacio “Non scusarti. È tutto perfetto. Non avrei mai sperato che sarebbe stato così bello” Il piacere è immenso, il suo pene tocca punti che non sapeva neanche di avere.
“Ora facciamo sul serio, piccola! Cavalcami!” e le appoggia le mani sui fianchi per guidarla, indurla a muoversi più velocemente. “Sì, così. Avanti e indietro, bravissima!”
L’allieva segue ogni suo consiglio del suo maestro e Gabriel eccitato all’inverosimile, si spinge implacabile mantenendo lo sguardo fisso nel suo. “Sollevati leggermente e poi risiediti su di me”
Lei obbedisce prendendolo ancora più in fondo. Lo bacia, e sentendosi prossima al picco, aumenta il ritmo. Quando un secondo orgasmo la investe, sopprime un grido affondando nella bocca del suo amante. Un’ultima spinta e anche Gabriel viene dentro di lei.
“Wow” sussurra stremata. Affondato il volto nel suo collo, lo riempie di baci.
“Perché non me lo hai detto che eri vergine?” le sussurra accarezzandole la schiena con i polpastrelli.
“Temevo mi avresti respinto” confessa timidamente.
“Che sciocchezza. Sei troppo desiderabile” Gabriel sposta una mano tra le sue gambe e raccolti gli umori, se li porta alle labbra “e appetitosa” gliele avvicina al viso.
“Che sciocchezza. Sei troppo desiderabile” Gabriel sposta una mano tra le sue gambe e raccolti gli umori, se li porta alle labbra “e appetitosa” gliele avvicina al viso.
Alessandra le succhia, poi lo scruta incuriosita “Voglio che m’insegni!” azzarda quella richiesta.
Un lampo attraversa gli occhi del tedesco: “A me sembra che tu abbia imparato più che bene, piccola”
Le gote della ragazza diventano porpora “Voglio imparare a darti piacere, a farti godere, Gabriel”
“Davvero?”
Lei annuisce e a quel punto Gabriel la fa alzare dal suo grembo per mettersi supino.
Si stende attirandola più vicino: “Comincia a toccarmi, a prendere confidenza”
Ale appoggia le labbra sul petto villoso, lo sfiora con un piccolo bacio, mentre con le mani giocherella con un ciuffetto scuro.
Sentendolo sospirare, si sposta verso un capezzolo “Così?”
“Non ti fermare, piccola. Sei bravissima, agli uomini piace”
“Il tuo corpo è così bello, maschio, possente” mormora tra un bacio e l’altro.
“Continua!”
Con la lingua scivola verso il basso, seguendo la scia di peluria. Raggiunto l’ombelico, lo succhia, poi mordicchia la pelle.
“Impari in fretta, gattina!” le afferra la mano e se la porta tra le gambe.
Toccando l’enorme erezione, tituba, ma il suo sorriso rassicurante, la induce a violare, a tentare qualunque cosa. Accarezza il sesso con il palmo, per percorrere poi tutta la superficie. Le dita si posano sul prepuzio umido.
“Appoggia la bocca, sfioralo con le labbra”
E quando lei esegue il suo ordine, Gabriel si lascia sfuggire un gemito sommesso. “La tua bocca è spettacolare”
Aiutandosi con la mano lo spinge fino in gola e comincia a succhiarlo, prima timidamente, poi sempre con maggiore foga. Mordicchia il prepuzio, leccandolo.
“Cazzo!” impreca lui nella sua lingua madre. “ci sai davvero fare”
Alessandra alza lo sguardo e sorride conscia di avere il controllo. Non credevo ne sarei stata capace!
“Vado bene?”
“Perfetta, passerotto” Ansimando, Gabriel aggiunge “Solletica anche le palle”.
Presa dall’entusiasmo, la ragazza giocherella con i testicoli, li mordicchia fino a farlo gemere di piacere.
“Sei arrapante, gattina” Gabriel osserva la testa muoversi lungo la sua asta e in un attimo è di nuovo pronto a ricominciare, ma gli piace troppo per fermarla.
Ale lo lecca, soffermandosi sulla punta luccicante.
Improvvisamente lui la blocca e prendendola per mano, la fa scendere.“ Mettiti ai piedi del letto, apri le gambe e appoggia le mani sul lenzuolo!”
“Che hai in mente?” ridacchia.
“Non fare domande! Obbedisci da brava bambina!”
Lei scatta giù dal letto facendo come le ha ordinato.
“Piegati in avanti”. Gabriel la raggiunge alle spalle e si abbassa a baciarle la schiena. Con la lingua percorre la spina dorsale. Sentendola fremere continua la sua corsa fino a raggiungere la sua femminilità. La sfiora con la lingua.
“Gabriel, sì, leccami” lo supplica allargando maggiormente le gambe.
“Ti piace essere divorata da me, non è vero piccola?” con le dita dischiude le labbra esterne e comincia a succhiare il nocciolino.
“Sì, è stupendo!” urla in preda all’estasi. In pochi minuti la porta a un nuovo e violento orgasmo, ma lui non le da il tempo di riprendersi che la penetra con un solo colpo. Gabriel si ritrae per poi affondare in lei in profondità. Gemendo senza sosta, Ale muove il bacino per incontrare le sue spinte sempre più veloci e violente. I capelli ormai bagnati si attaccano al collo e alle spalle e le gote arrossate per il continuo e sempre crescente piacere. Con le dita Gabriel solletica la fessura inviolata tra le natiche, la stimola. Spinge il dito all’interno sforbiciandolo velocemente.
“Voglio scoparti anche qui!” le dice sostituendo il membro alle dita.
Sentendosi spaccata in due, urla. “Fermati!” il dolore è insopportabile.
“Lo so che fa male, piccola” rallenta i suoi movimenti. “devi rilassarti. Fai un profondo respiro”
“No! Non ci riesco”
“Va bene, piccola” si blocca e lasciando scivolare la mano, stimola il clitoride gonfio e bisognoso di attenzioni. “Ora passa” esce da lei e continua a darle piacere fino a quando non la sente urlare “Sto venendo”
“Dammi il tuo nettare, gattina! Voglio dissetarmi della tua dolce essenza” la spinge nuovamente supina affondando il volto tra le sue cosce e quando lei gli inonda la bocca, succhia ingordo. “Delizioso. Assaggia!”
Alessandra lecca, poi non contenta, attira Gabriel in un ennesimo bacio gustandolo dalla sua bocca. “Non mi stancherei mai di fare l’amore con te. Vorrei restare qui con te” gli solletica le labbra con le sue.
“Cosa te lo impedisce?” e a volerla convincere, torna a baciarla con trasporto. “Resta!”
“Non dovrei neanche trovarmi qui con te”
“Andiamo!” la prende in braccio “Sei un uccellino, non pesi niente”
Ale arrossisce “Ho preso un paio di chili, invece”
“A me piaci così”
“Dove mi porti?” domanda, ma quando lui la conduce nell’enorme stanza da bagno, ottiene la sua risposta.
Estasiata si guarda intorno. Al centro, un’enorme vasca di marmo con idromassaggio, lavandini anch’essi di marmo nero e specchi ovunque. In un angolo la cabina della doccia. Lo vede avvicinarsi e aprire il getto d’acqua.
Alessandra freme nell’attesa di fare la doccia con lui, di poter insaponare il corpo maschio e magari di fare ancora l’amore. Si morde il labbro inferiore e attende la sua prossima mossa.
Lo sguardo si posa sull’erezione ancora svettante e ridacchia pensando che aveva un’opinione ben diversa dei maschi teutonici. Altro che freddi!
Quando gli occhi si posano sul suo viso, si accorge che anche lui la sta fissando. Negli occhi una luce di lussuria. Le porge la mano invitandola a raggiungerla e una volta che è tra le sue braccia, Gabriel le cerca le labbra. La bacia con dolcezza e intensità, quasi come se da quello dovesse dipendere la sua esistenza. Ale sente le gambe diventare gelatina, tanto che lui deve sorreggerla per impedirle di cadere.
“Attenta, piccola” le sorride accarezzandole il volto con il dorso della mano “non vorrai farti male”
“Fortuna che ci sei tu” arrossisce “i tuoi baci mi fanno questo effetto”
“Come sei tenera” le sfiora la bocca socchiusa con la sua.
Circondandogli le spalle con le braccia l’italiana risponde al bacio.
Gabriel la solleva e lei gli stringe le gambe alla vita. Spingendola contro il vetro della cabina doccia, entra in lei. Mentre i colpi si susseguono decisi, le bocche s’incontrano ancora. Alessandra lo sente duro e vigoroso. “Gabriel, oh sì” ripete come una cantilena.
“Mi sento a casa dentro di te, tesorino” le confessa nella propria lingua, ma la fanciulla è talmente presa dal piacere da non comprendere neanche una parola. Affondando il volto nel suo collo, si stringe a lui. Gli lascia una scia umida risalendo verso l’orecchio. Lambendo con le labbra la pelle, si sposta dietro il lobo. “Sei un ottimo maestro” ansima.
“E tu un’allieva diligente” e senza smettere di scoparla, Gabriel piega la testa di lato per agevolarle l’accesso “Sei magnifica! Una continua scoperta!”
“Ti voglio, Gabriel” gli accarezza le spalle muscolose.
“Vieni sotto l’acqua!” e dopo aver aperto la porta a vetri, la spinge sotto il getto. Gli stimoli continuano vigorosi tanto che lei in pochi istanti raggiunge il suo ennesimo orgasmo. La fa godere talmente che ne ha quasi perso il conto. Le gambe le dolgono e anche la sua ciliegina è arrossata e dolorante per i continui assalti.
Gabriel spinge contro la parete e uscendo da lei si lascia scivolare in ginocchio. Con le dita la schiude rivelando il bocciolo gonfio e arrossato. Lo titilla con la lingua e lei ha un tremito piegandosi sulle gambe.
“Ferma!” le allarga maggiormente le cosce. “Com’è appetitosa e dopo che sei venuta, mi piace anche di più. Così gonfia e saporita. Sei come una ciliegia matura” cattura il pezzettino di carne tra i denti e lo tira leggermente.
Piagnucolando, lei si dimena, arcuando la schiena e appoggiando la testa contro la parete “Ancora! Non ti fermare! Succhiami!”
“Voglio divorarti, piccola! Mi fa impazzire il tuo sapore”
Senza smettere di succhiarla, solletica il clitoride con le dita e nonostante sia appena venuta, Alessandra grida raggiungendo un’altra volta il picco.
Stremata, si lascia scivolare sul fondo della cabina e ansimando, lo guarda estasiata. Sente che potrebbe anche perdere la testa per quell’uomo, innamorarsi e lasciare tutto per seguirlo.
Gabriel si lecca le labbra assaporando ancora i residui dei suoi umori, poi si piega su di lei e la bacia con dolcezza. Appoggiando le mani contro la parete, s’insinua di nuovo tra le sue cosce aperte, senza penetrarla. Le solletica il labbro superiore con la lingua. “Non mi stancherei mai del tuo sapore, gattina”
“Con te vicino, sono sempre eccitata, Gabriel” gli confessa, stupendo perfino se stessa di quelle parole.
L’acqua scorre inesorabile su di loro, ma entrambi sono talmente presi l’uno dall’altra da non accorgersene quasi. Gli occhi verdi della ragazza si perdono in quelli scuri di Gabriel, come se tentasse di leggervi nel profondo.
“A cosa pensi?” le domanda l’attore scostandole un riccio bagnato dalla fronte.
“Sto bene qui, con te, tra le tue braccia” sussurra in estasi.
Lui sorride “Parli come se dovessi già andartene. Ho altri programmi per noi due, dolcezza” aggiusta una ciocca dietro l’orecchio.
Alessandra lo abbraccia stretto, baciandogli la spalla: “Beata la tua donna! Si sentirà amata e coccolata”
“Non ho nessuna donna, almeno non ancora” le strizza l’occhio, poi l’aiuta ad alzarsi.
Il cuore le batte con violenza. Per un attimo spera che si sia posto anche per lei nella sua vita.
Indietreggia di un paio di passi trovandosi nuovamente sotto il getto. Sospirando chiude gli occhi, godendosi il tocco corroborante dell’acqua calda.
“Sei davvero bella, Alessandra” la osserva.
Sentirgli pronunciare il suo nome le provoca un fremito. Lo guarda vogliosa e cacciando la lingua tra i denti, decide di regalargli uno spettacolino. Presa la spugna, versa un po’ di bagnoschiuma. Avvertendo il suo sguardo su di lei, s’insapona sensuale. Si sfiora un seno, disegnando dei cerchi concentrici attorno al capezzolo roseo. Lo lambisce delicatamente con la punta delle dita.
Gabriel si avvicina per abbracciarla, ma lei lo respinge prontamente: “Buono!”
“Sei crudele” protesta lui mettendo il broncio. “Prima mi fai arrapare e poi non vuoi che ti tocchi!”
“Che bambino capriccioso!” lo guarda sogghignando. “Resta lì!”
“Vuoi farmi impazzire?” appoggia la schiena contro la parete, pronto a godersi lo show.
Annuendo lei prosegue il suo cammino e scendendo lungo l’addome, raggiunge il ventre piatto. Si ferma e risale fino al collo.
Eccitato, Gabriel si circonda il sesso e comincia a masturbarsi.
“Non ti toccare!” lo riprende.
“Uffa!”
La sua espressione imbronciata le trasmette tenerezza, ma non intende cedere. Si sfiora tra le gambe, immaginando siano le mani del suo amante.
“Sei fantastica, bambolina. Me lo stai facendo diventare di pietra” geme.
Alessandra lascia vagare lo sguardo lungo il corpo bagnato di Gabriel e si sofferma sul membro eretto poggiato sull’addome. “Sei un toro, Gabriel. Non sei mai sazio!” incapace di resistere oltre, gli fa cenno di avvicinarsi.
Lui la attira tra le braccia e sostituisce la mano con la sua, solleticandole la femminilità nuovamente eccitata.
“Sì1 Toccami! Fammi godere!” allarga le gambe per facilitargli l’accesso.
Gabriel le cattura il lobo tra i denti “Ti scoperò fino a quando non potrai più camminare”
“Sono tua, Gabriel”
Il tedesco la spinge contro la parete e senza attendere oltre, affonda in lei, penetrandola con un solo colpo.
Gridando di piacere, lo attira portandogli una gamba alla vita “Scopami! Voglio sentirti possente dentro di me, ti prego.” Lo supplica “Ne ho bisogno”
“Dopo questa esperienza sarai una donna nuova, tesoro” le sussurra sferzandola con il suo sesso.
“Ancora! Più veloce!” in balia del piacere lo incita e un attimo dopo Alessandra viene ancora, ma Gabriel non ha alcuna intenzione di fermarsi. Esce da lei solo il tempo per farla girare, poi la penetra da dietro, appoggiando il torace contro la sua schiena. Le mani si uniscono, i respiri sono affannosi, mentre il vapore appanna i vetri.
Gabriel si conficca inesorabile dentro di lei, facendole percepire la sua irruenza, ma anche infinita dolcezza. Le bacia il collo, la fa sentire apprezzata sussurrando anche paroline piccanti, che contribuiscono a infervorarla.
“Portami di là, Gabriel!” Alessandra si volta a guardarlo.
“Come la signorina comanda” sorride chiudendo il rubinetto. Afferrato un asciugamano bianco, avvolge entrambi tamponando leggermente.
Gabriel allunga una mano verso l’armadietto e ghignando, prende una bottiglina con un liquido ambrato. “Questo ci servirà” glielo mostra: olio per massaggi. Intrappolandole le labbra in un bacio ardente, la conduce verso l’altra stanza. L’asciugamano è abbandonato lungo il tragitto fino al letto.
“Stenditi!” le ordina.
Alessandra obbedisce appoggiandosi sui gomiti, le gambe socchiuse e gli occhi fissi sull’amante tedesco.
“A pancia sotto, gattina” la raggiunge sedendosi e osservando il suo fondoschiena.
Lei volta la testa nella sua direzione “Che fai?”
“Ti guardo, bambolina” versatosi dell’olio sulla mano, Gabriel lascia scivolare il palmo lungo la schiena “la tua pelle è liscia e morbida” giunge fino alle natiche.
Sospirando, Alessandra chiude gli occhi e si lascia andare al suo tocco.
“Sei pronta?” Gabriel risale percorrendo la spina dorsale.
“Non vedo l’ora” squittisce.
Il tedesco appoggia entrambe le mani sulle spalle e comincia a massaggiarle lentamente. Pian piano scende lungo la schiena, mentre con la bocca le sfiora la nuca.
“Gabri” mormora in estasi.
“Ho intenzione di farti perdere la testa, piccola” le sussurra succhiando il lobo dell’orecchio.
“Troppo tardi. L’ho già persa” gli confessa. Nonostante i suoi trentasei anni, si sente una ragazzina. Quell’uomo ha davvero fatto breccia nel suo cuore.
“Sei dolce, tesorino” le mani unte continuano il loro cammino fino a raggiungere le natiche piccole e sode. “come una crostatina alla crema con tanta frutta”
“Adoro sentirti parlare”
“Io adoro carezzarti” sfiora la fessura con un dito, la solletica lentamente.
Gemendo la ragazza arcua la schiena, ma lui la spinge verso il basso “Non ti muovere, ci penso io a te” spinge l’anulare all’interno penetrandola, poi allargandole le natiche versa dell’olio all’interno.
Alessandra si morde il labbro “Gabri”
“Voglio prendermi cura di te” affonda un secondo dito e sforbicia all’interno.
“Sì, ancora!” si muove incontrando le sue spinte.
“Sei davvero dispettosa, bambolina. Dovrò punirti!” negli occhi dell’attore un lampo.
“Sono una bambina cattiva. Puniscimi!” sbatte le ciglia.
“Ma che insolente” abbassa il volto sul suo sedere e lo morde con forza.
“Ahi!” si lamenta,.
Gabriel infierisce, ripetendo un altro paio di volte la tortura, poi schiaffeggia la natica fino a quando non la sente lamentarsi.
“Hai imparato la lezione?”
“Sì” annuisce lei piagnucolando, ma in realtà avverte un formicolio al basso ventre che l’eccita all’inverosimile.
“Bene!” ghignando sostituisce la lingua alle dita.
“Gabri, sì” lo incita.
Continua a scoparla con la lingua, poi si sposta tra le pieghe della sua femminilità. La solletica aiutandosi anche con la mano e i pochi istanti la sente venire. Invece di smettere aumenta il ritmo fino a quando lei non urla di piacere.
“Credo che i vicini di stanza si lamenteranno, dolcezza” ridacchia “forse la direzione mi caccerà dall’hotel per schiamazzi!”
“Gli ospiti saranno tutti in spiaggia” replica Alessandra “non ci sentirà nessuno”
“Meglio così” succhia il suo nettare “sei succosa”
“Solo per te” ansima cercando di riprendersi. Pensa che forse le verrà la cistite a furia di orgasmi, ma che l’accoglierebbe con gioia.
“Voglio scoparti il culo!” annuncia.
“Fa troppo male” scuote la testa con decisione “ho paura”
“Non ti preoccupare” le allarga le gambe e si stende su di lei sovrastandola con il suo fisico massiccio “te lo farò piacere” la solletica con la mano lubrificata e la prepara ad accoglierlo. “Voglio mostrarti tutto. Non devi avere timore. Lasciati andare” le posa una scia di baci sulle spalle.
“Okay” ansima cercando di rilassarsi “con te non ho paura”
“Brava bambina, vedrai che ti piacerà” e quando sente che è abbastanza lubrificata, Gabriel spinge il membro con estrema lentezza.
Per il dolore Alessandra s’irrigidisce, ma lui cerca di rassicurarla fino a quando non si rilassa e lo accoglie dentro di sé.
Gabriel affonda il volto nel suo collo e si muove con decisione. Sedendo in mezzo al letto, l’attira a sé. Il torace appoggiato contro la sua schiena. La mano scivola tra le gambe a sfiorarla.
Sentendo il suo pene fino in fondo, Alessandra geme senza sosta, la testa piegata di lato e la bocca socchiusa.
“Come ti senti?” le chiede ansioso di donarle un’esperienza piacevole.
“È come se…” una spinta più vigorosa le impedisce di terminare la frase.
“Dimmi cosa provi, passerotto!” le stuzzica il clitoride.
“È così duro, possente. Ho tutto un fuoco” balbetta ansimando “ma è sempre così?”
“Sì, piccola, ma se ti sfioro quel punto speciale, vedrai le stelle. Godrai come una matta” esce da lei per sprofondare ancora di più “e ora?” le riempie il collo di baci incandescenti.
“Cazzo!” si lamenta stringendo il lenzuolo tra le dita. “Mi stai spaccando in due! Che bello!”
“Ti piace prenderlo nel culo, eh?”
“Mi piaci tu” confessa.
“Anche tu mi piaci, piccola” aumenta il ritmo degli affondi.
Sentendo sopraggiungere l’orgasmo Alessandra si sposta piegandosi in avanti e cambiando angolazione. Un colpo più potente la porta al picco. Stremata appoggia la testa sulla sua spalla.
Gabriel le bacia una guancia umida “Sei stata bravissima.
“Cavolo! Non potrò sedermi per un pezzo!” scoppia a ridere.
La sua risata è contagiosa e subito dopo anche Gabriel la segue.
Trascorrono i minuti successivi a chiacchierare come due vecchi amici. La ragazza gli racconta qualcosa della sua vita, mentre Gabriel le parla della sua carriera e dei motivi che lo hanno portato sull’isola. Incapaci di restare separati a lungo, ricominciano a fare l’amore.
Il capo del personale, Giusi, cammina di soppiatto nel corridoio delle stanze dalla 001 alla 0014 quando la sua attenzione viene richiamata dalle urla scomposte di due occupanti. Pensa che in un albergo abitato principalmente da vacanzieri non ci sia niente di anormale. Ma ad un tratto nota un dettaglio: i gemiti di lei sono in italiano! “Trovata la sgualdrina!” parla da sola. Non bussa nemmeno, trovata la scheda magnetica universale, apre la porta. Lo scenario è inequivocabile. Un bellissimo uomo muscoloso si muove abbassandosi e ritraendosi in rapida sequenza sul corpo della sua sottoposta. “Ma insomma! Ci diamo da fare!” ma questi, troppo rapiti dalla passione, nemmeno si avvedono di lei. Giusi, esasperata ma pure eccitata, prende il contenuto del bicchiere e lo tira addosso alle spalle di Merz il quale, non attendendosi liquido dall’altro, ma magari dal basso, si volta stranito. “Merda!” grida in tedesco. Alessandra cerca di riprendersi ma nulla, nemmeno l’essere sorpresa dalla sua capa le toglie dal volto il sorrisetto estatico dopo i numerosi orgasmi.
“Pensava che l’avessi assunta per fare i suoi porci comodi con i clienti? Sua zia mi ha chiesto in ginocchio di darle un lavoro”
Alessandra sospirando si giustifica: “Il mio comportamento è increscioso lo so. Ora vorrà licenziarmi...”
Gabriel attende da una parte, escluso dal dialogo tra italiane.
Gabriel attende da una parte, escluso dal dialogo tra italiane.
“Non solo dovrei licenziarla ma rimandarla in Italia a calci nel sedere” si abbassa per guardarla. “ha un bel sedere però. Vorrà dire che sarò propensa a mantenerla nel suo posto se vorrà concedermi il lusso di divertirmi”
Sorprendendo i due amanti, la donna si spoglia mettendo a nudo le generose grazie. Gabriel è eccitato dalla situazione. Ha avuto già esperienza a tre con donne e le ricorda assolutamente super eccitanti. Dopo avere impalmato la cameriera che glielo faceva rizzare, pregusta la possibilità di divertirsi con un’altra avvenente fanciulla.
“Sai occuparti di una donna da vero stallone a quanto ho visto e sentito. Continua a stantuffarti dentro Alessandra, però nel frattempo infila la testa tra le mie cosce”
Gabriel non capisce del tutto ma quando Giusi gli pone il capo tra le gambe e Alessandra attorciglia le gambe attorno alla sua vita in una muta richiesta, comprende. Gabriel si muove sulla mora, la testa piegata sulla vagina della biondina formosa. La sua bocca talentuosa si affanna ad assaggiare la carne desiderosa di attenzioni. La beneficiaria si spinge addosso alle belle labbra gridando “Sì, di più!” il tedesco la soddisfa iniziando una dolce quanto demoniaca suzione del clitoride. La vagina gronda, un invito a succhiarla aiutandosi con la lingua e con le dita su per lo spacco voglioso. “Brutta puttana, ti piace il suo cazzone vero?” fa Giusi rivolta alla connazionale.
“Da impazzire! Un orgasmo dietro l’altro”
“Anch’io sto per venire” confida e super eccitata, cerca la bocca della sottoposta. Dopo un bacio mozzafiato torna a voltarsi verso Gabriel. È talmente arrapata dall’idea di sperimentare il sesso di proporzioni equine che con delicatezza lo stacca dall’altra donna e si pone lei nella posizione del cane. “Fammi godere, maschione”
“Sarai servita” fa lui affondando con un sorriso sardonico. Trovatosi sprovvista del suo giocattolone di carne, Alessandra prende a titillarsi da sola. Intanto osserva gli altri due godere come non mai e si chiede come riesca Gabriel Merz a mantenere da oltre tre ore una costante erezione ed essere venuto una volta solamente. Pensa che sia un amante straordinario, al di sopra di ogni sua fantasia. Nel frattempo Giusi si lascia andare ad un orgasmo multiplo che la stordisce. Per liberarsi degli umori troppo abbondanti, l’uomo si caccia fuori il cazzo e lo sbatte sulla natica. “Fallo ripulire ad Alessandra” e lei, vogliosa di ritornare nella mischia, gattona fino a raggiungere il cazzo. Lo lecca in punta poi lo succhia. Giusi lo prende alla base sogghignando: “Puttana, assapori la mia essenza. Ti piace”
“Lo hai detto tu” risponde quando ha la bocca libera. “Sono una puttana”
“Da impazzire! Un orgasmo dietro l’altro”
“Anch’io sto per venire” confida e super eccitata, cerca la bocca della sottoposta. Dopo un bacio mozzafiato torna a voltarsi verso Gabriel. È talmente arrapata dall’idea di sperimentare il sesso di proporzioni equine che con delicatezza lo stacca dall’altra donna e si pone lei nella posizione del cane. “Fammi godere, maschione”
“Sarai servita” fa lui affondando con un sorriso sardonico. Trovatosi sprovvista del suo giocattolone di carne, Alessandra prende a titillarsi da sola. Intanto osserva gli altri due godere come non mai e si chiede come riesca Gabriel Merz a mantenere da oltre tre ore una costante erezione ed essere venuto una volta solamente. Pensa che sia un amante straordinario, al di sopra di ogni sua fantasia. Nel frattempo Giusi si lascia andare ad un orgasmo multiplo che la stordisce. Per liberarsi degli umori troppo abbondanti, l’uomo si caccia fuori il cazzo e lo sbatte sulla natica. “Fallo ripulire ad Alessandra” e lei, vogliosa di ritornare nella mischia, gattona fino a raggiungere il cazzo. Lo lecca in punta poi lo succhia. Giusi lo prende alla base sogghignando: “Puttana, assapori la mia essenza. Ti piace”
“Lo hai detto tu” risponde quando ha la bocca libera. “Sono una puttana”
“Devo sculacciarti però. Non va bene esserti infilata nella camera di un cliente, anche se bono da paura e superdotato” le intima. Alessandra, anziché liberarsi, si mette in posizione pronta a farsi fustigare. La sua ‘padrona’ la schiaffeggia con il palmo. Gabriel ride perché in realtà più che uno schiaffo sembra una carezza. Si sta eccitando ulteriormente all’idea delle due donne insieme. “Ma cosa sento...” lei sposta la mano tra le cosce. “Sei bagnata. Ti piace farti menare”
“Mi piace tutto! Voglio venire ancora e ancora!” ammette.
“Mi piace tutto! Voglio venire ancora e ancora!” ammette.
“Quante volte ti ha fatto godere il nostro generoso cliente?”
“Ho perso il conto, penso non meno di dieci volte”
“Ti verrà la febbre se continui così” le si avvicina e le tira leggermente i capelli. Dopo averla baciata, la fa girare e mettere sulla schiena. “Mangia la fragolina” fa a lui che si abbassa subito per raggiungere il sesso. Passa la lingua un attimo tra le pieghe, per poi avventarsi sul clitoride che tanto brama. “Oddio sì!” urla Ale tirando in alto le gambe per dare miglior accesso. Per lo stesso motivo Giusi la aiuta fino a che le ginocchia non toccano le spalle. “Sei bella quando godi” fa la bionda sfiorando con il dito le labbra schiuse. Alessandra lo succhia con cupidigia. Una volta che l’indice è umido, Giusi lo passa intorno al capezzolo eretto. “Sono troppo attraenti questi chiodi così duri. Te li succhierò per bene” e come promesso si abbassa a succhiare. Super eccitata, Alessandra si scopre desiderosa di toccare tra le gambe quella donna. Non l’ha mai fatto ma sente di averne bisogno. E quando trova tra le labbra vaginali il clitoride, ci passa sopra un dito compiendo rotazioni irregolari.
“Ho perso il conto, penso non meno di dieci volte”
“Ti verrà la febbre se continui così” le si avvicina e le tira leggermente i capelli. Dopo averla baciata, la fa girare e mettere sulla schiena. “Mangia la fragolina” fa a lui che si abbassa subito per raggiungere il sesso. Passa la lingua un attimo tra le pieghe, per poi avventarsi sul clitoride che tanto brama. “Oddio sì!” urla Ale tirando in alto le gambe per dare miglior accesso. Per lo stesso motivo Giusi la aiuta fino a che le ginocchia non toccano le spalle. “Sei bella quando godi” fa la bionda sfiorando con il dito le labbra schiuse. Alessandra lo succhia con cupidigia. Una volta che l’indice è umido, Giusi lo passa intorno al capezzolo eretto. “Sono troppo attraenti questi chiodi così duri. Te li succhierò per bene” e come promesso si abbassa a succhiare. Super eccitata, Alessandra si scopre desiderosa di toccare tra le gambe quella donna. Non l’ha mai fatto ma sente di averne bisogno. E quando trova tra le labbra vaginali il clitoride, ci passa sopra un dito compiendo rotazioni irregolari.
“Brava così, mi sto bagnando ancora” le sente dire. Eccitata da quell’entusiasmo, si azzarda ad infilare il medio nello spacco. Constata che è fin troppo umido. Inizia prima a muovere il dito poi entra ed esce veloce. “Brava troia” sussurra Giusi in preda all’estasi. Esasperata da tutto quel piacere, Alessandra si lascia sommergere dall’ennesimo orgasmo. Nel frattempo, Gabriel si scosta riemergendo dalle cosce. Giusi nota la barba umida di saliva e secrezioni e ne è attratto. “Baciami, voglio sentire il sapore della troia che hai appena fatto godere e che sta facendo godere me”
“Siete bellissime insieme” ammette lui notato la moretta che si affanna con le mani tra le gambe della sua superiore. “Leccatevela!” ordina. Le due donne pur turbate ubbidiscono lasciandosi così andare ad un appassionato sessantanove. Il risucchio e lo sbattere delle cosce risuonano nella stanza e sono una musica celestiale per Gabriel, il quale trovando lo spettacolo fin troppo arrapante inizia a masturbarsi con foga. Dopo una sequenza di rapide pompate, con un grido soffocato e un’imprecazione in tedesco, raggiunge l’apice. “ Cazzo sì” urla mentre s’imbratta di sperma dal mento fino ai peli del pube. Il liquido che si è fermato tra la peluria del petto, scivola fino al ventre, accompagnato dal sudore. Qualche secondo dopo anche le due donne trovano la pace dei sensi e si abbandonano un attimo separate ad un piccolo momento di riposo. Gabriel plana tra loro a pancia in giù. Dopo aver giocherellato con il seno di Giusi e la peluria del pube di Alessandra fa: “Vi siete già stancate? Guardate che io sono venuto solo due volte!”
“Sicuro che non morirò?” fa Ale sorridendo e Giusi, ricambiando il sorriso, afferma: “Pronta per ricominciare anche subito” e tra una risata e un sospiro, ricominciano a darci dentro con un appassionato bacio a tre.
“Siete bellissime insieme” ammette lui notato la moretta che si affanna con le mani tra le gambe della sua superiore. “Leccatevela!” ordina. Le due donne pur turbate ubbidiscono lasciandosi così andare ad un appassionato sessantanove. Il risucchio e lo sbattere delle cosce risuonano nella stanza e sono una musica celestiale per Gabriel, il quale trovando lo spettacolo fin troppo arrapante inizia a masturbarsi con foga. Dopo una sequenza di rapide pompate, con un grido soffocato e un’imprecazione in tedesco, raggiunge l’apice. “ Cazzo sì” urla mentre s’imbratta di sperma dal mento fino ai peli del pube. Il liquido che si è fermato tra la peluria del petto, scivola fino al ventre, accompagnato dal sudore. Qualche secondo dopo anche le due donne trovano la pace dei sensi e si abbandonano un attimo separate ad un piccolo momento di riposo. Gabriel plana tra loro a pancia in giù. Dopo aver giocherellato con il seno di Giusi e la peluria del pube di Alessandra fa: “Vi siete già stancate? Guardate che io sono venuto solo due volte!”
“Sicuro che non morirò?” fa Ale sorridendo e Giusi, ricambiando il sorriso, afferma: “Pronta per ricominciare anche subito” e tra una risata e un sospiro, ricominciano a darci dentro con un appassionato bacio a tre.
Epilogo
Alessandra è ai piedi del letto e volta le spalle al suo amante, il quale la osserva rivestirsi. Giusi ha da qualche minuto lasciato la stanza dopo una maratona che sembrava non avere mai fine e loro due sono di nuovo soli.
“Dove sono gli slip?” si abbassa per cercare sotto il letto.
“Vorrà dire che li terrò per ricordo” sogghigna Gabriel grattandosi i peli del petto.
Ale fa capolino “Sempre il solito. Non posso andare in giro senza”
“Perché? Saresti molto sexy” caccia la lingua tra i denti.
“Che scemo” allunga una mano sotto il letto e finalmente acciuffa l’indumento. “Eccoli!” li caccia. Sta per indossarli quando ci ripensa e glieli lancia.
Gabriel li afferra e li annusa “Il tuo odore è inebriante”
“Che perverso” sale sul materasso e gattona verso di lui.
“Non ti eccita sapere che ho le tue mutandine?” le circonda la vita con un braccio.
“Molto” si abbassa a baciarlo.
“Il tuo capo è davvero una bella donna, una tigre” commenta il tedesco solleticandole il labbro.
Le gote s’imporporano “Non riesco a credere che ho…” si blocca imbarazzata “immagino cosa penserai di me”
“Penso che sei adorabile, bambolina e che oggi hai potuto sperimentare il sesso senza tabù!”
“Non ti sono sembrata una puttanella?” abbassa lo sguardo.
“No” le alza il mento “non lo penso” le copre il volto di piccoli baci.
“Meglio che vada ora!” si districa debolmente dalla sua stretta “O davvero mi licenzieranno” lo bacia un’ultima volta, poi salta giù dal letto.
“Io penso che resterò in camera a riposare” annuncia l’attore una volta che lei è accanto alla porta.
“Povero piccolo, devi recuperare!” lo prende in giro. “Ti farò portare in camera uno zabaione per riprenderti”
“Solo se sarai tu a portarmelo”
Sentendo che lui vuole rivederla e che non è stata solo una scappatella, Alessandra sorride, mentre il cuore sembra come impazzito. “Sarà mia premura soddisfarla, signore!” ritorna a essere professionale.
“Ne sono sicuro” le strizza l’occhio. “Quello che ho visto mi piace fin troppo!”
Alessandra gli lancia un bacio “Ciao” e dopo aver aperto la porta, sparisce nel corridoio.
Sorridendo, Gabriel affonda la testa nel cuscino e sprofonda immediatamente in un sonno profondo.

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