Notte brava al Lust è uno spin off dell'inedito: Doppia anima presto, si spera, edito!
Rigorosamente NC 17
Leonardo si guardava intorno inquieto attendendo il ritorno del suo compagno. Si era allontanato da circa un’ora con la scusa di dover parlare d’affari con un tale. Non si sarebbe aspettato di vederlo ritornare scortato da due avvenenti fanciulle. Allacciata sotto al suo braccio destro, una moretta con i capelli a caschetto e un generoso decolté. Non più di vent’anni. A quello sinistro una biondina un po’ slavata persino più giovane. Di bassa statura e più magra dell’altra, celava il corpo dentro un vestitino nero a tubo. Leonardo restò ben impressionato da entrambe. Non gli serviva certo chiedere spiegazioni. Conosceva il suo ragazzo, sapeva bene cosa aveva in mente. Difatti, subito dopo le presentazioni di rito, i quattro si spostarono nell’appartamento di Dimitri. Armato di una bottiglia di Magnum, il bielorusso scortò le giovani creature e partner fino alla lussuosa dimora.
“Mettetevi comode ragazze, paparino e Leo vi sollazzeranno fino a domani mattina, né vero amore mio?”
Leonardo si tolse la cravatta: “Ma certo, siamo qui per divertirci no?” detto questo si spaparanzò su una poltrona mentre le due ragazzette accettavano da bere. La moretta iniziò a canticchiare ‘La luce buona delle stelle’ mentre l’altra si accese una sigaretta. Leonardo osservò l’amante ritirarsi nella camera da letto, per poi tornare con indosso soltanto la sua vestaglia di seta. Deglutì eccitato. Aveva una voglia matta di scopare e farsi scopare da lui, solo a questo riusciva a pensare. Dimitri lo fulminò con gli occhi. Aveva letto il desiderio, bramosia, nel modo che aveva di guardarlo. Conosceva troppo bene Leonardo ormai, sapeva cosa voleva e di cosa aveva bisogno. Ma decise di farlo soffrire un po’. E nel frattempo divertirsi e divertire le ospiti. “Ragazze mettetevi comode, no?” le esortò ma fu proprio lui a far scivolare via di dosso il tubino alla bionda e a esortare la mora a togliersi camicetta e reggiseno. Leonardo continuava a seguire ogni movimento con il suo sguardo glaciale apparentemente imperturbabile, ma l’erezione ben in vista sotto il pantalone confermava quale fosse lo stato delle cose. Quando le donne furono completamente nude, Dimitri le affiancò ponendo un braccio attorno alla vita di ciascuna: “Spogliati anche tu amore. Le ragazzine qui hanno diritto a vedere quanto sei bello. Ad apprezzare il tuo culo così attraente e il tuo uccello di marmo”.
Loro squittirono pregustandosi già lo spogliarello maschile che non si fece attendere troppo. Leonardo si alzò e con fare sensuale si tolse la camicia e subito dopo le scarpe. Con un gesto deciso si calò via i pantaloni poi i boxer neri, con il cordolo bianco firmato. Dimitri si leccò le labbra. “Non è uno spettacolo il mio bell’italiano?” domandò alla mora accanto a lui.
“Sono già bagnata” rispose lei cercandogli le labbra. Dimitri gliele lasciò trovare e dopo averle leccato la lingua, spinse la propria dentro la bocca di lei. La bionda si accontentò di abbracciarlo da dietro accarezzando però il corpo dell’altra giovane donna. Leonardo restò in disparte a godersi lo show. C’era Dimitri che baciava con trasporto animale Ambra, la mora, mentre la bionda lo liberava della vestaglia. I tre si muovevano lentamente, a Leonardo sembrò di vedere una statua vivente. Distrattamente iniziò a titillarsi il sesso tra le dita. Era sempre duro ma riusciva ancora a tenere distante il culmine. Nel frattempo la bocca di Dimitri aveva trovato anche quella di Deborah che lo baciava da dietro, leccando e lasciando che le salive si mischiassero.
“Sembri tranquilla tu, invece scommetto che sei un peperino” fece rivolgendosi a quest’ultima.
“Già, dicono tutti che sono molto pepata”
“Dietro l’aria angelica c’è un diavoletto” Dimitri si voltò per afferrare il ‘finto angelo’ e guidarla lungo il corridoio che conduceva alla stanza da letto. Leonardo gettò distrattamente l’occhio verso la coppia che si appartava. Ambra lo raggiunse. “Me lo aveva detto Dimitri che eri uno schianto”
“Sei molto bella anche tu” lo disse per educazione ma lo pensava. Si sentiva attratto dai seni prosperosi nonostante la forza di gravità li spingesse verso il basso. Soprattutto era eccitato dalle grosse areole scure e dall’ombelico sporgente. “Vieni accanto a me” la spronò. Lei gli entrò letteralmente tra le braccia. Si scambiarono un lungo bacio appassionato mentre le mani andavano a caccia di più centimetri di pelle possibile. Le dita di Leonardo si attardarono intorno all’ascella leggermente umida, per poi planare sul seno e catturare un capezzolo. La sentì gemere sotto il tocco delicato e s’infiammò. “Stenditi, voglio disegnarti un pigiamino di saliva”
“Questa non l’avevo mai sentita” sorrise lei sdraiandosi e accettando l’invadenza della bocca dell’uomo. A lingua leccò il collo, lo spacco tra i due seni. I capezzoli, a succhiare, mordicchiare, tirandoli con i denti. E poi verso il basso, leggera come il volo di una libellula. E poi decisa. Quando il volto di lui raggiunse il pube, un triangolino nero perfettamente disegnato, i palmi afferrarono le natiche per tirarla verso sé. Lei spinse il bacino assecondando il movimento. Prima di iniziare ad occuparsi del clitoride, Leonardo annusò. Sapeva di sesso ma soprattutto di pino silvestri. Dalla camera da letto provenivano le urla di Deborah. Leonardo immaginò che le stesse leccando la passera e sentì salire prepotente l’eccitazione. Una sorta di languore persistente. Rimpianse di non essere dall’altra parte del muro a gustarsi la scena. Si accontentò di sapere che stavano entrambi soddisfacendo una donna nello stesso momento!
Per quanto riguardava il sesso orale, Leonardo era una specie di mostro, sia se si trattava di portare al picco un grosso calibro di carne come quello di Dimitri, sia lo spacco umido di una fanciulla desiderosa d’attenzioni. E lui lo facevano con lo stesso entusiasmo. Per questo Ambra non ci mise molto a raggiungere l’orgasmo. Si aggrappò alle spalle di lui mentre pressava la testa aggrappata al suo collo.
“Cosa hai fatto in tutti questi anni?” gli domandò quando fu in grado di parlare. Leonardo riemerse tra le cosce sorridendo. Si asciugò la bocca umida con il braccio.
“Andiamo di là” ordinò. Lei acconsentì. Proprio in quel momento Dimitri stava indossando un profilattico. Leonardo lo raggiunse. Il bielorusso lo accolse con un bacio colmo di passione. “Sai di fica”
“Pure tu” Dimitri sorrise mostrando i denti incapsulati alla meglio peggio. “Ora iniziamo a darci dentro sul serio”. Deborah e Ambra scivolarono sopra le coperte. Le gambe divaricate in una muta attesa. Prima di iniziare con Deborah, Dimitri attese che l’amante fosse anche lui provvisto di condom. Una volta che i sessi maschili furono incellofanati, diedero il via alle danze. Per traverso di fronte al letto e ognuno di fronte all’altro, iniziarono a pompare tra le cosce femminili. Nel frattempo le donne estasiate dagli assalti, si scambiavano baci saffici pieni di lussuria. A Leonardo fu sufficiente piegarsi un po’ per trovare la bocca di Dimitri. Baciandosi e ansimando addosso si mossero rabbiosi fino a prorompere, in tempi leggermente diversi in un appagamento totale e animale. Dimitri si accasciò esausto su Ambra mentre Leonardo sgusciò subito fuori per togliersi il profilattico. Lo legò per bene e subito dopo lo gettò in terra con noncuranza. Passato lo stordimento, anche Dimitri si liberò del lattice. Il suo sesso era ancora teso. Leonardo lo prese in giro: “Guardati, sei appena venuto e non ti si è ancora abbassato nemmeno un po’”
“E nemmeno gli darò il tempo di farlo. Ora voglio occuparmi del tuo delizioso buchino, amore mio”
“Pensavo intendessimo divertirci ancora con le troiette”
“Ma certo! Una cosa non esclude l’altra. Pensavo...” gli sussurrò qualcosa all’orecchio. Bastò quel programmino hard a far di nuovo riempire i corpi cavernosi del sesso italiano. “Tu sì che sai invogliare un uomo” squittì Leonardo con la voce leggermente scheccante.
“Il mio italiano insaziabile” Dimitri posizionò la testa di Leonardo tra le cosce di Deborah la quale gli accarezzò i capelli. Ambra, invece, lasciò scivolare la lingua sulla schiena del veneto leccando fino a quando non incontrò quella di Dimitri. “Lecca le palle, io mi occupo del buco”
Lei obbedì e quando Dimitri sentì che l’orifizio dell’amante era ben lubrificato e completamente pronto ad accogliere, si alzò per appoggiare l’uccello senza costrizioni tra le natiche. “Me lo lecchi mentre stantuffo”
Ambra obbedì.
Quando Dimitri lo seppellì dentro di lui, a Leonardo scappò un brivido estatico e per qualche secondo smise di occuparsi del clitoride di Deborah. Le sensazioni che gli provocava l’amante erano come sempre impagabili, corroborate poi dal contorno di fanciulle a rendere la situazione ancora più erotica e stimolante. Dimitri lo montò per bene fino a quando non si stancò di quella posizione. “Ora sdraiati Leo. Voglio che mi cavalchi mentre Ambra cavalcherà me, voglio mangiare la sua fragolina mentre ti faccio godere come un riccio”
Una volta che Dimitri fu supino, si lasciò succhiare dalle due donne e poi lasciò che fosse di nuovo Leonardo a farlo godere con l’organo sessuale che usava più volentieri, vale a dire il culo. Questi adorava la posizione dello smorza candela. La penetrazione era più efficace, il grosso arnese andava a stimolargli la ghiandola prostatica. Avere orgasmi totalmente anali risultava per lui più semplice e completamente soddisfacente. Ambra si posizionò cavalcioni sul volto del russo. Mentre Deborah, evidentemente ancora vogliosa, iniziò a baciare sia Leonardo sia l’altra donna. Dopo qualche cambio di posizione e sesso orale sempre più fantasioso fu Leonardo a fare una proposta a Dimitri che accolse l’idea con grande entusiasmo e commentando: “Sei appena venuto con il culo e vuoi tornare a fare il vero macho...” intervallò la frase con un bacio. “Ti amo!”
“Lo so... ti amo anch’io” dopodiché fu il turno di accontentare la fantasia di Leonardo. Iniziarono con Deborah, leggermente indietro nel numero di orgasmi raggiungi rispetto a Ambra. Dimitri la spinse tra le braccia di Leonardo ora supino con indosso l’ennesimo guanto. Lei se lo infilò per poi lasciarsi andare a lunghi gemiti rauchi. Dimitri le coccolò il culo prima con le dita poi con la lingua, facendo ogni tanto delle puntatine sulla base del pene e sulle piccole labbra schiuse per accogliere. Quando non fu più in grado di attendere, mise su un preservativo e cercò qualcosa per lubrificare. Nel cassetto accanto a letto c’era una pomata adatta all’uso. Dopo aver lubrificato il piccolo e invitante orifizio, entrò in lei. La giovane urlò per l’intrusione e lo pregò di togliersi. “Non l’ho mai fatto con due contemporaneamente, e tu ce l’hai troppo grosso!” si giustificò.
“Puttanella, zitta! Qui le regole le detto io” le tirò i capelli e malvagiamente si spinse ancora più in fondo. Lei cacciò un urlo di autentico dolore mentre Leonardo gridò di piacere. La compartecipazione di Dimitri aveva ridotto il canale vaginale ad un nulla, provocandogli una sensazione di strettezza improvvisa assolutamente estasiante per lui. Pur non riuscendo a muoversi, era ben felice di dividere il corpo femminile con l’amante. Nel frattempo Ambra corse in aiuto dell’amica prima abbracciandola e leccandole via dal viso le lacrime. Poi leccandole i capezzoli. Risultò il tutto abbastanza utile perché, di lì a poco, smise si lagnarsi ed iniziò a godersi i due uomini che la stavano sfruttando. “Occupati del clitoride della tua amica, troia!” Le ordinò Dimitri sprezzante. Lei fece per accarezzarlo ma lui precisò: “Con la bocca puttana! Succhialo e leccalo finché questa schifosa che fino a cinque minuti fa si lamentava e ora sbava impunemente, non viene”
Ambra si abbassò per cercare tra tutto quel marasma di carne, il bottoncino del piacere. Lo trovò e come pronosticato da Dimitri, Deborah venne nel giro di qualche minuto. L’orgasmo che la colse fu così violento che Leonardo si vide costretto a scansarsi per lasciare a lei la possibilità di schizzare un caldo liquido che fuoriuscì dall’uretra.
“Figo!” commentò Ambra “Una volta è successo anche a me. Ma da cosa dipende?”
“Stupidina, si chiama punto G, non ne hai mai sentito parlare?” la rimproverò Leonardo con tono femmineo. “Le donne lo raggiungono soprattutto attraverso il rapporto anale. È un po’ come succede a me con la prostata”
“Lui di questo se ne intende e bene” ironizzò Dimitri.
“Mi intendo bene anche di punto G!” ribatté piccato. Parlare di quel determinato argomento lo aveva rattristato. Gli aveva fatto ripensare alla sua ex moglie Michela. Agli orgasmi quasi sempre bagnati di lei. A come era felice la loro vita sessuale. Dimitri percepì immediatamente il cambio d’umore dell’amato e si piegò per baciargli la spalla e coccolarlo.
“Tutto bene?”
“Certo che sì”
“Perché se sei stanco infilo ciascuna un rotolo da un milione su per il culo e le mando a cagare”
“No, voglio che restino. E poi ora tocca ad Ambra provare i due cazzi”
“Mi pare giusto e ah... a proposito di due cazzi”
“Sì?”
“Se non sarà Diego prima o poi voglio farlo comunque con un terzo uomo. Voglio vederti succhiare due verghe e poi fatti sborrare in bocca”
“Uhm... sembra interessante”
“Soprattutto quando ti sfonderemo il culo insieme”
“Questo sembra doloroso!” sorrise. Il sorriso dell’altro si specchiò nel suo e Dimitri, se mai ci fossero stati dubbi, sentì di amarlo da impazzire. Come nessuno prima. Come nessuno poi. Le due donne si sentirono escluse da quel momento di romanticismo ma durò poco. Dopo un ultimo sguardo di intesa, Leonardo e Dimitri misero in mezzo Ambra, pronta a godersi gli stalloni nello stesso momento.

Nessun commento:
Posta un commento