Tequila, ragazze e…
Squadra Speciale Lipsia
Vietata ai minori di 18 anni
Spoiler: Stagione 2
Quella sera, entrato in quel locale, Miguel Alvarez non si sarebbe mai aspettato di conoscere una ragazza tanto dolce e carina. Appoggiato al bancone, la osservò incuriosito: lunghi capelli castani, occhi da cerbiatta e un corpicino minuto tutto da scoprire. Nadine era in compagnia di un’amica, Freddy, rossa peperina con il visino delicato costellato da lentiggini. Gli piacevano talmente che Miguel era tentato di portarsele entrambe a casa. Si morse un labbro. Se solo non dovessi partire domani!
“A che pensi, bello?” una voce femminile lo riscosse dalle sue fantasticherie. Nadine lo guardava in attesa.
“Che domani parto” tamburellò sul legno.
“Parti?” lei mise il broncio.
“Sì, per la Spagna, la mia terra d’origine”
“Così, sei spagnolo”
“E già” alzò una mano alla barista “Tre tequila”
“Mi piacerebbe andarci un giorno” sospirò Nadine avvicinandosi maggiormente a lui.
“Siviglia, Barcelona” pronunciò i nomi con accento spagnolo e le ragazze scoppiarono a ridere divertite.
“Sei così buffo” lo prese in giro la brunetta.
“Ehi” si finse offeso “noi siamo fieri, spagnoli e…” si sporse verso di lei “passionali”
Dopo aver lanciato uno sguardo d’intesa all’amica, Nadine tornò a concentrare la sua attenzione su Miguel. “Scommetto che anche tu lo sei”
Sorridendo, le sfiorò il volto con un dito “Puoi giurarci, senorita”
Senza preavviso, Nadine si avventò su di lui tappandogli la bocca con la sua. Ansimando, Miguel rispose con trasporto a quel bacio così focoso. Le dita vagarono tra i capelli setosi.
Agguantandogli la camicia, lei si pressò maggiormente contro il suo torace.
Annaspando, alla ricerca d’aria, Miguel si staccò. Si prospetta una serata di fuego. Le circondò la vita con un braccio attirandola talmente vicino che non sarebbe potuto passare neanche un foglio di carta tra i loro due corpi.
Fece per baciarla di nuovo, quando la barista tornò da loro, appoggiando i bicchierini di tequila sul bancone “Le tue tequile, dolcezza” strizzò l’occhio allo spagnolo.
“Grazias” Miguel le lanciò un bacio “Vuoi brindare con noi, bellezza? Offro io”
Lei accettò alzando le spalle e se ne versò a sua volta.
Alzato il bicchiere, propose un brindisi “Alla Spagna”
“Alla Spagna” risposero le due ragazze lanciandosi dei sorrisi complici.
Miguel bevve tutto d’un sorso, ordinandone immediatamente un altro giro. Me la voglio proprio godere questa serata. Peccato che Jan non c’è! Potevamo spassarcela entrambi. Poco male, me le cucco tutte e due io! Ghignò divertito pensando alla faccia che avrebbe fatto.
“Sei sempre distante. Hai per caso una ragazza? Parti con lei?” approfittò del suo stato per intrufolare le dita sotto la camicia.
“No, queste sono cose che bisogna fare da soli!” replicò con orgoglio.
Nadine sorrise e dopo aver preso la bottiglia, versò un altro giro riempiendo il bicchierino di Miguel fino all’orlo.
“Vuoi farmi ubriacare, bellezza?”
“Perché non saliamo da te?” propose lei accarezzandogli il polso con i polpastrelli.
Senza rispondere, Miguel pagò il conto e la prese per mano per condurla fuori dal locale.
Senza smettere di baciarsi, varcarono la porta dell’appartamento. Nadine si avvinghiò a Miguel spogliandolo con foga. Sbottonata la camicia, la spinse giù dalle spalle, lanciandola attraverso la stanza. Accarezzò il petto muscoloso celato da una canotta bianca. Miguel l’attirò a sé reclamando di nuovo la bocca. Nadine lo spinse sul letto che gigolò sotto il suo peso. L’erezione premeva dolorosa contro i jeans che Miguel non aspettava altro di liberarlo. La ragazza si tolse la giacca e lasciò cadere la borsa sul pavimento con un tonfo. Miguel allungò le braccia ad accoglierla e lei non lo fece attendere troppo. Gli sedette in grembo, abbassandosi a baciarlo, le mani giocarono con la cintura. Dopo averla sfilata dai passanti, cominciò ad armeggiare con i bottoni.
“Cosa fai senorita?” l’alcool gli annebbiava il cervello, rendendogli difficile ragionare lucidamente, ma in quel momento era l’ultima cosa che voleva fare.
Sorridendo maliziosa, Nadine abbassò i pantaloni calandoli lungo le gambe “Vedrai” risalì lungo il suo corpo posando dei piccoli baci.
“Birichina”
Nadine alzò la canottiera e si avventò sul ventre. Lo solleticò sulla lingua, seguendo la scia di peluria scura che terminava all’interno dei jeans.
Miguel trattenne il fiato. Questa ragazzina ci sa davvero fare .Ce l’ho già duro. Se solo Jan fosse qui. Il pensiero del suo collega e amico che assisteva o addirittura partecipava a quell’amplesso, contribuì ad incrementare erezione che lo tormentava. Ansimando di piacere, Miguel socchiuse le labbra in un debole lamento. Soddisfatta delle sue reazioni, Nadine continuò il suo cammino portandogli la canotta sulla testa. Solo quando ebbe coperto il petto e l’addome di piccoli baci si decise a sfilarla. La lasciò cadere sul pavimento.
“Sei incredibile” gli occhi di Miguel brillavano di lussuria nell’aspettativa di sapere come avrebbe continuato.
“E non hai ancora visto niente, mio bel spagnolo” i lunghi capelli gli solleticarono il viso.
“Interessante, ma la tua amica?” allungò il collo nella ricerca dell’altra ragazza.
“Non pensare a lei!” afferratogli il viso con una mano e lo baciò con violenza. Pressandosi contro di lui, avvertì la virilità contro la coscia.
“Cosa abbiamo qui?” le dita della fanciulla s’insinuarono nei boxer avvolgendosi attorno al sesso palpitante.
Il contatto fece fremere Miguel di desiderio “Vai subito al sodo, tu, vero?”
“Perché perdere tempo? Lo desidero quanto te, tesoro” lo cacciò fuori dall’indumento.
Miguel si morse la lingua e trattenendo il sospiro, attese.
“Notevole” Nadine passò il pollice sul prepuzio, accarezzando il pene lungo tutta la lunghezza.
“Cazzo” imprecò lui allungando le braccia all’indietro e tenendosi alla testata sulla quale era inciso il suo nome.
Avvicinato il viso al membro, vi passò la lingua leccandolo come un gelato. Risalì verso la punta, poi scese fino ai testicoli.
“Succhialo, piccola” la incitò.
“Sei impaziente” lo rimproverò mordendo e leccando fino a quando lui la supplicò “Prendilo tutto!”
“Vuoi che lo prenda fino in fondo, Miguel?” lo stuzzicò.
“Oh sì, ti prego”
Nadine lo tenne ancora qualche secondo sulle spine, poi lo accolse tra le labbra.
“Sì, così” la incitò lo spagnolo.
Lei lo succhiò per qualche secondo prima di spingerlo in gola, fino a toccare le tonsille.
Miguel alzò il bacino per indurla ad aumentare il ritmo, poi lasciò la testiera. Infilò le dita tra i lunghi capelli. “La tua bocca è spettacolare, bambina” con la coda dell’occhio captò un movimento alle spalle di Nadine. Vide Freddy sbirciare dall’ingresso, la sua attenzione completamente rapita dai movimenti dell’amica. Negli occhi una strana luce e finalmente gli fu tutto chiaro: era innamorata di Nadine e probabilmente c’era molto di più. Forse stavano addirittura insieme. Le immaginò a toccarsi, baciarsi e l’eccitazione aumentò. Leccandosi le labbra, abbassò lo sguardo verso Nadine. La testa si muoveva lenta lungo la sua asta. “La tua bocca è una fornace, piccola. Non ti fermare!”
Lei alzò lo sguardo e sorridendo trionfante, succhiò più forte, aiutandosi anche con la mano.
Quando l’orgasmo lo investì, Miguel si lasciò andare ad un grido soffocato riversandosi nella sua bocca. Nadine sentì il liquido viscoso inondarle la gola e lo ingoiò facendo dei piccoli mugugni. Ripulì poi il membro da ogni residuo.
Boccheggiando, Miguel cercò di riprendersi, il torace si alzava e abbassava velocemente. Nadine ricominciò a vezzeggiarlo, accarezzando con la punta delle dita.
“Sei stata fantastica” ansimò il commissario.
L’attirò in un bacio assaggiando per la prima volta il suo stesso sapore. Inebriato, lo gustò, raccogliendo con la lingua delle stille rimaste sulle sue labbra. “Ora tocca a me” e la spinse supina.
“Ti riprendi in fretta, dolcezza” commentò lei piacevolmente sorpresa.
“Non sai quanto” cacciò la lingua tra i denti.
Già pregustando il piacere che le avrebbe fatto provare, Nadine si sfilò la maglietta, restando in reggiseno. Miguel si stese su di lei e affondato il volto nel collo, inspirò il suo odore fruttato.
“Sei così bella, senorita” le sussurrò all’orecchio.
“Miguel”
“Lascia fare a me, ti farò sentire bene” le prese il braccio e lo riempì di baci delicati, soffermandosi a stuzzicare i punti più sensibili. Mordicchiò il polso risalendo verso l’incavo. La sentì gemere piano e continuò il suo lento cammino raggiungendo l’ascella. La leccò gustando il suo sapore.
Lei scoppiò a ridere divincolandosi “Mi fai il solletico, smettila”
Miguel la guardò con gli occhi colmi di desiderio, ma anche di tenerezza per quella ragazzina che si atteggiava a donna matura ed esperta, ma che, in realtà, era poco più che una bambina.
“Sei dolce, Nadine” confessò rubandole un ennesimo bacio.
Distolse lo sguardo turbata dalle sue parole “È questo che pensi? Non mi vuoi più?”
“Certo che ti voglio” le baciò la punta del naso, scendendo a lambire le labbra socchiuse. “da pazzi e ora te lo dimostro”
Lei tornò a sorridere e Miguel comprese che aveva bisogno di conferme e che desiderava essere amata e desiderata.
Le slacciò il reggiseno, togliendolo con delicatezza. Osservò il suo corpo minuto fremente per le sue carezze, poi appoggiò la bocca sul seno. Lo baciò, vezzeggiando l’areola con la lingua.
Sospirando, Nadine piegò la testa di lato, poi scorgendo Freddy in un angolo, le fece cenno di unirsi a loro. Come ipnotizzata da quello spettacolo, lei si avvicinò restando ai piedi del letto, gli occhi fissi sul corpo dell’amica e le braccia abbandonate sui fianchi.
Miguel lappò il capezzolo roseo, mentre le dita, scese fino al ventre, si soffermarono sull’ombelico. Il commissario la sentì agitarsi sotto il suo tocco e questo lo indusse a continuare il suo cammino.
Armeggiò con i jeans abbassandoglieli lungo le gambe, Nadine se li tolse calciandoli via.
Miguel le allargò leggermente le gambe, ma lei ebbe un sussulto.
“Tutto bene, vedrai che ti piacerà” la bocca si posò sul ginocchio “Non temere, Miguel sa come soddisfare una donna”
“Sei molto sicuro di te, Miguel” sorrise, ma la sua spavalderia ebbe il potere di rilassarla. Appoggiò la schiena alla spalliera.
Ghignando, lo spagnolo continuò il suo cammino scendendo lungo il polpaccio, mordendo la pelle liscia fino a raggiungere il piedino affusolato. Lo prese tra le mani e cominciò a coccolare con le labbra, la lingua, i denti.
Nadine chiuse gli occhi e lasciò che lui si prendesse cura del suo corpo. “Miguel”
“Querida, sei deliziosa” la bocca risalì lungo la gamba spostandosi verso l’interno coscia “e voglio gustarti”
Lei rise, ma quando giunse vicino agli slip, le mancò il fiato e trattenne il respiro.
Miguel appoggiò il naso solleticando attraverso la stoffa leggera dell’indumento, poi leccò con la punta della lingua. La scoprì già bagnata. Con i denti tirò giù la biancheria.
Una volta libera da ogni costrizione, Nadine allargò le gambe accogliendolo in mezzo. Con le dita, Miguel scostò le labbra della sua femminilità sfiorandola. Lei rovesciò la testa all’indietro. Con il pollice solleticò il centro del suo piacere, strappandole dei piccoli mugolii.
Avvicinato il viso al suo sesso, Miguel lo rasentò con la lingua e al suo tocco, si schiuse come un bocciolo di rosa. Lo spagnolo si avventò affondando la bocca tra le pieghe. Assaporò la sua essenza e quando catturò il clitoride tra le labbra, lei urlò. Miguel succhiò inebriato dal suo sapore. Adorava rendere prendersi cura delle donne, ma soprattutto amava quando lo supplicavano di continuare, di divorarle.
Nadine gli portò una mano dietro la nuca attirandolo più vicino. “Sì, ancora” alzò il bacino per avvicinarsi maggiormente alla sua bocca. “mangiami, fammi venire!”
Muovendo le dita dentro di lei, Miguel succhiò vorace. “Bambolina, sei proprio appetitosa come una ciliegia”
“Ancora! Ti prego!” le gote erano arrossate e le labbra socchiuse.
Miguel le spalancò le gambe e affondando maggiormente dentro di lei, continuò a succhiare fino a quando non sentì che l’orgasmo la sommergeva. Con un tremito lei venne inondandogli la bocca e la lingua con i suoi umori. Grugnendo, Miguel si dissetò fino a quando ne fu sazio.
Mormorando parole sconnesse, Nadine lanciò uno sguardo verso Freddy. La ragazza si era sbottonata la camicetta ed eccitata dallo spettacolo, aveva cominciato a toccarsi, attraverso il reggiseno di cotone.
Nadine sorrise e quasi come se la sfidasse, attirò Miguel in un bacio. Gli umori e la saliva si mischiarono facendoli gemere entrambi. Lei gli strinse le gambe ai fianchi “Voglio fare l’amore con te, Miguel. Fammi tua!”
“Ti va di unirti a noi, dolcezza?” si voltò verso la rossa che li osservava.
Lei non rispose e Nadine commentò “Che malandrino. Vuoi averci entrambe, vero?”
“Ho abbastanza energie, piccolina” le solleticò il lobo dell’orecchio.
“E chi ti dice che io mi farei toccare da te?” intervenne Freddy avanzando verso di loro.
Miguel si voltò verso di lei “Vuoi guardarci e basta o avere un assaggio?” si leccò le labbra lascivo.
Nadine allungò il braccio e le prese la mano. Solleticando le dita con le sue, sussurrò “Vieni”
Il tono fu talmente sensuale e accattivante che Freddy annuì, lasciandosi tirare verso il letto. Abbassatosi verso la bocca fremente dell’amica, la baciò timidamente. Assaggiò il suo sapore misto a quello di Miguel e inebriata, approfondì il contatto. Nadine si stese trascinandola con sé.
Lo spagnolo le fissò eccitato. Da sempre sognava assistere ad uno spettacolino del genere e ora che lo aveva lì davanti ai suoi occhi, aveva tutte le intenzione di goderselo. Lasciò scivolare la mano fino all’erezione, dandosi piacere.
Ben presto gli abiti di Freddy si aggiunsero agli altri sul pavimento e i baci divennero più roventi, le carezze più audaci. Le mani scesero a lambire la pelle umida di Nadine, sfiorarono le cosce, risalendo fino all’inguine. La brunetta trattenne il fiato, poi cercò di nuovo le sue labbra. Le lingue ingaggiarono una guerra, fino a quando non furono costrette a staccarsi in cerca d’aria. Freddy le sussurrò qualcosa che Miguel non riuscì a comprendere, ma immaginò che fosse qualcosa di molto spinto, perché l’altra ragazza arrossì.
Accoccolatosi da una parte, si limitò a guardarle. Era curioso di scoprire fin dove si sarebbero spinte.
Nadine accolse Freddy tra le braccia e le accarezzò il viso, lambì le guance, scendendo verso la bocca rossa. Freddy mordicchiò le dita, poi si lasciò scivolare lungo il suo corpo vezzeggiandolo. Giunta al seno sfiorò l’areola, tracciando dei piccoli cerchi con la lingua. Succhiò il capezzolo sentendolo indurirsi.
Piagnucolando, Nadine afferrò la testiera del letto e strinse le dita al ferro battuto.
Dopo aver riservato lo stesso trattamento anche all’altro capezzolo, Freddy scese verso l’addome assaporando la sua pelle. Lappò l’ombelico e lentamente planò tra le sue gambe, passando la mano sul monte di Venere. Il respiro di Nadine cominciò a diventare affannoso e quando Freddy le solleticò il clitoride con il pollice, le scappò un gridolino. Senza smettere di masturbarsi, Miguel mantenne lo sguardo fisso sulle due ragazze. Le trovava talmente sensuali che non ci pensava nemmeno a disturbarle, unendosi a loro.
Finalmente la bocca di Freddy si posò sulla femminilità dell’amica, leccando lentamente. Nadine gemette e con lo sguardo cercò lo spagnolo, il quale tenendosi in disparte, non perdeva neanche un istante di quella scena così sensuale. Quando lei gli fece segno di raggiungerle, lui scosse la testa.
Nadine mise il broncio, ma i continui assalti la fecero urlare di piacere. Sentì di essere vicina al suo secondo orgasmo e la incitò a continuare, a succhiarla come una pesca matura. Freddy si muoveva tra le sue gambe, divorandola con voracità.
Travolta dall’apice, Nadine non riuscì a trattenere un ennesimo grido. Miguel deciso ad unirsi alla coppia, gattonò verso le due ragazze. Freddy si voltò aggrappandosi alle sue spalle. Gli strinse le gambe ai fianchi e si strusciò contro la virilità eccitata.
Ansimante, Miguel infilò le mani sotto la camicetta e slacciò il reggiseno.
“Devo ammetterlo! Ti ho giudicato male” gli sussurrò all’orecchio con un tono talmente basso da non permettere a Nadine di ascoltare “credevo fossi uno sporco maschilista, ma…”
“Ma cosa?” le prese il volto “Che non ho pensato solo al mio piacere? È questo che intendi?”
Lei annuì e Miguel sorrise “Sappi che io le donne le tratto come meritano. La tua amica mi piace e non farei mai nulla contro la sua volontà o la tua”
“Meglio per te” replicò dura.
“Sei molto protettiva nei suoi confronti”
Gli occhi della ragazza lampeggiarono e Miguel ottenne la conferma.
Sentendosi trascurata, Nadine li richiamò “Che fate?”
“Parlavamo di te” Miguel sgusciò dalla stretta di Freddy.
“Davvero? Spero solo cose belle”
“Di quanto sei dolce, piccola” rispose lui.
Nadine lo costrinse a guardarla “Fa l’amore con me” lo supplicò quasi.
Miguel sorrise e afferrò i pantaloni che giacevano abbandonati sul pavimento. Cercò nella tasca posteriore. “Cazzo” imprecò non trovando il pacchetto di preservativi.
“Non ne hai?”
“Devo averli!” si spostò a rovistare nel cassetto. Trionfante li cacciò “Lo sapevo che c’erano!”
Nadine sorrise “Che fortuna”
“Spogliati, bambolina!” ordinò a Freddy.
La ragazza si lasciò cadere sul letto la camicia, poi si sfilò il reggiseno. Miguel l’aiutò ad abbassare i jeans e gli slip.
Una volta che fu nuda, le cercò le labbra. Lei rispose timidamente e quando Miguel lasciò vagare le mani lungo il suo corpo, si ritrasse “No!”
“Che ti prende?”
“Non toccarmi!” Freddy si nascose tra le braccia dell’amica.
Nadine cercò di calmarla parlandole sottovoce. Improvvisamente, Miguel notò dei lividi sulle cosce e delle cicatrici quasi sbiadite sul ventre e sulla schiena e tutto fu chiaro: aveva subito degli abusi.
“Chi ti ha fatto questo?” domandò irato.
“Non sono cazzi tuoi!” rispose la ragazza scattando giù dal letto e rifugiandosi in bagno.
“Ma…che le è preso?”
Nadine si spinse contro di lui “Niente, lascia perdere”
“Era piena di lividi e ferite” protestò, gli occhi erano fuori dalle orbite. Il poliziotto in lui prese il sopravvento. “L’hanno picchiata, si vede! Ma chi è stato?”
Nadine sospirò tristemente “Miguel, non chiedere niente, ti prego”
Lo spagnolo tacque e Nadine continuò “La vita non è sempre come desideri” si rattristò e lui comprese che non si riferiva solo alle disavventure dell’amica.
“Non voglio più vedere questi occhioni tristi, sei così bella quando sorridi, cerbiatto” le accarezzò una guancia.
Sotto il suo tocco, sospirò, poi gli rivolse un sorrisetto malizioso “Approfittiamo che Freddy è di là”
“Non vuoi aspettare la tua amica?”
Nadine scosse la testa con decisione, per il momento, voleva godersi quel bel torero da sola.
“Che birichina” con il dito sfiorò un punto particolarmente sensibile. Sentendola bagnarsi di nuovo, sorrise “sei sensibile alle mie carezze, eh, piccola?”
La vide arrossire e le baciò la punta del naso “Non vergognarti, è naturale”
“Non torturarmi ancora” lo supplicò.
“Mi vuoi tesoro?”
Lei annuì e Miguel si allontanò giusto il tempo per indossare il condom. Tornato tra le sue braccia, Miguel si lasciò condurre nel suo corpo. La sentì gemere di piacere, mentre affondava nella sua femminilità beandosi di quel paradiso dal quale non sarebbe mai voluto uscire. Pressandosi su di lei, si portò le gambe sulle spalle in modo da approfondire la penetrazione.
Nadine ripeté senza sosta il suo nome e incitandolo ad aumentare gli stimoli, strinse le mani al ferro battuto della testata. Il corpo di Miguel luccicava di sudore, la fronte corrugata per lo sforzo e le labbra socchiuse. Si spinse con decisione, aumentando il ritmo.
Gli ansiti dei due amanti richiamarono Freddy, la quale, dopo essersi calmata, tornò in camera da letto. Dalla sua posizione aveva una visuale del sedere di Miguel e della schiena muscolosa che si muovevano. Si leccò le labbra, non l’avrebbe mai confessato, ma quello spagnolo la eccitava. L’aveva fatta bagnare anche solo con un bacio e se lo avesse lasciato continuare forse…
Senza staccare lo sguardo dall’amplesso, si portò una mano tra le gambe.
Un affondo particolarmente violento strappò un grido a Nadine che si aggrappò alle spalle di Miguel. Questi le abbassò le gambe attirandola seduta sul suo grembo.
“Non ti fermare” lei nascose il viso nel suo collo.
Miguel le agguantò le natiche guidando i movimenti. Quando la ragazza alzò la testa, scorse l’amica ferma accanto al letto. Abbozzando un sorriso l’invitò ad unirsi a loro.
Freddy la raggiunse carponi e la baciò. Le mani scesero lungo la schiena dello spagnolo, il quale girò il viso ad incontrare le labbra delle due fanciulle, baciando prima una e poi l’altra. La rossa posò la bocca sul collo del poliziotto lasciando una scia umida. Si spostò sulla nuca, percorrendo la spina dorsale.
Miguel si staccò da Nadine e si dedicò a Freddy. La spinse supina, stendendosi su di lei. Le ricoprì il volto di piccoli baci, scese lungo il collo.
“Ti voglio!” sussurrò Freddy.
Miguel la guardò voleva fosse sicura della sua decisione. Con un cenno del capo gli fece comprendere di essere pronta per lui.
Dopo un attimo di titubanza, Miguel la penetrò, coprendola con il proprio corpo. Freddy lo sentì in tutta la sua potenza. Cercando di rilassarsi, chiuse gli occhi.
“Tutto apposto, piccola? Vuoi che mi fermi?” le domandò preoccupato.
“No! Sto bene, continua!” le mani si unirono.
Miguel aumentò la violenza delle spinte, poi si sporse ad intrappolarle le labbra. “Ti piace come ti scopo? Sei un peperino, lo sai, rossa?”
“E non hai ancora visto niente!” Freddy gli morse la lingua e prendendo il sopravvento, ribaltò le posizioni. Sedette su di lui e si abbassò a sfiorargli il petto con la bocca.
Miguel rise “Che fai?”
“Mi diverto, dolcezza” giocherellò con il ciuffetto di peli.
“Mi piace” gli occhi brillarono. “Vediamo che sai fare”
Freddy lo prese fino in fondo, montandolo con furia. Miguel urlò di piacere e afferrandole i fianchi, la condusse in una nuova danza.
“Più veloce! Cavalcami!”
“Cazzo se è bello” lei s’inarcò all’indietro, appoggiando le mani sui polpacci dello spagnolo.
Gelosa dell’attenzione che Miguel stava dando a Freddy, Nadine gli si avvicinò. Afferrandogli il viso, lo baciò con violenza, i denti cozzarono, le lingue si unirono. I lunghi capelli bruni gli sfiorarono il viso e il collo facendogli il solletico. Allungato il braccio verso di lei, li scostò sistemandoglieli dietro l’orecchio “Sai di pesca” sussurrò.
“Sei l’uomo che ho sempre desiderato, Miguel” confessò Nadine con il fiato corto.
“Quanto sei dolce, bambolina” le sorrise sempre più affascinato. Se solo non dovessi partire! Forse potrei anche portarle con me.
Sulle labbra della ragazza apparve un sorriso furbetto. “Cerca di sedurmi, senior?”
“Ci sono riuscito?”
“Chissà” gli occhi le brillarono. Dopo averlo baciato a lungo, si posizionò in modo che il volto dello spagnolo fosse a contatto con la sua femminilità. “Divorami, mio bel torero”
Quando la bocca si chiuse su di lei, Nadine si lasciò sfuggire un sospiro di piacere. Miguel succhiò il clitoride, provocandole delle scariche lungo la schiena. Il piacere divampò rendendole difficile resistere senza urlare. Nadine si abbassò maggiormente per aumentare il contatto, mentre Freddy continuava a cavalcare Miguel, a prenderlo con violenza dentro di sé.
“Scopami più forte, Miguel!” lo incitò lei, sentendo sopraggiungere l’apice.
Lui alzò il bacino e dopo un’ultima spinta, venne con un gemito soffocato, seguito da Freddy, la quale si accasciò sul suo torace. Anche Nadine raggiunse l’orgasmo gridando. Miguel leccò gli umori gustando il suo sapore.
Esausta la brunetta si scansò stendendosi accanto allo spagnolo. Si accoccolò appoggiando la testa sulla sua spalla, mentre Freddy prendeva posto dall’altro lato.
“Wow” fu l’unica cosa che riuscì a pronunciare Miguel.
“Devo ammettere che voi spagnoli ci sapete proprio fare” commentò la rossa solleticandogli il ventre con la punta delle dita.
“Siete due tigri, piccole” ghignò pensando a quanto si sarebbe vantato con Jan. Lo avrebbe fatto morire d’invidia. Stremato, chiuse gli occhi.
Freddy lo prese in giro “Poverino lo abbiamo massacrato”
“Sai che potrei anche innamorarmi?” confessò l’amica accarezzando un ciuffetto di peli.
“Non dire cazzate! Sempre la solita sentimentale. Non puoi innamorarti di lui!”
“E perché? È così dolce” Nadine lo osservò dormire, la bocca imbronciata e la testa inclinata di lato.
“Ti spezzerebbe il cuore, Nadine!” gli occhi verdi di Freddy erano lucidi.
“Sei solo gelosa!” la rimproverò.
“Non è vero! Sono solo realista! È il genere di uomo che usa le donne come fazzoletti e poi le getta via” tentò di convincerla.
“Che stronza sei”
“Voglio farti aprire gli occhi, tesoro!” la gelosia la rendeva pungente e cattiva. “Cosa pensi saprà quando scoprirà quello che hai fatto?” sussurrò prudente.
“Capirà che io…” ma non ne era per niente sicura.
“Ti denuncerà!” e senza aggiungere altro, si alzò dal letto. Raccolti gli abiti dal pavimento, si diresse verso il bagno.
Una volta sola con Miguel, Nadine si spinse più vicina sentendo il calore rassicurante del suo corpo.
Quando Freddy tornò, sorrideva maligna, le braccia nascoste dietro la schiena. Nadine la fissò senza capire, poi l’amica le mostro quello che tentava di celare: un paio di manette.

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