Titolo: Triangolo morboso
Parring: Jan Maybach/ Susanne Walz/ Pia Reuter
Storyline: quarta stagione,
Puntata: L’ultimo appuntamento
WARRING: VM 18: vietato ai minori per esplicite descrizioni sessuali
Incipit: sono passati tre anni da quando, Pia Reuter, la borsista di Shanghai, Susanne Walz l’imprenditrice proprietaria di due bar, e Julia Hagemann, la studentessa appena diciottenne, sono state arrestate. Una mattina Jan, da poco arrivato in centrale, incappa in Pia e Susanne, da poco scarcerate in quanto hanno usufruito delle attenuanti del caso. Le due donne sono preoccupate per le sorti della loro giovane complice. L’adolescente sieropositiva, appena uscita dal carcere si è resa irreperibile. Dopo uno scrupoloso lavoro di detective, Jan scopre che Julia è partita per la Francia insieme a suo padre. Quando va a trovare Pia della quale ricorda bene l’indirizzo, non può credere alla sorpresa che gli si para davanti…
Jan entrò nella stanza dell’artista Pia Reuter, sorpreso dalla porta di casa aperta. Al posto della bionda Pia trovò la bruna Susanne che fumava. “Cercavo la signorina Reuter, ho trovato notizie su Julia”
“Finalmente” fece lei sorridendo e aspirando un’altra boccata. Jan notò che indossava solo una vestaglietta striminzita in giapponese style. Copriva a malapena metà coscia. Dopo che Jan ebbe illustrato la situazione della giovane, da un’altra stanza fece il suo ingresso Pia. Aveva solo un asciugamano appuntato ai seni. Il telo faceva una gran fatica a coprire la parte alta delle gambe. Un ondata di eccitazione travolse il commissario, incredulo di fronte a quello spettacolino inatteso.
“Finalmente” fece lei sorridendo e aspirando un’altra boccata. Jan notò che indossava solo una vestaglietta striminzita in giapponese style. Copriva a malapena metà coscia. Dopo che Jan ebbe illustrato la situazione della giovane, da un’altra stanza fece il suo ingresso Pia. Aveva solo un asciugamano appuntato ai seni. Il telo faceva una gran fatica a coprire la parte alta delle gambe. Un ondata di eccitazione travolse il commissario, incredulo di fronte a quello spettacolino inatteso.
“Il commissario ha trovato Julia, sta bene ed è in Francia”.
“Che lavoro solerte!” fece Pia smorfiosa. Jan l’aveva sempre trovata bella. Fin dall’inizio dell’indagine sulla morte di Mike Helmer, si era sentito attratto da lei, e ora ritrovarsela davanti così discinta, aveva mandato in pappa tutta la sua professionalità. Oltre a quanto detto, gli si avvicinò come una gatta sinuosa. “Propongo un brindisi”
“Nel mobile bar c’è del buon vino di Borgogna”
“Nella parte bassa?”
“Nel mobile bar c’è del buon vino di Borgogna”
“Nella parte bassa?”
Susanne annuì. Pia si piegò per prendere il vino dando mostra di tutta la sua femminilità esposta. Jan era sconcertato! Non avrebbe mai pensato che andare a casa di Pia Reuter corrispondesse a essere scaraventato dentro un porno!
“A questo punto forse... è meglio che vada” era spaventato per due motivi: prima di tutto Leni, stavano insieme da poco e non voleva trovarsi davanti tentazioni forti come quelle, si sentiva debole di fronte alle belle donne, era sempre stato il suo problema, la sua natura. Secondo e non dettaglio trascurabile, le due erano entrambe sieropositive.
“A questo punto forse... è meglio che vada” era spaventato per due motivi: prima di tutto Leni, stavano insieme da poco e non voleva trovarsi davanti tentazioni forti come quelle, si sentiva debole di fronte alle belle donne, era sempre stato il suo problema, la sua natura. Secondo e non dettaglio trascurabile, le due erano entrambe sieropositive.
“Dobbiamo prima bere!” fece sapere Susanne accostandosi. Pia raggiunse i due con in mano i calici. “Bevete voi, l’alcol non va d’accordo con le mie medicine”
“A me no fa nulla invece” Susanne bevve sorseggiando sensuale mentre Jan mandò giù in fretta nella speranza di scappare da lì al più presto. “Ti piace?” chiese la mora. Jan annuì cercando di allontanarsi ma entrambe le donne gli furono addosso. In un attimo si avventarono sul commissario biondo baciandolo e accarezzandolo. “Smettetela!”
“Prova a negare che non ti piacciamo” fece Pia lasciando cadere il telo. E alla vista di quel corpicino statuario, Jan smarrì ogni remora. Leni, il loro stato di salute. Vedeva davanti a sé le due donne assatanate e solo quello gli interessava. Trastullarsi con loro. E mentre la bocca di Susanne si spostava dal collo alla spalla, Pia iniziò a cincischiare con la cintura del poliziotto. “Scommetto che qui sotto c’è una gran bella pistola d’ordinanza!”
“Immagino non sotto i venti centimetri”
“A me no fa nulla invece” Susanne bevve sorseggiando sensuale mentre Jan mandò giù in fretta nella speranza di scappare da lì al più presto. “Ti piace?” chiese la mora. Jan annuì cercando di allontanarsi ma entrambe le donne gli furono addosso. In un attimo si avventarono sul commissario biondo baciandolo e accarezzandolo. “Smettetela!”
“Prova a negare che non ti piacciamo” fece Pia lasciando cadere il telo. E alla vista di quel corpicino statuario, Jan smarrì ogni remora. Leni, il loro stato di salute. Vedeva davanti a sé le due donne assatanate e solo quello gli interessava. Trastullarsi con loro. E mentre la bocca di Susanne si spostava dal collo alla spalla, Pia iniziò a cincischiare con la cintura del poliziotto. “Scommetto che qui sotto c’è una gran bella pistola d’ordinanza!”
“Immagino non sotto i venti centimetri”
Jan, sempre più eccitato, si lasciò spogliare. Il cazzo sbucò fuori dai boxer come una molla. Senza indugi le due si abbassarono per dargli piacere. Jan piegò lo sguardo su di loro per gustarsi estasiato lo spettacolo delle due bocche sul sesso. “Basta, se fate così verrò in pochi attimi”
“Ha ragione Pia, la solita ingorda. Dobbiamo gustarselo bene questo bel biondino. Andiamo in camera”.
“Ha ragione Pia, la solita ingorda. Dobbiamo gustarselo bene questo bel biondino. Andiamo in camera”.
I tre si spostarono nella stanza dove al centro troneggiava il letto spazioso. Jan fu trascinato sopra. Nel frattempo anche Sussane si era liberata della vestaglietta di seta. Jan la guardò con lussuria. Pur essendo già negli ‘anta’ aveva un gran bel fisico. Magra, ossuta, bei seni piccoli e con grandi capezzoli duri, scuri. Il ventre magro preannunciava la folta peluria scura del pube. Mentre notò che il monte di venere di Pia non aveva praticamente lanugine. Una Barbie in tutto e per tutto!
“Come sei bella Pia... e anche tu Susanne” Jan in mezzo alle due ninfomani, si girò prima verso l’una poi verso l’altra. Indeciso su quale assaltare prima, lasciò che fossero loro a scegliersi. E infatti Pia superò Jan mettendolo da una parte e andandosi a posizionare sopra a Susanne in una posa sexy e accattivante. “Ti va di gustarti lo show?”
“Cazzo si!” rispose Jan sedendosi di fianco. Non gli sembrava vero! Poter assistere dal vivo a due donne che si amavano era sempre stato il suo sogno. Durante la carriera da modello aveva partecipato a diverse feste orgiastiche e aveva visto ragazze darsi da fare tra loro ma mai da solo. Pia coccolò i seni di Sussane prima di gettarsi a capofitto tra le cosce snelle. Jan si sporse per gustarsi meglio la lingua che passeggiava sul clitoride. Incapace di contenersi si toccò il pene ormai durissimo. “Ora tu” fece Pia lasciando spazio all’uomo. Jan si avvicinò a Sussanne leggermente titubante. Prima di iniziare a darsi da fare con la bocca, accarezzò i seni e il torace.
“Cazzo si!” rispose Jan sedendosi di fianco. Non gli sembrava vero! Poter assistere dal vivo a due donne che si amavano era sempre stato il suo sogno. Durante la carriera da modello aveva partecipato a diverse feste orgiastiche e aveva visto ragazze darsi da fare tra loro ma mai da solo. Pia coccolò i seni di Sussane prima di gettarsi a capofitto tra le cosce snelle. Jan si sporse per gustarsi meglio la lingua che passeggiava sul clitoride. Incapace di contenersi si toccò il pene ormai durissimo. “Ora tu” fece Pia lasciando spazio all’uomo. Jan si avvicinò a Sussanne leggermente titubante. Prima di iniziare a darsi da fare con la bocca, accarezzò i seni e il torace.
“Sei proprio uno schianto”
“Ma non ti piaceva di più la mia amica?” chiese lei vibrando per le carezze.
“Mi piacete entrambe” dopo quell’ultima frase la baciò con passione. Mordendo le labbra, leccò la saliva intorno alla bocca. Poi si spostò sul collo. Eccitato raggiunse un capezzolo eretto. Prima di succhiarlo lo leccò, beandosi dei gemiti di lei. Nel frattempo Pia aveva preso ad vezzeggiargli le palle. Jan accarezzò la vagina bagnata dai precedenti assalti di Pia. Stuzzicò il clitoride pregustandone già il sapore. Abbandonò i seni per scendere tra le cosce. Ma prima di appoggiare la bocca sulla peluria si ricordò che Sussane era sieropositiva e che era pericoloso fare sesso orale a qualcuno che aveva contratto l’HIV. Ma l’odore forte dell’eccitazione che la quarantenne emanava, mandò a farsi benedire ogni pensiero coerente. E si gettò sulla fessura come un assetato su una bottiglietta di Coca cola!
“Ma non ti piaceva di più la mia amica?” chiese lei vibrando per le carezze.
“Mi piacete entrambe” dopo quell’ultima frase la baciò con passione. Mordendo le labbra, leccò la saliva intorno alla bocca. Poi si spostò sul collo. Eccitato raggiunse un capezzolo eretto. Prima di succhiarlo lo leccò, beandosi dei gemiti di lei. Nel frattempo Pia aveva preso ad vezzeggiargli le palle. Jan accarezzò la vagina bagnata dai precedenti assalti di Pia. Stuzzicò il clitoride pregustandone già il sapore. Abbandonò i seni per scendere tra le cosce. Ma prima di appoggiare la bocca sulla peluria si ricordò che Sussane era sieropositiva e che era pericoloso fare sesso orale a qualcuno che aveva contratto l’HIV. Ma l’odore forte dell’eccitazione che la quarantenne emanava, mandò a farsi benedire ogni pensiero coerente. E si gettò sulla fessura come un assetato su una bottiglietta di Coca cola!
“Ah, si Jan, come è bello!” gemé Susanne mentre la lingua di Jan lusingava le pieghe. Continuò il suo percorso baciando e lasciando che la poca barba incolta solleticasse la vulva. Tirò i peli con i denti per poi tornare a modi meno bruschi.
“Sì mi piace! Di più!” Jan lo prese come un invito a fare sul serio. Ingaggiò una lotta contro la sua capacità di tenere bada il piacere che lo stava scuotendo: mentre aveva iniziato a ciucciare di gusto il clitoride eretto e luccicante di Sussane, Pia si era accoccolata sotto di lui e gli stava succhiando il sesso con operoso impegno. Era una sensazione per lui impagabile. “È stupendo!” gridò. Susanne si incarnò diventando improvvisamente rossa in volto. Jan capì che era prossima ad esplodere. Avvicinò la bocca allo spacco già sgocciolante pronto a gustarsi il fluido vaginale. Per sollecitare l’orgasmo tamburellò con le dita la vulva, poi ritornò a leccare e succhiare intorno e sopra al bottoncino. Dopo aver urlato un’imprecazione, la vagina iniziò a contrarsi ritmicamente rilasciando una quantità di secrezioni. “Cazzo sì!” ruminò Jan mentre si affannava a spazzolarsi ogni stilla di liquido. Tirò su di sé i fianchi della donna e appoggiò la bocca a ventosa sulla vulva iniziando una dolce e allo stesso vigorosa suzione. “Ci sai fare con la bocca” ansimò Pia riemergendo dal suo posticino sottostante. “Vediamo ora cosa sai fare con questo bel giocattolone duro duro”. Jan acconsentì ma prima pretese un profilattico. Cibandosi degli umori di Susanne aveva già rischiato abbastanza. “Siamo una coppia lesbica, non l’hai capito?” la rivelazione di Pia lo sconcertò. “Ci mancava un uomo, e tu sei così bello e femminile”
“Ma anche gran mangiatore di passere, proprio come noi”
“Ma anche gran mangiatore di passere, proprio come noi”
“Non ci sono profilattici qui, mi dispiace” precisò Sussane rinvenuta dall’orgasmo.
Jan si mise serio. Da quando stava con Leni non aveva più con sé preservativi. E la voglia di continuare a divertirsi con Pia e Susanne era troppa! “Rischierò allora” fece sapere andandosi a posizionare in ginocchio davanti a Pia, già con le gambe divaricate. “Scopami” Jan non si fece pregare. Avvicinatosi affondò in lei. Il letto iniziò a piegarsi sotto i colpi possenti del commissario.
“Che meraviglia! È una favola tra le tue gambe Pia!”
“E tu scopi come un demone!” ansimò lei. Jan iniziò a titillare il clitoride. Abbassandosi trovò un capezzolo e lo succhiò. Dopo una serie di spinte vigorose al punto G, Pia raggiunse il culmine afferrandosi a lui con le unghie. “Cosa sei Jan, e cosa è il tuo cazzo!” disse. Come risposta Jan scivolò lungo il suo corpo fino a trovarsi la fighetta rasata tra i denti. La leccò facendola tremare. “Sono appena venuta, mi dà fastidio” si lagnò lei.
“Che meraviglia! È una favola tra le tue gambe Pia!”
“E tu scopi come un demone!” ansimò lei. Jan iniziò a titillare il clitoride. Abbassandosi trovò un capezzolo e lo succhiò. Dopo una serie di spinte vigorose al punto G, Pia raggiunse il culmine afferrandosi a lui con le unghie. “Cosa sei Jan, e cosa è il tuo cazzo!” disse. Come risposta Jan scivolò lungo il suo corpo fino a trovarsi la fighetta rasata tra i denti. La leccò facendola tremare. “Sono appena venuta, mi dà fastidio” si lagnò lei.
“Voglio farti venire di nuovo, questa volta con la bocca”
“Che tipino caldo il nostro commissario” intervenne Susanne. cercando il cazzo ancora perfettamente eretto e umido d’umori femminili. Dopo averlo succhiando un po’, si posizionò di spalle, lasciando che la verga scivolasse dentro la sua femminilità. “Da una vita non mi faccio un uomo. L’ultimo è stato Mike e quel bastardo mi ha infettato!”
“Speriamo tu non mi renda pan per focaccia!” rispose impaurito. L’idea di ammalarsi di AIDS lo terrorizzava, ma il piacere che stava provando a fare sesso con le due superava persino la paura! Con un colpo di reni la penetrò. Contemporaneamente si piegò tra le gambe divaricate di Pia per occuparsi della sua femminilità. E mentre i fianchi si muovevano svelti a stimolare la donna più anziana, la bocca spaziava tra le pieghe, leccava e succhiava senza sosta. “Ancora! Ancora!” gridò Pia in preda all’estasi. Nel contempo masturbava Susanne strofinando le dita voluttuosamente sul clitoride di nuovo eretto. Era intenzionato a farle venire di nuovo entrambe, solo a quel punto si sarebbe lasciato andare a sua volta. Che scopata ragazzi! Questo è davvero un sogno... pensò sentendosi ad un passo dal godimento estremo. Proprio in quell’istante sentì la passera calda di Sussane rilasciare un denso liquido che gli bagnò il sesso. Poi le contrazioni ritmiche a massaggiarglielo, facendogli così perdere il controllo. Biascicò un’imprecazione. Sentiva che doveva venire, non era più in grado di trattenersi. Dai testicoli partì un onda d’urto di sperma pronto ad entrare nell’utero di Susanne. Ma fece appena in tempo a togliersi. Sbrodolò tutto il suo carico sulla coscia di lei. Appena Sussane si fu ripresa dall’incredibile orgasmo vaginale che l’aveva annientata, si girò verso Jan. “Facciamola godere insieme” gli fece avvicinando la bocca al sesso di Pia. Jan acconsentì. E mentre la donna mora succhiava vogliosa il clitoride, Jan divorò la vulva con passione, non tralasciando di scendere per fugaci ma impegnate lusinghe all’orifizio anale.
“Speriamo tu non mi renda pan per focaccia!” rispose impaurito. L’idea di ammalarsi di AIDS lo terrorizzava, ma il piacere che stava provando a fare sesso con le due superava persino la paura! Con un colpo di reni la penetrò. Contemporaneamente si piegò tra le gambe divaricate di Pia per occuparsi della sua femminilità. E mentre i fianchi si muovevano svelti a stimolare la donna più anziana, la bocca spaziava tra le pieghe, leccava e succhiava senza sosta. “Ancora! Ancora!” gridò Pia in preda all’estasi. Nel contempo masturbava Susanne strofinando le dita voluttuosamente sul clitoride di nuovo eretto. Era intenzionato a farle venire di nuovo entrambe, solo a quel punto si sarebbe lasciato andare a sua volta. Che scopata ragazzi! Questo è davvero un sogno... pensò sentendosi ad un passo dal godimento estremo. Proprio in quell’istante sentì la passera calda di Sussane rilasciare un denso liquido che gli bagnò il sesso. Poi le contrazioni ritmiche a massaggiarglielo, facendogli così perdere il controllo. Biascicò un’imprecazione. Sentiva che doveva venire, non era più in grado di trattenersi. Dai testicoli partì un onda d’urto di sperma pronto ad entrare nell’utero di Susanne. Ma fece appena in tempo a togliersi. Sbrodolò tutto il suo carico sulla coscia di lei. Appena Sussane si fu ripresa dall’incredibile orgasmo vaginale che l’aveva annientata, si girò verso Jan. “Facciamola godere insieme” gli fece avvicinando la bocca al sesso di Pia. Jan acconsentì. E mentre la donna mora succhiava vogliosa il clitoride, Jan divorò la vulva con passione, non tralasciando di scendere per fugaci ma impegnate lusinghe all’orifizio anale.
“Sto venendo!” gridò finalmente Pia prima di rilasciare secrezioni sufficientemente abbondanti per soddisfare la fame di entrambi. Sospirando Jan si accasciò sulla pancia di Pia. “Potrei abituarmi a tutto questo!” gli scappò sospirando.
“Penso proprio che dovrai farlo, gran stallone. Perché noi non ti smolliamo più” disse Susanne abbracciandolo da dietro. “Già Sussane, il commissario è quello che mancava affinché in nostro menage sessuale fosse perfetto”
“Ma io ho già una ragazza! E sono innamorato di lei... molto”
“Ma io ho già una ragazza! E sono innamorato di lei... molto”
Le due donne prima lo guardarono interdette, poi si guardarono tra loro e scoppiarono a ridere. “Ma certo! la ami da impazzire! Si vede proprio”
“Beh, sono troppo sensibile al gentil sesso”
“Vorrai dire al sesso selvaggio” lo corresse Pia. E dopo aver detto battute e illazioni sul futuro per una mezz’ora, i tre si spostarono in cucina per spazzolarsi pane in cassetta con formaggio a fette emmental. Dovevano trovare energie per le successive scopate che avevano intenzione di fare, per gran parte della sera e, probabilmente, per tutta la notte.
“Beh, sono troppo sensibile al gentil sesso”
“Vorrai dire al sesso selvaggio” lo corresse Pia. E dopo aver detto battute e illazioni sul futuro per una mezz’ora, i tre si spostarono in cucina per spazzolarsi pane in cassetta con formaggio a fette emmental. Dovevano trovare energie per le successive scopate che avevano intenzione di fare, per gran parte della sera e, probabilmente, per tutta la notte.

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